Testo pubblicato a pagamento su Repubblica del
15.11.2001
RIPENSIAMO LE POLITICHE SULLE TOSSICODIPENDENZE ALLA LUCE
DELLE CONOSCENZE SCIENTIFICHE E DELL'ESPERIENZA PRATICA
SITD - Società Italiana Tossicodipendenze
La SITD, Società Italiana Tossicodipendenze, fondata
nel 1991, raccoglie oltre 300 specialisti in tutta Italia, tra
i quali ricercatori, operatori e direttori di SERT e di comunità
terapeutica, di varie professionalità, docenti universitari;
tra questi iscritti si annoverano alcuni tra i massimi esperti
di tossicodipendenza a livello nazionale. La finalità
statutaria della SITD è quella di propugnare e promuovere
l'applicazione delle conoscenze scientifiche alle politiche
e alla pratica clinica sulle tossicodipendenze.
Ci siamo perciò decisi ad acquistare questo
spazio per far sentire la nostra voce in un dibattito su annunciate
nuove scelte del Governo nazionale in merito al problema droga-tossicodipendenza,
nelle quali c'è la evidente necessità che entrino
considerazioni di carattere scientifico, finora del tutto assenti.
Il nostro intento è inoltre quello di dare una informazione
almeno essenziale su problemi quali la malattia della tossicodipendenza,
la validità delle terapie, compiti e funzioni dei SERT,
rapporti tra SERT e comunità.
Su tutti questi argomenti, nelle settimane trascorse, il pubblico
italiano ha assistito ad un incredibile spettacolo, in cui la
verità delle cose è stata sacrificata all'intento
politico dichiarato di ridimensionare il ruolo dei SERT, limitare
l'uso del metadone, negare l'importanza del ruolo sanitario
e di una sua corretta integrazione con l'attività di
riabilitazione e risocializzazione. Questi orientamenti non
hanno motivazione sostenibile nell'esperienza clinica e pratica
del lavoro sulle tossicodipendenze, e nessun fondamento di tipo
scientifico in alcuna ricerca che abbia credibilità a
livello internazionale.
Sullo sfondo di tale scenario è evidente una visione
della tossicodipendenza come di un problema la cui soluzione
sta nell'imposizione di una linea di intervento univoca, verso
la disintossicazione obbligata, in tempi brevi, e verso la 'tolleranza
zero' per l'uso personale di sostanze e soprattutto per le cure
mediche di mantenimento, quali il metadone. Al di là
di ogni considerazione costituzionale ed etica, non c'è
nulla di scientificamente sostenibile in questo: tutti i dati
vanno invece nella direzione di favorire la crescita della motivazione
e della responsabilizzazione personale dei tossicodipendenti
verso il cambiamento. L'aggressione astiosa e strumentale verso
la riduzione del danno, attività proficua in cui la maggioranza
delle Regioni italiane (oltre che degli Stati Europei) si è
impegnata con successo, esprime un irresponsabile noncuranza
per i drammatici problemi in cui i tossicodipendenti più
gravi vivono. Per molti di essi il taglio del metadone e delle
unità mobili e di strada vorrebbe dire aumento del rischio
di morte, di contagio HIV/AIDS, di commettere atti criminali.
Tale quadro ci allarma perché, per motivi solo politici,
si minaccia di distruggere una risorsa nazionale, quella dei
SERT, senza la quale il problema diverrebbe tragicamente insolubile.
Nessun fondamento razionale ha la critica generalizzata ai SERT.
Per questo vorremmo che si riflettesse prima di mettere in atto
una svolta che presenta aspetti preoccupanti.
La tossicodipendenza è una malattia complessa.
I suoi sintomi principali sono: un potentissimo desiderio, spesso
incontrollabile, di usare una droga, un'instancabile ricerca
di tale sostanza, e un uso che persiste, al di là della
volontà del soggetto, nonostante conseguenze estremamente
negative per lui e per la sua famiglia.
