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INFORMAZIONI
PER LA STAMPA A CURA DI LILA OTTAVA EDIZIONE IN COLLABORAZIONE
CON LILA CEDIUS
In occasione della 13° CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA
RIDUZIONE DEL DANNO (Ljubljana, Slovenia 3 - 7 Marzo 2002)
Lila, Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids - attiva l'ottava
edizione del TELEGRAPH, un servizio di informazioni rivolto ai
media. Il TELEGRAPH da Lubljana avrà tre uscite: la prima
edizione oggi, la seconda mercoledì 6 marzo e l'ultima
venerdì 8 marzo. L'edizione da Lubliana è realizzata
da Lila in collaborazione con Lila CEDIUS - CEntro per i Diritti
Umani e la Salute pubblica.
Alla conferenza sta prendendo parte Paolo La Marca, Project Manager
di Lila CEDIUS.
Edizione di Mercoledì 4 Marzo 2002
- CANNABIS VS. CRACK (Dr. Dartu Xavier Silveira
-BRA-)
- NUOVE DROGHE
- XTC MADNESS IN THE USA (Dr. Marsha Rosembaum,
Lindesmith Centre) "La prima vittima di una guerra e' l'innocenza"
- dal film "Nato il 4 di Luglio"
1. CANNABIS VS. CRACK (Dr. Dartu Xavier
Silveira -BRA-)
L'esperienza Brasiliana di "switching", cioe' di passaggio
da una sostanza particolarmente pericolosa ad una meno dannosa,
in particolare dal consumo di Crack al consumo di Cannabis, continua
con l'istituzione di ricerche mirate a rilevare scientificamente
i risultati. L'esperienza presentata dal Dr. Silveira (ricercatore
dell'universita' di Sao Paulo -Dip. di Psichiatria-) in realta'
indaga su un fenomeno nato spontaneamente tra i giovani cosumatori
di Crack dela citta' (il Crack e' la sostanza di abuso primaria,
in assoluto, fra i giovani brasiliani). Lo studio pilota, di cui
sono stati presentati dati preliminari, ha coinvolto 50 consumatori
di crack (risultati fortemente dipendenti, in accordo con gli
standard DSM-4 e CID-10), compresi fra 16 ed i 28 anni, maschi,
celibi, con una scolarizzazione di tipo primario (media 6,7 anni
di scuola) e con un consumo giornaliero di una media di 1,3 g.
di Crack, protratto per una media di 1,5 mesi. Entro 4-7 settimane
dall'inizio dello studio il 68% dei giovani coinvolti ha cessato
l'uso di Crack, attraverso il consumo di una "dose"
media di 3-4 sigarette di cannabis al giorno e gia' a partire
dal 1° mese si sono osservati diversi miglioramenti del quadro
somatico e psichico dei partecipanti: - aumento di peso (in media
superiore ai 4,5 Kg.); - diminuzione generalizzata del livello
di ansia; - diminuzione del "craving" (desiderio compulsivo)
nei confronti del Crack; - diminuzione degli effetti maggiormente
avversi dell'astinenza da Crack; - una diminuzione dei crimini
correlati. Dopo 6 mesi e' stata, sorprendentemente, rilevata una
sensibile diminuzione anche del consumo di cannabis, il cui uso
e' passato da 3-4 sigarette al giorno, a 1-2 alla settimana. Il
prossimo passo sara' l'istituzione di uno studio epidemiologico
vero e proprio, "in doppio cieco", allo scopo di andare
in maggiore dettaglio e fare un confronto con un gruppo di controllo
con simili caratteristiche di campione.
