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La bozza del progetto di revisione del DM 444/90.
Vi proponiamo il testo
che, ancora sotto forma di bozza, il governo sta preparando per
riformare la politica dei SERT.
Chiediamo a tutti, ma in primo luogo agli operatori e ai
consumatori, di inviarci
un loro punto di vista, per capire come lavorare insieme su
questo tema.
Il commento di:
Clara Baldassarre, dipartimento dipendenze Asl Napoli 1
Circa la bozza di modifica del DM 444 sullorganizzazione
dei servizi per le tossicodipendenze, le perplessità iniziano
dallart.1, in cui si delinea un unico dipartimento in cui
sono inserite larea per i problemi correlati alle sostanze
psicotrope, larea della salute mentale e larea materno
infantile. Che cosa significa questo apparentamento? Teniamo presente
che larea della salute mentale non si è mai voluta
occupare delle tossicodipendenze, oltre al fatto che un settore
più debole come quello delle tossicodipendenze
rischia di essere sacrificato se messo insieme ad un settore storicamente
più forte, come quello della salute mentale.
La creazione di un unico dipartimento sembra perciò segnalare
un nuovo indirizzo culturale: la stigmatizzazione del tossicodipendente
come persona incapace di intendere e di volere.
Il punto più preoccupante è lelenco dei componenti
dellarea dipartimentale funzionale delle dipendenze, dove
i servizi per le tossicodipendenze si ritrovano a fianco, oltre
alle realtà del privato sociale, le associazioni delle
famiglie attive sul territorio: non si mette in discussione
la collaborazione col privato e con lassociazionismo, ma
non è accettabile che il coordinatore del dipartimento
sia scelto fra tutte le realtà che lo costituiscono.
In altri termini, potrebbe darsi il caso che un Muccioli sia scelto
a dirigere un dipartimento del Servizio Sanitario Nazionale, oppure
un esponente delle associazioni dei familiari, per esempio a Napoli
una delle mamme coraggio. Domando: non si richiedono
competenze tecniche per dirigere una struttura della sanità
pubblica? E ancora: perché si citano le associazioni dei
familiari e non quelle dei consumatori, se di associazionismo
si tratta?
Nellart.2, al comma 1 si dice che i Sert devono garantire
la libertà di scelta del cittadino e della sua famiglia
di intraprendere programmi riabilitativi di qualunque tipo e presso
qualunque struttura autorizzata sul territorio nazionale.
Fino ad oggi i Sert non hanno mai negato la libertà di
scelta del paziente, nel senso che se la persona indicava una
comunità, generalmente era quella prescelta, anche se ovviamente
i servizi dovevano fare i conti col badget disponibile. Ciò
che non è chiaro in questo testo è se i Sert siano
ancora titolari della diagnosi del tossicodipendente, e quindi
anche della scelta, insieme al paziente, di un eventuale programma
di comunità.
Anche il comma 3 dello stesso art.2 è assai discutibile:
si entra infatti nei dettagli degli indirizzi terapeutici quando
ad esempio si dice che, per la somministrazione del farmaco sostitutivo,
vanno previsti supporti relazionali intensi (colloqui almeno
settimanali, gruppi di discussione e informazione, appoggi alle
famiglie)...; oppure quando si dice di evitare di
creare le condizioni per lemergere della cronicità
iatrogena. Questo sconfinamento nellambito delle competenze
tecniche terapeutiche è inammissibile dopo il referendum
del 93, e peraltro era già presente, in forma assai
più pesante, nella mozione parlamentare del centro destra.
I passaggi più invasivi, riguardanti le modalità
di somministrazione e scalaggio del metadone, alla fine sono scomparse
dalla versione definitivamente approvata della mozione, proprio
perché chiaramente anticostituzionali; tuttavia in questo
testo si torna a insistere sulla stessa linea, seppure in una
versione soft.
In ultimo, cè una drastica riduzione del servizio
offerto: invece dellapertura 24 ore su 24 e tutti i giorni
prevista dal vecchio 444, adesso si parla di 5 giorni settimanali
per 8 ore al giorno!
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