La tossicodipendenza si sviluppa progressivamente
a partire da forme volontarie di uso di sostanze; col tempo
queste inducono alterazioni cerebrali, in conseguenza delle
quali può accadere che la capacità di scelta se
usare o non usare tali sostanze venga compromessa, ed allora
l'uso diventa compulsivo, ossia obbligato. Dalle alterazioni
biochimiche nel cervello, conseguono malfunzionamenti e disturbi
comportamentali consistenti. Da questo derivano conseguenze
sulla salute fisica e mentale della persona e sulla sua vita
sociale: il tossicodipendente può contrarre altre malattie,
derivanti dalle modalità con cui usa la sostanza, dallo
stile di vita che conduce, dagli effetti tossici delle sostanze;
spesso finirà per sviluppare comportamenti e disabilità
che peseranno sulla sua vita personale e sociale.
Di fronte alla complessità e alla molteplicità
di aspetti che costituiscono la tossicodipendenza, il trattamento
è necessariamente complesso.
Decenni di ricerca scientifica e di esperienza clinica hanno
individuato numerosi trattamenti efficaci per la più
diffusa delle tossicodipendenze, quella da eroina: terapie con
medicine quali metadone e buprenorfina, naltrexone; inserimenti
in comunità a breve o lungo termine; forme di psicoterapia
e di counseling associate o no con trattamenti farmacologici.
Questo non significa che ogni trattamento sia
ugualmente efficace, che sia indicato in qualunque stadio della
dipendenza, e che essi siano intercambiabili in qualunque momento.
Queste considerazioni non autorizzano neppure a stilare una
"gerarchia" di trattamenti, o peggio, la messa al
bando di qualcuno di essi: ogni trattamento ha una sua razionalità
e serve in un dato momento per un determinato obiettivo terapeutico.
È sciocco, e indizio di incompetenza, "schierarsi"
per un trattamento piuttosto che per un altro, e peggio che
mai, "contro" un altro.
Metadone e comunità terapeutica non sono in contraddizione:
sono utili per obiettivi diversi, generalmente in sequenza.
La ricerca ha dimostrato che i trattamenti sono più efficaci
quando sono associati. Perché abbia successo, è
il trattamento che deve adattarsi alla motivazione della persona,
e non viceversa.
Una politica giusta sulle tossicodipendenze è
fondata sul riconoscimento di tutte le risorse che l'esperienza
e la ricerca hanno realizzato, dell'utilità di ogni punto
nella rete, della necessaria cooperazione tra di loro
DOMANDE E RISPOSTE
Chi sono i tossicodipendenti?
Nelle polemiche in corso in queste settimane,
si è parlato soprattutto di tossicodipendenti da eroina,
ossia di soggetti che fanno uso di tale sostanza come "droga
primaria", e che non riescono a smettere. L'80% dei soggetti
trattati nei SERT sono dipendenti primariamente da eroina.
Quanti sono i tossicodipendenti in Italia, e dove vengono curati?
Secondo le stime scientifiche sono circa 300.000,
di cui la metà, circa 150.000 vanno ai Servizi pubblici
per le tossicodipendenze, i SERT; questi, nell'anno 2000, hanno
curato direttamente l'81% dei tossicodipendenti, mentre il 19%
è stato inviato in Comunità Terapeutica.
Quali terapie praticano i SERT? Danno solo metadone?
I SERT, sono in grado di fornire trattamenti di
tipo medico; trattamenti psicologici individuali , di gruppo
e/o familiari; interventi di natura socio-riabilitativa e socio-assistenziale,
in campi che spaziano dal sostegno alle famiglie, dall'assistenza
su problemi di base (sussistenza, alloggio), ad attività
quali inserimenti sociali e lavorativi complessi.
Tutti questi interventi si svolgono secondo due principi: quello
del lavoro integrato; e quello del lavoro in rete con agenzie
esterne (servizi degli Enti locali, Comunità, Organizzazioni
di riduzione del danno).
