Atti parlamentari
Atti di Controllo e indirizzo
Mozione Volontè n. 1-00042
La Camera,
premesso che:
- il programma terapeutico-riabilitativo introdotto
dalla legge n. 162 del 1990, modificata dal referendum del 1993
che ha depenalizzato l'uso personale delle sostanze stupefacenti,
non ha risposto in maniera adeguata ai bisogni dei tossicodipendenti,
sia per ciò che attiene gli aspetti giuridici che sociali
e sanitari, caratterizzandosi piuttosto come intervento di prevenzione
secondaria nei confronti di soggetti a rischio;
le multinazionali del narcotraffico stanno espandendo il loro
mercato, in Italia e nel mondo, proponendo una vasta gamma di
sostanza psicoattive in relazione ai bisogni dei giovani, alle
loro attitudini ed al contesto sociale e culturale;
gli ultimi dati relativi all'andamento del consumo di sostanze
stupefacenti e psicotrope non mostrano una riduzione del fenomeno,
ma rilevano un'evoluzione preoccupante verso un uso sempre più
diffuso tra i giovani e i giovanissimi delle cosiddette nuove
droghe, parallelamente all'uso di vecchie droghe come cannabinoidi,
cocaina, alcool e verso la poliassunzione in cui l'uso di una
determinata droga è finalizzato a sedare gli effetti
negativi di quella usata precedentemente;
- in particolare, si assiste ai pericoloso diffondersi tra i
giovani dell'uso di eroina fumata in sintonia con la tendenza
a considerare l'uso non endovena delle droghe come «non
rischioso» (pensando alla trasmissione del virus HIV)
e comunque reversibile;
- tale evoluzione rappresenta la conseguenza di una politica
sulla tossicodipendenza, che non ha tenuto conto di fenomeni
emergenti e ha continuato a focalizzare l'attenzione esclusivamente
su vecchi dibattiti, continuando a identificare il problema
nell'assuntore di eroina per via endovenosa. Tale politica è
stata portata avanti attraverso campagne di «prevenzione»
e strategie di intervento (riduzione del danno) che hanno diffuso
il messaggio implicito che è negativo bucarsi o al limite
fare un uso sbagliato di sostanze psicoattive. Abbiamo assistito
ad un processo di normalizzazione del fenomeno che ha proposto
un modo sicuro, socialmente tranquillizzante di «dipendenza»
che non si deve combattere, ma a cui è necessario abituarsi
e con cui conviene convivere nella maniera più salutare
possibile;
- si registra, una anomala distribuzione dei fondi per la lotta
alla droga, con una malcelata preferenza a favorire l'impiego
della maggior parte delle risorse economiche, sia a livello
nazionale che regionale e locale, in progetti di «unità
di strada» a scapito di comunità terapeutiche ed
associazioni che non utilizzano quel tipo di approccio;
- sono fallite le esperienze di liberalizzazione e somministrazione
controllata di droghe portate avanti in alcuni paesi europei;
- l'articolo 152 del trattato di Amsterdam, nella sua riformulazione,
esige che la sanità pubblica, nel cui campo di applicazione
rientra la prevenzione della tossicodipendenza, venga presa
in considerazione in tutte le azioni e le politiche della Comunità;
- il Piano di azione comunitario 2000/2004, rappresentando una
linea guida per l'azione dei singoli governi, ha individuato
nell'innalzamento dell'allarme sociale sulle droghe, nella lotta
all'offerta di droghe illecite e nelle strategie di reinserimento
sociale dei tossicodipendenti, gli strumenti idonei per una
efficace politica anti-droga;
- appare in netta crescita il fenomeno della «doppia diagnosi»,
ovvero della concomitante presenza di disturbi psichici e di
dipendenza da sostanze stupefacenti;
- il 14 per cento dei tossicodipendenti è rappresentato
da donne, circa un terzo delle quali ha figli minori, e per
le quali si pone il problema, particolarmente delicato, della
maternità in condizioni di rischio, anche in relazione
alla diffusione del virus HIV;
impegna il Governo:
- a ridefinire la strategia della riduzione del
danno, verificandone i risultati non solo in termini qualitativi,
ma anche in termini quantitativi, come opzione che può
riguardare una parte limitata degli assuntori di eroina e che
non è una terapia ma ha l'obiettivo di contenere il problema;
- a valorizzare l'attività dei SERT verificando, attraverso
uno studio serio, l'impiego del metadone e degli altri farmaci
sostitutivi, vigilando che il loro uso rientri nei termini prescritti
dalla legge, avendo come obiettivo la loro diminuzione al minimo
necessario (non possono superare i tre mesi, senza l'escamotage
di brevi interruzioni, devono essere collegati ad un progetto
di recupero e usati in dosi contenute), onde privilegiare il
recupero della persona sul contenimento del disagio e delle
devianze, secondo lo spirito e le indicazioni della medesima
normativa;
- a favorire e sviluppare il rapporto con le esperienze offerte
dalle comunità terapeutiche, il cui scopo primario è
quello della costruzione delle basi e delle capacità
della persona ad autopromuovere il proprio reinserimento sociale
e lavorativo, nonché il controllo e la verifica di questo
processo;
ad ampliare la collaborazione con tali strutture per facilitare
l'attuazione delle misure alternative alla detenzione già
previste dalla legge, allargando la possibilità di ricorrere
a tali misure anche per pene edittali superiori a quelle in
vigore;
a sperimentare forme innovative di detenzione per i tossicodipendenti
anche tramite la collaborazione tra strutture carcerarie e comunità
terapeutiche;
- a realizzare nuove strutture residenziali e valorizzare quelle
esistenti, in quanto strumenti indispensabili per realizzare
per i tossicodipendenti non solo un progetto di vita lontano
dall'uso delle droghe, ma mettere a loro disposizione dei luoghi
in cui viene intensificata l'educazione all'aver cura di sé
e alla responsabilità sociale, agevolata da una formazione
globale alla partecipazione e al senso del lavoro;
- a sviluppare progetti di prevenzione delle dipendenze tra
le giovani generazioni che promuovano piani educativi più
impegnativi ed efficaci che forniscano elementi di identificazione,
socializzazione e aggregazione alternativi;
- a porre la massima attenzione alle interferenze e sovrapposizioni
tra sofferenza psichiatrica e tossicodipendenza, attivando in
rete i servizi territoriali psichiatrici e favorendo una reale
presa in carico istituzionale di questi casi cosi difficili
da gestire;
- a pianificare interventi capaci di sostenere e tutelare i
familiari ed in particolare i minori, pur salvaguardando il
diritto alla genitorialità;
- a creare una formazione stabile degli operatori del settore
che preveda una attività diretta all'aggiornamento ma
anche alla prevenzione del burn-out;
- a rafforzare la cooperazione con i partner europei sostenendone
l'azione e promuovendo il coordinamento della loro politica
e dei loro programmi;
- a sollecitare il coordinamento tra organi di polizia e giudiziari
dei paesi europei e l'armonizzazione delle norme degli Stati
membri in campo penale.
«Volontè, Ciro Alfano, Emerenzio Barbieri, Dorina
Bianchi, Brusco, Riccardo Conti, Cozzi, D'Agrò, D'Alia,
Degennaro, De Laurentiis, Di Giandomenico, Filippo Maria Drago,
Giuseppe Drago, Follini, Giuseppe Gianni, Grillo, Anna Maria
Leone, Liotta, Lucchese, Maninetti, Mazzoni, Mereu, Mongiello,
Montecuollo, Naro, Peretti, Ranieli, Romano, Rotondi, Tabacci,
Tanzilli, Tucci».