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NUOVE FRONTIERE DELLA FARMACOLOGIA MARIJUANA IN VISTA COLLIRI
BASATI SULLA CANNABIS RISULTANO EFFICACI IN PAZIENTI CON GLAUCOMA
'RIBELLE' - FRUTTO DI RICERCHE ITALIANE
Milano, 21 maggio 2001 - La ricerca di nuovi farmaci ipotensivi
oculari, per la terapia del glaucoma, è una delle frontiere
attuali dei farmacologi, poiché tuttora in 1 paziente su
10 non si riesce a impedire il sopravvenire della cecità
che ne consegue per neuropatia ottica. Diversi cannabinoidi (principi
attivi derivati dalla marijuana/Cannabis) sono stati presi in considerazione
per abbassare l'ipertensione intraoculare costituita dal glaucoma:
ma un loro specifico meccanismo d'azione, se a livello del sistema
nervoso centrale o periferico, non era mai stato chiarito. Ora al
Congresso Nazionale della Sif-Società Italiana di Farmacologia
(Genova, 30 maggio-1 giugno; Presidente Prof. Gennaro Schettini)
viene data comunicazione dei risultati molto promettenti ottenuti
su "pazienti glaucomatosi refrattari alle terapie convenzionali"
utilizzando il Win 55212-2, un "agonista sintetico del recettore
centrale dei cannabinoidi CB1", in parole semplici un 'facilitatore'
d'ingresso dei derivati della marijuana nelle cellule di origine
nervosa. Dopo mezzora dall'applicazione di colliri contenenti 25
o 50 milionesimi di grammo di WIN 55212-2, l'ipertensione intraoculare
degli 8 pazienti glaucomatosi resistenti alle altre terapie è
invece scesa del 15 e 23 per cento rispettivamente. I recettori
CB1 dei cannabinoidi erano stati precedentemente rilevati nella
retina umana, nell'iride e nei corpi cilari da quello stesso team
di Neurofarmacologi e Oftalmologi che hanno condotto tutta la ricerca
che viene presentata al Congrsso fi Genova. [Centro per la Neurofarmacologia
Cnr - Dipartimento Neuroscienze Università - Divisione Oftalmologia
Osp.'Brotzu'; Cagliari] "Nel loro complesso questi dati - commenta
il professor Gennaro Schettini, presidente del Congresso - confermano
un coinvolgimento diretto dei recettori cellulari per i cannabinoidi
nella regolazione della pressione intraoculare umana, e rafforzano
le possibili proprietà antiglaucoma della marijuana, suggerendo
ulteriori approfondimenti da parte della ricerca farmacologica e
clinica italiana, che dimostra nel nostro Congresso tutta la sua
rinnovata vitalità."
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