Molti SERT italiani sono perfettamente organizzati e rispondenti
ai requisiti di legge.
Purtroppo invece altri SERT versano in condizioni inadeguate,
perché incertezze politiche governative e disinteresse
regionale e locale li hanno costretti a lavorare in ambienti
inappropriati e senza il necessario personale.
È inaccettabile che da tali gravi manchevolezze delle
autorità preposte si faccia derivare la necessità
di punire ulteriormente i SERT: occorre piuttosto invertire
la tendenza e promuoverne lo sviluppo. Attribuire ai SERT la
sola distribuzione di metadone è un falso che rivela
intenzioni denigratorie e strumentali.
Chi lavora nei SERT?
Medici, Psicologi, Infermieri, Educatori Professionali,
Assistenti Sociali, Impiegati amministrativi. Il personale tecnico
non sanitario (Educatori, Psicologi, Assistenti sociali) costituisce
circa i 2/3 del personale di un SERT.
Il personale del SERT e' qualificato?
Il SERT è un servizio pubblico: chi ci
lavora ha i requisiti professionali previsti dalla Legge. Nei
SERT la formazione e l'aggiornamento professionale sono molto
curati.
Quanti pazienti di un SERT sono curati con metadone?
Mediamente, dalla metà ai 2/3 dei tossicodipendenti
da eroina seguiti da un SERT sono curati con il metadone.
Quelli che prendono metadone, hanno anche altre cure?
Mentre prendono il metadone al SERT i pazienti
sono seguiti da parte di medici ed infermieri per tutelare la
loro salute e prevenire la diffusione di malattie infettive
(come l'AIDS). Inoltre psicologi ed educatori li seguono con
colloqui per sostenere la motivazione alla cura e per aiutarli
a trovare la loro via per a cambiare stile di vita. Ove necessario,
Assistenti sociali curano i problemi dell'inserimento di tali
soggetti. Oltre il 60% pazienti in cura con il metadone lavora
regolarmente.
I risultati della ricerca scientifica, hanno dimostrato l'utilità
maggiore del trattamento con metadone quando viene integrato
da altri trattamenti, psicologici e socioriabilitativi.
Le cure che si praticano nei SERT sono integrate,
quando ciò è possibile.
Ma il metadone non fa male?
Ricerche internazionali di organismi molto qualificati
(tra cui la famosa Cochrane Collaboration) hanno dimostrato
che il metadone non reca effetti dannosi sulla psiche o sul
fisico né a breve né a lungo termine
Il metadone è un farmaco sicuro.
Chi prende il metadone puo' fare una vita normale?
Il metadone serve proprio per quello. Sono la
maggioranza i pazienti che, prendendo metadone, riescono a lavorare,
sposarsi, fare figli, provvedere alla loro famiglia.
Affermare visioni e approcci scientifici sulla tossicodipendenza
contribuisce a considerare i tossicodipendenti, come malati
da curare, non come criminali da punire.
Dove si usa anche il metadone?
La NIDA (agenzia per le tossicodipendenze del
governo americano) considera il metadone come il primo dei farmaci
utili nella tossicodipendenza da eroina. Negli USA e in Inghilterra
il metadone è normalmente usato e accettato. Il metadone
è diffuso in tutto il mondo, ed anche paesi fino a qualche
anno fa scettici, come la Germania e la Francia, ne hanno cominciato
a fare uso sistematico.
Il metadone è usato largamente in tutto il mondo dove
le tossicodipendenze sono affrontate scientificamente.
Le cure dei SERT sono efficaci?
Molti di coloro che si presentano al SERT per
intraprendere una cura, e vengono trattati con sostitutivi,
riducono sensibilmente e taluni interrompono del tutto, l'assunzione
di eroina fin dai primi giorni della cura. Nel giro di poche
settimane, una buona percentuale di coloro che sono trattati
con modalità e dosi adeguate, non assume più eroina.
