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CANNABUSINESS 2000
di Enrico Fletzer

Il quinto anniversario del Cannabusiness verrà celebrato il primo fine settimana di settembre all’interno della Fiera di Castrop-Rauxel, nei pressi di Duesseldorf. Come tutti gli anni la Fiera apre il venerdì agli operatori e alla stampa mentre l’ingresso per il pubblico avviene nella giornata di sabato e domenica 2-3 settembre 2000.Questa ricollocazione a Castrop Rauxel segue la grande performance dell’anno scorso di Hennef Sieg ,un paese dal nome curioso: Canapa La Vittoria. Con oltre 150 espositori provenienti da 15 paesi e oltre 10.000 visitatori paganti della scorsa edizione ,la Fiera rappresenta un ritorno alle radici nel luogo di nascita della manifestazione più importante del mondo riguardante gli aspetti industriali, medici, ludici e agronomici della pianta della canapa . Come al solito il Cannabusiness diventerà la sede di un ampio mercato e di un grande ristorante e birreria all’aperto con tutto quello che offre la gastronomia tedesca e internazionale in tema di canapa in cucina accanto ai prodotti tradizionali della cucina sana e naturale che prevale negli ambienti alternativi di queste latitudini. La sfilza di questi prodotti é oramai molto estesa: olio alimentare dal particolare gusto alla nocciola, semi tostati e snocciolati, torte, pane, cioccolata, gelati, barrette al muesli, pasta, birra, energy drinks, vino, thé, limonate e molte altre delikatessen che arrivano fino agli Hanfwuerstel di carne e canapa. Naturalmente a questi prodotti non viene aggiunta della canapa con alte percentuali di THC ( al di sotto dello 0,3%) che vengono preparate con le qualità autorizzate dalla Unione europea- con l’esclusione di fenomeni di ebbrezza se non a causa dell’eventuale alcool presente nella birra, nel vino e nelle grappe. Nonostante ciò la birra alla canapa rimane comunque vietata in Francia .E’ una questione non di droga, affermano le autorità transalpine , ma di “ordine pubblico”. A dimostrazione del carattere tutto politico della persecuzione di questa pianta dai molteplici utilizzi. Come al solito, il Cannabusiness 2000 , mostra tutte le sfaccettature della industria canapicola: abbigliamento da uomo, donna e bambino, accessori come zaini, scarpe e cappellini che nelle passate edizioni erano stati lo scenario di una passerella continua di sfilate di moda casual, delle intere linee di cosmesi basate sull’olio e le essenze di canapa, particolarmente delicate per la pelle, nuove riviste e pubblicazioni sul tema canapa, informazioni sull’utilizzo dell’uso medico della cannabis. Sarà presente una vastissima scelta di accessori per fumatori e di tecniche per la coltivazione in serra, un campo in cui la presenza dei produttori olandesi é molto forte e qualificata. Ma accanto a loro anche la Unione del Popolo Nepalese, la rivista CANAMO di Madrid, la potente confederazione dei canapai svizzeri e tanti altri in un susseguirsi di concerti, mostre, sfilate e conferenze legate alle implicazioni legali, politiche, mediche e industriali di questo fenomeno innovativo e trasversale. Molto interessante sarà anche il programma di relazioni tradizionali che tra l’altro espone gli ultimi sviluppi nella giurisprudenza, sulla prevenzione dalle tossicodipendenze e le attuali modificazioni nella politica delle droghe del governo tedesco.Tra le associazioni presenti il comitato che organizza la Hanfparade, la grande manifestazione che nella seconda metà di Agosto invade Berlino con cifre inferiori alla Love parade ma con una forte caratterizzazione dei consumatori e produttori di tutta Europa. Molto giustamente il Cannabusiness é considerata la più grande fiera mondiale dei prodotti a base di canapa e di un cartello che comprende anche il Soccorso verde, gli ecologisti , una diffusa rete di medici e di pazienti e la partecipazione di alcuni partiti più sensibili alla tematica come i Verdi, settori della SPD e la PDS. Tra gli ospiti del Cannabusiness, oltre le innumerevoli riviste del settore dall’americana High Times, alle tedesche Hanf! (Canapa)!, Grow, Hanfblatt, le rappresentanze della Svizzera, della Francia e della Spagna accanto ai rivenditori di vestiti nepalesi e alle stoffe cinesi. Forte l’interesse del Giappone e del Canada , mentre gli Stati Uniti sono tra i pochi stati del mondo a prevedere ancora l’ergastolo per la coltivazione di quantità industriali di canapa non psicoattiva. Qualcosa si muove anche in Italia soprattutto a livello della moda , per non dimenticare anche i cosmetici ,oltre che il boom delle cartine e dei blocknotes di carta di canapa che costituiscono dei buoni esempi delle potenzialità presenti nel nostro paese e ancora decisamente sommerse a differenza di quello che avviene nel Nordeuropa. A proposito di canapa, la Germania ospiterà dal 13 al 16 settembre nel Centro Congressi di Wolfsburg il più grande convegno mondiale di esperti internazionali sulle condizioni delle poltiche agrarie, lo status e i potenziali di sviluppo dell’economia mondiale della canapa e delle fibre vegetali; sulla cannabis e i cannabinoidi in medicina; rispetto ai nuovissimi risultati della ricerca e agli sviluppi innovativi rispetto alla coltivazione, raccolta e selezione oltre che alla tecnologia riguardante la apertura delle fibre, uno dei grandi insoluti della vecchia canapicoltura del passato. Sono molte decine gli scienziati presenti all’iniziativa che si svolge nella capitale della Volkswagen, una delle tante ditte che utilizzano la canapa. A differenza della Romania o della Cina , in realtà la produzione tedesca in costante crescita indirizza le famose fibre verso l’high tech con la costruzione di speciali fibre che stanno entrando in produzione nonché l’utilizzo nelle pannellature della industria automobilistica e aerospaziale. La piccola differenza rispetto all’Italia, uno dei pochi paesi dove si sta ancora arrancando é la professionalità sostenuta dal nova-Institut che é riuscito a far crescere una cosa ormai accettata per motivi economici dalla grande industria automobilistica. Restano molte incognite in questa kreislaufwirtschaft (economia a ciclo chiuso) della canapa che prevede un modello di sviluppo regionale con impianti di lavorazione molto vicini e poco spreco rispetto ai trasporti di questo materiale semilavorato che ha un prezzo medio di produzione leggermente inferiore alle fibre come la juta e il lino e maggiore duttilità per l’utilizzo industriale. La pianta con le radici nel futuro più che nei maglioni viaggia ora a velocità sostenuta in alcuni modelli della BMW. Tenendo anche presente che nella Repubblica federale non esistono ancora i limiti di velocità in autostrada e che gli airbag sono spesso fatti di canapa.