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Regione Emilia Romagna
Seduta del Consiglio regionale del 15.12.03
RISOLUZIONE
Il Consiglio regionale dell'Emilia Romagna
premesso che
nel nostro ordinamento è già previsto l'utilizzo di
diverse droghe per uso medico, tra cui merita particolare menzione
quello della morfina;
il Senato ha approvato in via definitiva il 24.1.2001 il decreto
di
legge n. 49378 contenente le ''norme per agevolare l'impiego dei
farmaci analgesici oppiacei nella terapia del dolore'';
in Canada, Gran Bretagna, Germania, Israele, Olanda, Stati Uniti
e Australia sono state condotte ricerche sull'utilizzo medico dei
derivati della canapa indiana;
nel 1999 l'International Narcotic Board delle Nazioni Unite ha
incoraggiato le ricerche sull'uso terapeutico della cannabis;
il governo canadese nel 1999 ha adottato un piano quinquennale per
la produzione di canapa indiana per uso medico;
nel 1999 il ministro tedesco della Sanità si è espresso
a favore
dell'utilizzo terapeutico dei derivati della canapa indiana;
il governo israeliano nel 1999 ha adottato le linee guida per l'uso
medico della canapa indiana e dei suoi derivati;
in Gran Bretagna nell'autunno del 1998 la Commissione ''Scienza
e Tecnologia'' della Camera dei Lords, basandosi sulle conclusioni
di numerosi studi scientifici, si è schierata a favore della
introduzione per scopi terapeutici della canapa indiana e dei suoi
derivati;
il 5 novembre del 1998 gli elettori americani di Alaska, Arizona,
Colorado, Nevada, Oregon e Washington, consultati con un referendum
su questo tema, hanno approvato l'uso terapeutico della marijuana
per i malati di tumore e di AIDS;
la commissione federale statunitense dell'Istituto di medicina
della National Academy of Sciences di Washington nel 1999 ha chiesto
l'introduzione in campo medico dei principi attivi della canapa
indiana (THC);
nel 1999 un comitato della British Association si è espresso
a
favore dell'utilizzo terapeutico dei derivati della canapa indiana;
ritenuto che
la scelta di approvare l'utilizzo terapeutico della canapa indiana
non rientra nel confronto tra l'approccio proibizionista e quello
antiproibizionista sulle droghe;
considerato che
gli effetti collaterali più comuni e fastidiosi da parte
dei
chemioterapici nella terapia neoplastica risultano essere il
profondo senso di nausea e di vomito;
i farmaci utilizzati nella cura dell'AIDS presentano frequentemente
tra gli effetti collaterali un forte senso di nausea, che determina
un aumentato rischio di inedia per i malati;
la canapa indiana e i suoi derivati presentano un importante
effetto antiemetico;
l'American Cancer Society ha finanziato negli ultimi mesi ricerche
per determinare se un cerotto al THC (il principio attivo dei cannabinoidi)
possa essere usato come metodo alternativo e più efficace,
per offrire i benefici effetti dei cannabinoidi ai
pazienti che soffrono di nausea, vomito e altri effetti collaterali
provocati dalla chemioterapia;
gli effetti collaterali della canapa indiana e dei suoi derivati
risultano essere poco rilevanti nel periodo immediatamente
successivo all'assunzione e scarsamente dimostrati nel lungo
periodo, nonostante siano stati cercati da numerosi studi condotti
dalle autorità federali statunitensi;
non è stata rilevata tolleranza farmacologica - ovvero per
ottenere gli effetti automatici - e nel tempo non è necessario
incrementare la dose del farmaco, né presenza di sintomo
d'astinenza, se non in casi aneddotici;
la commissione composta da dieci accademici esperti in sostanze
psicoattive, incaricata dal ministero della Sanità francese
e presieduta da Bernard Pierre Roques, nel 1999 ha riconosciuto
che la canapa indiana è meno dannosa per la salute umana
di tabacco e alcool;
considerato inoltre che
diverse e autorevoli riviste scientifiche internazionali riportano
studi sull'efficacia della canapa indiana e dei suoi derivati nel
ridurre la pressione intraoculare nella terapia del glaucoma e che
sono in atto diverse sperimentazioni scientifiche per valutare l'efficacia
terapeutica per i cannabinoidi nella terapia della sclerosi multipla;
sono in corso diverse ricerche per stabilire l'efficacia e la
possibile utilizzazione dei cannabinoidi nella terapia dell'asma
bronchiale;
l'alta densità di recettori cannabinoidi CB1 all'interno
dei gangli
basali suggerisce un potenziale ruolo degli endocannabinoidi nel
controllo del movimento correlati con i gangli basali, quali il
morbo di Parkinson e che l'aumento dei livelli dei cannabinoidi
nel globus pallidus si associa con una riduzione dei movimenti in
un modello sperimentale di Parkinson realizzato su cavie;
studi clinici riportati da autorevoli riviste scientifiche
riferiscono dei benefici dell'uso dei derivati della canapa indiana
per pazienti affetti dalla sindrome di Gilles de la Tourette;
ricerche, condotte su modelli sperimentali con animali, hanno
dimostrato che i cannabinoidi hanno efficacia terapeutica su cellule
tumorali cerebrali;
considerati infine che
riviste scientifiche internazionali riferiscono casi clinici di
epilessia e di emicrania che hanno beneficiato dell'utilizzo dei
derivati della canapa indiana, che secondo studi sperimentali
potrebbero inoltre rappresentare un'utile alternativa agli oppiacei
nel trattamento dei dolori cronici;
Paul M. Hyman, portavoce della American Cancer Society di New York,
nel corso del 2000 ha dichiarato: ''Battersi contro questo uso medico
della marijuana vuol dire combattere la stessa ricerca scientifica''
chiede al Governo e al Parlamento
di regolamentare l'uso medico della canapa indiana e dei suoi
derivati a scopo terapeutico;
impegna il presidente del Consiglio regionale e della Giunta
regionale a comunicare il contenuto della seguente risoluzione al
Governo e al Parlamento nazionale;
impegna la Giunta regionale
a verificare la possibilità di attivare, all'interno del
Servizio
sanitario regionale, una sperimentazione dell'utilizzo terapeutico
dei cannabinoidi in particolare a favore dei malati terminali.''
Paolo Zanca
Rocco Gerardo Giacomino
Silvia Bartolini
Lamberto Cotti
Luisa Babini
Daniela Guerra
Leonardo Masella
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