Possono esserci ricadute, la tossicodipendenza è una
malattia recidivante.
Le cure in comunita' sono piu' efficaci?
Anche le Comunità hanno buoni risultati,
ma non possono certo fare miracoli, ossia non possono curare
soggetti che non siano motivati a farlo, e siano quindi pronti
a sottostare al percorso terapeutico della comunità.
Purtroppo, buona parte dei tossicodipendenti che entrano in
Comunità l'abbandonano entro i primi mesi. Le Comunità,
rispetto ai SERT, possono rifiutare i casi che ritengono inadatti
al loro sistema, mentre i SERT, come servizio pubblico, accettano
tutti e cercano di curare tutti coloro che accettano le loro
cure..
Ognuna a suo modo, le terapie per le dipendenze sono efficaci.
Che succede di tutti i tossicodipendenti che non vanno al SERT
né in comunità?
Per aiutare i soggetti non ancora pronti ad abbandonare
l'uso di sostanze, e prepararli a cambiamenti più consistenti,
sono state create iniziative per la Riduzione del danno (con
vari nomi, come Unità di strada, Unità mobili,
Servizi a bassa soglia di accesso). Tra le iniziative di tali
centri, la distribuzione di siringhe pulite, che è pratica
generalizzata in Europa (e in via di diffusione negli USA) e
che ha permesso di abbattere il contagio AIDS per via di siringhe
usate promiscuamente. Le Unità di riduzione del danno
incoraggiano la restituzione di siringhe usate: questo aiuta
modificare un comportamento irresponsabile del tossicodipendente
verso la collettività: quello di abbandonare le siringhe
nei giardini e in altre aree pubbliche . Grazie a tali iniziative
le siringhe per strada si sono ridotte fino all'80%.
Chi critica o demonizza tali iniziative dovrebbe indicare l'alternativa
ad esse.
Perché riduzione del danno, prevenzione e riabilitazione
possono coesistere?
Molti SERT e Comunità Terapeutiche collaborano
nelle diverse fasi del lavoro sulle tossicodipendenze e si integrano.
Solo realtà minoritarie, estranee ad una seria ricerca
scientifica sulla tossicodipendenza ritengono di essere le uniche
depositarie dell'unico modo giusto di risolvere il problema.
La SITD afferma quindi che:
1. Le conoscenze scientifiche oggi disponibili
sulle tossicodipendenze devono essere tenute in considerazione
da parte di chi ha responsabilità generali nella costruzione
delle decisioni politiche nel settore. Se questo non accade
chi prende decisioni in base a criteri non scientifici quali
convenienza politica, pregiudizi ideologici, affinità
culturali, propensioni clientelari si assume gravi responsabilità.
2. La collaborazione tra chi fornisce servizi
diversi (SERT, Comunità di vario tipo) è indispensabile
per affrontare un problema così complesso come la tossicodipendenza.
Creare artificiosamente polemiche tra le diverse componenti
produce disservizi e inutili sofferenze a chi già ha
problemi così seri. Bisogna invece mettere i servizi
pubblici esistenti in grado di lavorare meglio e di integrarsi
con le comunità terapeutiche: un' integrazione basata
su qualità e continuità degli interventi, in un
sistema di servizi pubblici e privati che offra tutta la gamma
di prestazioni necessarie.
3. Nella costruzione di una politica sulle tossicodipendenze
è necessaria la più aperta delle consultazioni,
dalle quali nessun organismo qualificato può essere escluso:
quelli che riuniscono competenze scientifiche e professionali
nel settore tossicodipendenza devono essere necessariamente
ascoltate.
Questa pagina è stata realizzata attraverso una specifica
raccolta di fondi tra membri della SITD e operatori del settore.
Non è stato utilizzato alcun contributo di sponsor.
Sono graditi una visita al sito web www.sitd.org
e l'invio di messaggi. e-mail: sitd@sistemacongressi.com
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