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Speciale #10 La war on drugs all'italiana

 


Lunedì 29 Marzo 2004

Sequestri e arresti al rave party
Alle 4 fermati quasi 120 giovani in pista
Polizia e Finanza mettono i sigilli al circolo Arci "Bozombo"
Gli investigatori della Squadra Mobile e delle Fiamme Gialle hanno rinvenuto con le unità cinofile ecstasy, popper, Lsd, cocaina e hashish

di Ivano Tolettini

La definiscono musica elettronica proletaria. E fin qui non c'è nulla di male. Gli intenditori la chiamano anche musica "Goa" e "Drum'n bass", caratterizzata dal suono martellante e dal volume incalzante. Per i profani, come chi scrive, è sintetizzata dal termine "tekno", anche se la definizione farà storcere il naso ai puristi di questo sound. Ieri notte, però, uno dei templi veneti di queste atmosfere giovanili e di tendenza - il circolo Arci "Bozombo" di via Venier in zona Vicenza Est -, quando da poco erano trascorse le 4, è stato teatro di un'irruzione in grande stile di polizia e guardia di finanza. Una cinquantina di uomini coordinati dalla questura hanno spento le musiche e acceso le luci. Poi con l'aiuto dei cani antidroga è cominciata la ricerca degli stupefacenti. Il risultato è stato il rinvenimento di narcotici di varia natura. Un autentico bazar per la presenza di ecstasy, cocaina, eroina, popper e hashish.

Ma non solo.

Le quantità non sono rilevantissime, ma sufficienti per consentire lo sballo collettivo, visto che solo di ecstasy sono state rinvenute più di 100 pillole. L'operazione è stata guidata dalla Squadra mobile con il commissario Marco Calì e dal maggiore Luca Lettere, comandante della compagnia delle Fiamme gialle del capoluogo. È stata un'azione combinata perché è stata controllata anche la contabilità del circolo privato.

Il lungo e approfondito sopralluogo si è concluso quando era giorno e almeno due persone - ma potrebbero essere di più ( solo oggi ci sarà la conferma ufficiale) - sono state arrestate per detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio. Si tratterebbe di vicentini vicini in qualche modo all'organizzazione del concerto.

Poliziotti e finanzieri verso mezzogiorno di ieri erano impegnati a conteggiare quante persone saranno segnalate alla prefettura per il consumo di stupefacenti. «L'indagine non è ancora completata - ha spiegato il commissario Calì - per questo motivo per adesso non possiamo essere più precisi».

È stato un lavoro non facile, tenuto conto che quando il volume della musica è stato repentinamente abbassato c'erano nel capannone del circolo "Bozombo" almeno 120 giovani, di età media sui 20-24 anni, gran parte dei quali sono stati identificati. Non mancavano i minorenni.
Su ordine del magistrato di turno Vartan Giacomelli è stato disposto anche il sequestro del circolo. Le "danze" degli inquirenti erano iniziate con un'ordinanza del questore Dario Rotondi che invitava gli investigatori a scoprire il menù non solo musicale del "Bozombo".
Dunque, sigilli polizieschi al rave party. Gli inquirenti sono entrati in azioni quando la birra, ma non solo quella visto ciò che è stato recuperato, stava cominciando a scorrere a fiumi.

Un altro dei termini alla moda con i quali bisogna fare i conti è quello "after hour", letteralmente "fuori orario", nella pratica "tira tardi", poiché si tratta di ritrovi che aprono quando le ore sono molto piccole e la maggior parte, pur avendo santificato la festa, è già sotto le coperte. Appunto verso le 4.

Le forze dell'ordine intorno all'una si sono date appuntamento nel piazzale dello stadio Menti, da dove si sono mosse a piccoli gruppi verso via Venier - situata in una zona compresa tra strada di Casale, Debba e Vicenza Est -, senza dare nell'occhio.
Quando gli agenti sono entrati nel capannone i ragazzi stavano arrivando ancora alla spicciolata.

Alla fine della conta, quando tutti hanno declinato le generalità, è stato verificato che le provenienze erano le più disparate. Oltre che da quasi tutte le province venete, anche da Milano, Como e Bergamo. Gran parte dei giovani provengono dall'area della sinistra movimentista, ma tra di loro c'erano anche avventori che non hanno particolari simpatie politiche, abbeverandosi solo di musica elettronica.

Attraverso il tam tam di internet i ragazzi si danno appuntamento nei vari circoli, tra cui appunto il "Bozombo", dove la musica è più tosta e dove c'è la ricerca dello sballo collettivo. Altro aspetto non secondario è il costo del biglietto, reclamizzato nella grande rete a 2 euro.
Per gli investigatori non è un caso se tra gli stupefacenti sequestrati dagli investigatori c'erano anche il popper, un vasodilatatore che si presenta liquido e Lsd, un allucinogeno.

Nella tarda mattinata prima di lasciare via Venier, poliziotti e finanzieri hanno messo i sigilli al circolo Arci e hanno trasferito in questura gli arrestati, dove sono stati fotosegnalati prima dell'accompagnamento in carcere.
Se il suono è l'attore principale che saliva sul palcoscenico del "Bozombo" per ascoltare musiche non comuni, come spiegano via internet i cultori del genere, ad amplificare le sensazioni sonore ci pensavano droghe di tutti i tipi per il rave berico. Sul circolo Arci, per adesso, è sceso il sipario.

 

 

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