
15.11.03
Assolta la birra alla canapa
Il giudice: la Hanfblute non è una droga. Ma i sequestri
continuano
CINZIA GUBBINI
Ora è possibile tornare a gustare la birra
Hanfblute, una delle più apprezzate bevande alla canapa,
e ormai famosa anche al di fuori della cerchia degli amatori,
visto che l'11 ottobre scorso finì nel mirino dell'operazione
guidata dalla Guardia di finanza di Vasto. Il gip di Vasto,
Guido Campli, ordinò il sequestro della bevanda «ovunque
esso si trovi e in qualsiasi forma venga commercializzato».
Ipotesi di reato: frode in commercio e vendita non autorizzata
di sostanze stupefacenti. In prima battuta furono sequestrate
180 mila bottiglie. Alla fine, secondo la Su.si. Italia srl,
l'azienda che distribuisce la birra in Italia, è stata
sigillata merce per 100 milioni di lire. Ma l'operazione delle
Fiamme gialle si è rivelata l'ennesima caccia alle streghe:
il 5 novembre il tribunale del riesame di Chieti, a cui la Su.si
si era appellata rivolgendosi all'avvocato Angelo Averni, ha
ordinato il dissequestro della bevanda incriminata. La Hanfblute,
stabilisce l'ordinanza, contiene quantità irrisorie di
Thc - il principio attivo della classe dei cannabinoidi contenuto
anche nella marijuana - e quindi non può essere considerata
uno stupefacente. Curioso l'errore da cui sarebbe partita tutta
la vicenda. Le Fiamme gialle chiesero al dipartimento di Chieti
dell'agenzia regionale per la tutela dell'Ambiente (Arta) di
analizzare la bevanda. Racconta il responsabile vendite della
Su.si., Claudio Tranchina: «Nelle analisi c'era scritto
che la bevanda contiene 10 microgrammi di Thc, ma nella trascrizione
finale quei dieci microgrammi sono diventati 10 milligrammi».
Insomma, qualcuno ha sbagliato a scrivere. «Tuttavia ci
sembra molto strano - continua Tranchina - che, prima di ordinare
il sequestro, nessuno abbia pensato di verificare più
attentamente. L'ordinanza si basa su ben nove controanalisi
che abbiamo prodotto in cui si sostiene quello che andiamo dicendo
da un mese: nella Hanfblute è presente solo l'1% di Thc».
Troppo malizioso pensare che sulla frettolosa operazione abbia
pesato il clima di antiproibizionismo scatenato in Italia dagli
annunci reiterati sul disegno di legge Fini? «Noi possiamo
solo osservare che la birra è stata in vendita dal `97
in Italia, prima esclusivamente al nord e poi, dal febbraio
di quest'anno, in tutto il paese. Ma nessuno, finora, aveva
mai obiettato nulla». La storia, comunque, continua: anche
ieri, a Bologna, sono state sequestrate bottiglie, e venerdì
scorso è successo a Latina. E non è che la Su.si.
possa essere tacciata di «far politica». E' un'azienda
consolidata che distribuisce prodotti molto diversi, come per
esempio la famosa birra Hb, della birreria di Monaco Hofbräuhaus,
il luogo in cui, ci ricorda Tranchina: «Hitler fondò
il partito nazionalsocialista». Come dire «business
is business», ma comunque la Hanfblute non è un
imbroglio, il Thc c'è veramente anche se in piccole quantità.
Buona, quindi, per bere alla salute dell'antiproibizionismo.
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