DROGA: REGIONI CHIEDONO RIESAME DECRETO BERLUSCONI.
ANTONIO DE POLI, IRREGOLARITA' IN COMPETENZE DNPA
Venezia, 5 dic. - (Adnkronos) - Il decreto del
presidente del
Consiglio dei ministri che ha istituito nel novembre scorso
il
Dipartimento nazionale per le politiche antidroga ''presenta
grosse irregolarita' nei confronti della disciplina e dei poteri
istituzionali previsti da parte dello Stato e delle Regioni
sulla
materia''. Questo e' il pesante rilievo espresso in un documento,
sottoscritto all'unanimita' dalla Conferenza degli Assessori
regionali alle politiche sociali, riunita a Roma, e coordinata
dall'assessore veneto Antonio De Poli e che sara' sottoposto
domani al vaglio della Conferenza dei Presidenti delle Regioni.
Secondo De Poli, le irregolarita' deriverebbero ''dalla legislazione
in vigore e maggiormente definiti dalle modifiche costituzionali
del titolo V.
Richiamiamo percio' il governo -ha detto ancora De poli- ad
un
corretto rapporto tra le istituzioni e chiediamo un immediato
esame del provvedimento con la contestuale sospensione dell'iter
gia' intrapreso''.
L'assessore spiega in estrema sintesi che ''le
regioni sono
fermamente contrarie a questa formulazione del decreto e gli
assessori regionali hanno chiesto ai presidenti delle regioni
di
esprimere formalmente questa contrarieta' giovedi' prossimo
durante i lavori della conferenza Stato-Regioni.
Il documento degli assessori regionali specifica
che ''il decreto governativo attribuisce al Dnpa (dipartimento
nazionale per le politiche antidroga) molte competenze regionali
che
travalicano i livelli essenziali delle prestazioni in materia
di
lotta alla droga , che sarebbero essenziale compito del governo
e
riaccentra, a livello nazionale, le competenze regionali di
Piani e
programmi di sorveglianza sull'operato regionale e locale, nonche'
-
si legge ancora nel documento- fa scelte dettagliate quali quelle
individuate dall'art. 4 del decreto (liberta' di scelta del
programma
terapeutico e socio riabilitativo della persona)''.
Ma non e' tutto. Per gli Assessori regionali,
il decreto,
inoltre, ''allarga la competenza dello Stato, anche se apparentemente
si fa passare come riordino della Presidenza del Consiglio dei
ministri a compiti gestionali che debordano largamente l'azione
di
indirizzo e di coordinamento del governo, peraltro superata
dalle
modifiche costituzionali''. Oltre a questi precisi rilievi di
merito
De Poli aggiunge che ''il decreto non ha seguito l'iter procedurale
previsto dagli accordi e dalle norme sui rapporti tra Stato
e
Regione''. Il documento degli assessori evidenzia, infine, in
misura
specifica che ''non vi e' stata alcuna concertazione preventiva
con
le regioni, stante la competenza strettamente regionale sulla
materia, e non si e' seguito l'iter previsto dal decreto legislativo
281/97''.
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