La via italiota
di Franco Corleone
Non manca davvero nulla nella mozione sulla tossicodipendenza,
primo firmatario l'on. Volonté del Ccd, di prossima discussione
alla Camera. I luoghi comuni e i giudizi apodittici sono presenti
fin dalle premesse. A parte le affermazioni esilaranti circa
il preteso diffondersi dell'uso dell'eroina fumata da addebitarsi
alle campagne di riduzione del danno, l'attacco è frontale
contro il finanziamento delle unità di strada "a
scapito" (sic!) delle comunità terapeutiche. Segnaliamo
un'altra perla: "sono fallite le esperienze di liberalizzazione
e somministrazione di droghe portate avanti in alcuni paesi
europei". Non è chiaro a che cosa si riferiscano
i firmatari, poiché la politica olandese di tolleranza
sulla canapa è ormai da 25 anni un fatto consolidato,
grazie ai suoi buoni risultati; e quanto ai trattamenti con
eroina, questi si stanno diffondendo in tutta Europa, dall'Olanda
alla Germania passando per la Spagna, in seguito ai risultati
positivi, riconosciuti anche dall'Oms, della sperimentazione
svizzera.
Ma i passaggi più insidiosi sono negli
impegni richiesti al Governo, fra cui: il declassamento della
riduzione del danno ad opzione residuale; la limitazione del
metadone nel tempo e nella quantità; l'innalzamento del
tetto delle pene edittali oggi in vigore (4 anni) per ottenere
le misure alternative alla detenzione, ma da scontarsi solo
nelle comunità; la sperimentazione di forme di detenzione
tramite la collaborazione tra carceri e comunità (sul
famigerato esempio di Castelfranco Emilia).
Così mentre in Europa si individuano percorsi
di depenalizzazione, di sperimentazione e di pragmatismo, la
destra clericale italiana sceglie la via salvifica del moralismo
repressivo. Altro che "Forcolandia"!
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