
07.08.03
Carnia, sindaco cannato
(ANSA) - TOLMEZZO, 7 AGO - Il sostituto Procuratore
del
Tribunale di Tolmezzo (Udine), Maria Elena Teatini, chiedera'
una condanna ''lieve'', che escluda la detenzione in carcere,
per Stefano Barazzutti, di 35 anni, l' ex candidato sindaco
del
comune di Arta Terme (Udine), arrestato l' altro ieri sera
perche' sorpreso a coltivare alcune piante di marijuana in una
zona di montagna, in localita' Pieve di Caneva.
E' stato lo stesso magistrato pordenonese, oggi,
a confermare
l' intenzione di chiedere una condanna mite per l' uomo, la
cui
coltivazione era stata scoperta dagli addetti alla vigilanza
ambientale, che ne avevano segnalato la presenza agli agenti
del Commissariato di Tolmezzo. La polizia aveva quindi compiuto,
nella serata dell' altro ieri, un appostamento, notando Barazzutti
recarsi sul posto. Con se' aveva uno zaino che conteneva alcune
taniche d' acqua, con le quali intendeva
irrigare le piante.
Barazzutti e' un esponente di punta dei Radicali
Italiani in
Carnia. Prima di candidarsi a sindaco ad Arta Terme era stato
anche candidato alle elezioni politiche del 2001, per la lista
Bonino. (ANSA).
Corleone: solidarietà a Barazzutti.
In Friuli i veri problemi sono altri.
(ANSA) - ROMA, 7 AGO - ''E' l' ennesima conferma
che la cannabis e' la bestia nera di tutti i proibizionisti
ed e' anche l' attivita' repressiva che impegna maggiormente
le forze dell' ordine, sia che si tratti di arrestare giovani
per uno spinello, sia per la coltivazione di piantine di marijuana''.
E' quanto afferma Franco Corleone, presidente
del Forum Droghe ed ex sottosegretario alla giustizia, esprimendo
la sua solidarieta' per l'esponente radicale ex candidato sindaco
del comune di Arta Terme (Udine), Stefano Barazzutti, arrestato
ieri perche' sorpreso a coltivare alcune piante di marijuana
a Pieve di Caneva.
''In Friuli, come nel resto d' Italia, - sostiene
Corleone - vi sono enormi questioni ambientali, dall' Ogm allo
stato dei fiumi, dell' acqua, alle uccisioni di animali con
varie forme di tortura da parte di bracconieri, e invece di
indagare e colpire questi fenomeni, ci si accanisce verso una
pianta e chi in questo caso la innaffiava, non essendo neppure
certo la proprieta'. Da un punto di vista giudiziario e' incredibile
l' arresto in assenza di analisi sulla qualita' della sostanza,
che potrebbe essere canapa tessile, e senza aver dimostrato
l' utilizzo diverso dal consumo personale, e quindi non per
spaccio''. (ANSA).