
4 dicembre 2004
LA VIOLENZA DI UN CENTRO RECUPERO DROGATI DIVENTA FILM. DAL
LIBRO 'MARA COME ME, UN FILM PRODOTTO DALLA COLORADO
(ANSA) - ROMA, 4 DIC - Un libro coraggioso sulle
sevizie e vessazioni perpetrate dalle comunità per il
recupero dei drogati che sta per diventare un film realizzato
dalla Colorado di Maurizio Totti. È 'Mara come me, omicidio
in una comunita« di Marco Salvia (Stampa Alternativa,
pp.121, Euro 9.00). »La Colorado ha comprato i diritti
del libro quando ancora era in bozze«, spiega l'autore
quarantenne. Una cosa confermata da Maurizio Totti che pur non
rivelando nulla del progetto sottolinea :»può diventare
davvero un bellissimo film che potrebbe ricordare 'Fuga di mezzanottè
o 'Magdalenè - spiega Maurizio Totti -, quei lavori in
cui è presente il tema della coercizione e della privazione
della libertà, ma anche un tema che va trattato con grande
cura perchè non diventi solo cronaca«. Tutto inizia
davanti a un cancello chiuso, quello di una comunità
per disintossicarsi, dove Fausto e Maura sono in speranzosa
attesa di entrare per essere curati, ma una volta dentro, la
loro vita si trasformerà in un incubo fatto di violenze
e sevizie subite. »Mara come mè è una racconto
di fantasia dice Marco Salvia nell'introduzione al libro, ma
poi raggiunto telefonicamente ammette che di fantasia c'è
n'è ben poca:«è una cosa che ho vissuto
in prima persona - confessa - anche se per un breve periodo
di tempo e dunque so cosa dico». Ma la cosa che non sopporta
è il fatto che:«nonostante il mio libro parli di
soprusi che hanno valenza penale nessuno ne parli». Cosa
accade in queste comunità? «Soprattutto c'è
la volontà di snaturare le persone a cui si applica un
vero e proprio lavaggio del cervello e tutto questo approfittandosi
di una situazione drammatica per tornaconto economico».
Il sistema che poi si crea all'interno di queste comunità
non può che essere fallimentare «e quelli che si
salvano sono davvero pochi. In genere quelli che restano agganciati
alla comunità e sono così protetti dal mondo esterno».
«Dove stanno le cifre economiche di queste comunità?
E chi le controlla? Probabilmente nessuno» continua l'autore
del libro. 'In Mara come me« la puntuale cronaca della
storia di una comunità dove i ragazzi sono obbligati
al silenzio, fuori da qualsiasi comunicazione con i propri cari,
in trappola senza vie di fuga e oggetto di tutta una serie di
costrizioni, vessazioni fisiche e psicologiche: »siamo
i responsabili della tua lurida figura di tossico mezza tacca«
gli dice la prima sera il capogruppo al protagonista del romanzo
Fausto. E ancora la costrizione a svolgere un lavoro inutile,
nonostante il dolore provocato dall'astinenza e dalle botte:»la
cura lavorativa di cui facevo la prima esperienza - racconta
il protagonista - assomigliava ai lavori forzati di un tempo,
togliere al sudore di un uomo un qualsiasi significato o utilità
appariva un modo in più per delegittimarlo, per ridurlo
al rango di una bestia da soma«. Sopra tutti, infine,
la figura di Adelmo, il capo temuto, terribile, a cui sottomettersi
che ogni sera riempie i suoi adepti di sermoni apocalittici
sulla loro trascorsa malvagità e spiegazioni fanatiche
sulle regole non scritte della società.
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