2. NUOVE DROGHE
Nelle diverse sessioni riservate alle nuove droghe, una certo
spazio e' stato riservato alle correlazioni tra l'uso di queste
sostanze e la prevenzione sessuale. In particolare la presentazione
di Andrew Bennet (HIT Liverpool, in collaborazione con la Southebank
University), ha fatto notare come la prevenzione sessule delle
MTS e dell'HIV, all'interno degli interventi mirati al mondo della
notte, abbia sempre avuto un bassa priorita'; nonostante i dati
epidemiologici indichino come specifico gruppo a rischio proprio
i giovani (16 - 25 anni) eterosessuali e nonostante altre ricerche
(una fra tutte, quella del Dr. Tim Rhodes del 1995) abbiano chiarito
con certezza una relazione fra il consumo di droghe (stimolanti
in particolare) e i rapporti sessuali non protetti. Il paradigma
in cui si inserisce questa attitudine, manco a farlo apposta,
e' quello ultra-anti-proibizionista, che individua nelle vita
notturna in se IL problema e che fa scattare "l'emergenza"
solamente in presenza di gravi problematiche (ovvero i decessi
tossicologicamente correlati; attualmente 8 in Italia...). La
ricerca presentata dal Dr. Bennett, fra l'altro, prende in considerazione
la "nightlife" anglosassone (4000 locali sul territorio
nazionale, 16 milioni di visitatori all'anno, una stima di 800.000-1.000.000
di pastiglie in circolazione ogni weekend), dove il 50% degli
inglesi di eta' compresa fra i 18 ed i 24 anni dichiarano di partecipare
a raves o di seguire la scena "dance" in discoteche
o nei locali. I dati governativi ci dicono che il 31% dei giovani
dichiara di avere rapporti sessuali non protetti, in connessione
con un 40% che dichiara un frequente uso di droghe; questo si
inserisce in un contesto in cui tutte le MTS (HIV compreso)sono
in fortissimo aumento aumento: basti dire che i casi sono passati
dai 1.000 del 1999 ai 12.000 del 2001(!). Viene da se che lo strumento
principale con cui contrastare questi trends e' una metodologia
di prossimita', che non puo' che rifarsi alle politiche di Riduzione
del danno, con equipes di operatori della notte che facciano prevenzione
(tramite la relazione diretta, la trasmissione di informazioni
e la distribuzione di materiali informativi) nei clubs, nelle
discoteche e nei raves, insieme con una rinnovata attenzione generale
alle problematiche correlate alla trasmissione delle MTS fra i
giovani (e, naturalmente non solo fra loro).
3. XTC MADNESS IN THE USA (Dr. Marsha
Rosembaum, Lindesmith Centre)
A proposito del rapporto fra media, opinione pubblica e mondo
della notte e' stata molto interessante la discussionecon la Dott.ssa
Marsha Rosembaum, sociologa e ricercatrice del Lindesmith Centre-Drug
Policy Foundation di S. Francisco. Come molti di voi gia' sapranno,
verso la meta' degli anni '50 in America venne prodotto e utilizzato
a livello nazionale un falso documentario, chiamato REEFER'S MADNESS
(piu' o meno 'La pazzia della cannabis') in cui erano rappresentati
attori che, dopo pochi tiri da una "canna", si producevano
nelle piu' terribili azioni: aggressioni, omicidi, suicidi, etc...
REEFER'S MADNESS ha sicuramente rappresentato uno strumento cardine
del movimento proibizionista che, collegato a doppio filo con
i grandi gruppi petrolchimici tra cui Dupont, da li' a pochi anni
avrebbe portato alla completa penalizzazione della cannabis e
di tutti suoi derivati; stato che continua anche ai nostri giorni,
nonostante il consumo di cannabis negli USA sia da anni in costante
aumento. Il paragone fatto dalla Dott.ssa Rosembaum, con la campagna
mirata a terrorizzare e spingere alla penalizzazione della cannabis,
calza perfettamente con le attuali campagne statunitensi sull'Ecstasy
che non esitano a mentire apertamente (beh... non certo solo negli
Stati Uniti, del resto...). Questa attitudine, perfettamente in
linea con le strategie di "War on Drugs" piu' in generale,
non riscontra molto successo. Basta conforntare alcuni semplici
dati Governativi: negli USA i giovani che dichiarano di aver fatto
uso di XTC sono passate dal 5% del 1998 all' 11% del 2000; chi
dichiara di potersi facilmente procurare dell'Ecstasy e' passato
dal 38% del 1998 al 68% del 2000; mentre i sequestri di ecstasy
sul territorio USA sono passati dai 17.500 pezzi (pastiglie) del
1998 ai 9,3 milioni del 2000 (!). Per dare un ulteriore esempio
di come i media (i giornali soprattutto) trattano la questione,
basti aggiungere che viene enfatizzato il fatto che le segnalazioni
(mentions), fatte dai centri medici alla scoperta della presenza
di MDMA nel sangue di giovani pazienti, sono aumentate del 300%
negli ultimi tre anni (arrivando ad un totale di circa 11.000).
Quello che si evita di aggiungere, e che permetterebbe di contestualizzare
il problema in maniera piu' efficace, e che le segnalazioni totali
(cioe' sulla presenza di tutte le sostanze stupefacenti) sono
poco piu' di 1 milione. Ne deriva quindi che le segnalazioni sull'Ecstasy
rappresentano meno dello 0,001% delle segnalazioni totali. Per
parafrasare un vecchio "tormentone": meditiamo gente,
meditiamo.
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