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Speciale #10 La war on drugs all'italiana

 


28 gennaio 2005

VOLEVANO SALVARLO DA DROGA,UCCISO DURANTE LITE FAMILIARE/ANS ARRESTATI COGNATI DELLA VITTIMA

(ANSA) - ROMA, 28 GEN - Una tragica fatalità. Volevano aiutarlo e invece, nella furia di una lite, lo hanno ucciso. Con un colpo di pistola, uno solo. E quello che si pensava fosse un omicidio avvenuto per un regolamento di conti si è rivelata invece una tragedia familiare, ad ucciderlo sono stati i due cognati che da tempo cercavano di aiutarlo ad uscire dal mondo della droga. I due, incensurati, sono stati sottoposti a fermo ed accusati di omicidio volontario. La morte di Mauro Belmonte, tre giorni fa, aveva fatto supporre che si trattasse di una vera e propria esecuzione. Il suo corpo era stato trovato al chilometro 25 della via Ardeatina, alle porte della capitale. Ma agli agenti della squadra mobile di Roma, diretti da Alberto Intini, sono bastate 36 ore per capire che non si trovano di fronte ad un caso di criminalità organizzata. Da tempo, hanno accertato gli investigatori, Mauro Belmonte combatteva con la droga tanto che i genitori, da circa un anno, avevano lasciato con il figlio il loro appartamento di Tor Bella Monaca, nella periferia romana, per trasferirsi sul litorale, proprio per evitare che l'uomo continuasse a frequentare l'ambiente dove era cresciuto ma dove aveva anche iniziato a drogarsi. Ma Mauro questo non lo aveva mai accettato e lunedì sera, il giorno prima di morire, aveva avuto una discussione con il padre e la madre perchè voleva tornare a vivere a Roma e, secondo le prime ricostruzioni, li avrebbe anche minacciati con un'ascia. Poi era uscito di casa e mentre girovagava a piedi nella zona di Tor San Lorenzo era stato raggiunto dai due cognati, probabilmente su sollecitazione delle mogli, sorelle di Belmonte, che lo hanno fatto salire in macchina dove hanno continuato a litigare. Belmonte e i suoi cognati, secondo la ricostruzione della polizia, sono scesi dall'auto e hanno avuto una violenta colluttazione nel corso della quale Mauro avrebbe estratto la pistola. E proprio dall'arma che lui stesso impugnava, una calibro 38, sarebbe partito il colpo che lo ha ammazzato. Gli investigatori della sezione omicidi della squadra mobile di Roma sono arrivati ad individuare i due cognati, un muratore di 39 anni e un camionista di 34, controllando anche i tracciati telefonici dell'abitazione di Ardea dai quali non risultavano essere partite altre chiamate a parte quelle ai familiari. Così sono stati ascoltati tutti i parenti, i genitori, le sorelle e i cognati di Belmonte, e il quadro in cui si è consumata la tragedia è stato chiaro: i due uomini hanno raccontato alla polizia di come in un pochi secondi quell'ennesima lite si è trasformata in tragedia.

 

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