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Speciale #10 La war on drugs all'italiana

 


24.04.03

Prezzi maggiorati a immigrati e tossicodipendenti
Treviso, la titolare di un bar contro i clienti indesiderati. I radicali protestano, ma il sindaco è dalla sua parte

LAURA GENGA

I prezzi maggiorati sono «solo per i tossicodipendenti», non per gli immigrati. E' così che aggiusta il tiro e si difende dalle accuse di razzismo Marzia Marchi, la titolare del bar Da Marzia di Treviso, che nei giorni scorsi ha alzato i prezzi delle consumazioni ai clienti extracomunitari. La precisazione è arrivata ieri, mentre fuori dalla caffetteria i un gruppo di radicali di Treviso e Venezia protestavano distribuendo volantini informativi ai passanti. Appellandosi all'articolo 3 della Costituzione -che sancisce l'uguaglianza di fronte alla legge e la parità di dignità sociale tra tutti i cittadini, senza distinzione di razza, lingua, religione o condizioni personali - i manifestanti sono entrati nel bar per ribadire alla signora Marchi che la sua «politica dei prezzi» è illegale e anticostituzionale. Ma lei ha risposto di non aver «mai parlato di extracomunitari» e ha spiegato che la sua decisione «è dovuta esclusivamente all'esigenza di allontanare dal bar gli assuntori di stupefacenti sia per motivi igienici, sia per i fastidi che spesso queste persone arrecano alla clientela».

Come a dire, insomma, che lei non è razzista e non discrimina nessuno. Il problema, ha spiegato, è che «i clienti non consumerebbero un caffé sapendo che da quella stessa tazza ha bevuto una persona che si droga» e questo la costringe a sterilizzare tazzine e bicchieri usati per servire i tossicodipendenti. E sembra che questo lavaggio speciale sia così costoso da giustificare da solo l'aumento dei prezzi. Maggiorazioni a cui la Marchi non rinuncia, pur sapendo di rischiare una multa salata nel caso qualcuno si recasse alla polizia municipale con uno scontrino difforme dal listino esposto. Anche perché, come lei stessa ha dichiarato, conta molto sul fatto che «un tossicodipendente comunque non si rivolgerebbe a un vigile».

Oltre ai radicali e all'associazione dei commerciati, che già nei giorni scorsi aveva condannato l'iniziativa, in città non protesta nessuno. La gente, stanca di vedere extracomunitari senza lavoro e tossicodipendenti gravitare intorno ai giardini di Sant'Andrea, tradizionale ritrovo della Treviso bene, non solo non condanna la barista, ma esprime solidarietà alla «coraggiosa» Marzia. Il sindaco Giancarlo Gentilini, da parte sua, anziché prendere provvedimenti giudiziari, ha annunciato che risolverà il problema cacciando gli immigrati dai giardini. Sant'Andrea, ha spiegato, va restituita ai trevigiani. Così, promette il primo cittadino, emetterà presto un'ordinanza per selezionare gli ingressi ai giardini, consentendo l'entrata solo ad anziani e mamme con i bambini.

 

 

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