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Speciale #11
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4.3.2002

CASSAZIONE: METADONE, LEGITTIMA TERAPIA DI LUNGA DURATA. RIMANGONO IN SERVIZIO MEDICI MILANESI SERT DI VIA BOIFAVA

(ANSA) - ROMA, 4 MAR - I medici dei Sert - che distribuiscono metadone ai tossicodipendenti - possono adottare la terapia di lunga durata nella somministrazione del farmaco, che sostituisce l'eroina, anziche' quella a scalare. Perche' il cosiddetto criterio di mantenimento e' ritenuto ''non errato'' dalla scienza medica. Lo sottolinea la cassazione. In particolare i supremi giudici hanno respinto il ricorso della procura di Milano che chiedeva la sospensione dal servizio pubblico di alcuni medici del Sert milanese di via Boifava, finito al centro di polemiche sull'uso del metadone dopo che una giovane donna (Simona P.) in cura nella struttura si era suicidata con una overdose di metadone dopo aver ucciso - con le stesse modalita' - la figlioletta (Lilia P.).

Sulla scorta delle considerazioni dei giudici di merito, che avevano gia' respinto l'istanza del Pm, la cassazione spiega che ''non c'e' dolo'' nel comportamento dei sanitari di via Boifava che avevano agito a scopo di cura dando il metadone in dosi costanti. Quindi non verranno sospesi dal servizio i camici bianchi che davano il farmaco senza graduarlo e senza sottoporre i pazienti agli esami delle urine e del sangue perche' - dopo il referendum del '93 - questi controlli periodici sui tossicodipendenti non sono piu' obbligatori.

Dunque e' uscita del tutta sconfitta la tesi del Pm, secondo la quale i dottori avrebbero fornito metadone in modo ''irrazionale'', in contrasto con la legge sugli stupefacenti. Per la pubblica accusa - che invano si e' rivolta alla suprema corte - i medici del Sert erano, invece, colpevoli di ''non aver personalizzato il trattamento mediante somministrazione delle varie dosi in modo singolo e adeguato'', di ''aver adottato dei sistemi di trattamento metadonico a lunga scadenza senza che ve ne fosse bisogno''. Inoltre - insisteva il Pm - ''non avevano sottoposto i soggetti, che loro si rivolgevano, ai necessari e obbligatori accertamenti periodici, onde accertarne di volta in volta l'effettivo stato connesso all'uso di droghe''.

Come anticipato, la Cassazione e' stato di altro avviso ed ha ritenuto infondati i motivi del Pm milanese. Contro il ricorso della pubblica accusa aveva presentato una memoria difensiva anche Roberto Mollica, responsabile del Sert di via Boifava. Il dottore ha fatto presente ai supremi giudici che lui e i suoi colleghi avevano agito in maniera lecita - scegliendo la terapia di mantenimento - ''dato che questo criterio, anziche' quello a scalare, e' ritenuto piu' proficuo dalla scienza medica, nonostante che esso non preveda un termine di durata, posto che anche se in tempi lunghi, tuttavia determinerebbe nel tossicodipendente in cura la dissociazione dall'uso dell'eroina''. La sentenza che legittima pienamente l'adozione della terapia di mantenimento nei Sert e' la n.8184. (ANSA).

 

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