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  Speciale #10
La war on drugs all'italiana

 

Mozione Turco (1-00051)
«Turco, Battaglia, Ruzzante, Bolognesi, Bogi, Di Serio D'Antona, Giacco, Labate, Lucà, Petrella, Zanotti, Lumia».


La Camera,

premesso che:

negli ultimi anni l'azione costante del Parlamento e del Governo, il lavoro, le sperimentazioni, le proposte elaborate dagli operatori del settore, in particolare nelle conferenze nazionali di Napoli e Genova, hanno fatto crescere nel Paese l'attenzione per la tossicodipendenza e sviluppato una diffusa rete di servizi e di interventi per prevenire e contrastare il fenomeno;
in particolare, con l'attuazione della legge 45 del 1999 e l'emanazione dei provvedimenti attuativi si sono riattivati i flussi finanziari del fondo nazionale d'intervento per la lotta alla droga, che, dopo una fase di incertezza normativa, ha consentito di erogare circa 800 miliardi di lire di cui 600 trasferiti alle regioni;
l'atto di intesa del 5 agosto 1999 per l'autorizzazione e l'accreditamento, individuando le nuove aree funzionali, ha favorito la creazione di un sistema di servizi in rete con interventi terapeutici, multidisciplinari, di comunità, residenziali e semiresidenziali, di riduzione del danno e di reinserimento lavorativo;
ciò ha consentito: di promuovere efficaci campagne nazionali di informazione e prevenzione, soprattutto rivolte a particolari situazioni di rischio come le discoteche; di rafforzare la rete dei servizi grazie all'impegno tanto di numerosi comuni ed organizzazioni del privato sociale, quanto delle aziende sanitarie locali con l'istituzione dei dipartimenti per le dipendenze; di offrire un ventaglio di opportunità agli operatori ed all'utenza per l'attuazione di interventi preventivi e strategie personalizzate, che hanno indubbiamente contribuito a contrastare ed arginare il fenomeno;
i dati più recenti dell'Osservatorio permanente di verifica della tossicodipendenza e le stime dell'Istituto superiore di sanità delineano un fenomeno sostanzialmente statico, con un decremento dell'uso di eroina ed un contenuto aumento di altre sostanze, con un positivo incremento del numero di tossicodipendenti che si sono rivolti ai servizi, con buoni risultati nel recupero; mentre per molti il rapporto con gli operatori ha comunque migliorato la qualità della vita e determinato una drastica riduzione dei rischi di contrazione dell'Hiv, rimane stabile tanto il numero dei decessi che quello del detenuti tossicodipendenti;
i dati segnalano, però, anche la diffusione del consumo nelle fasce giovanili delle cosiddette nuove droghe, con particolare riferimento alla Mdma ecstasy, alla Ketamina ed una ripresa dell'abuso di cocaina; pratiche non meno preoccupanti e ad alta pericolosità, anche perché non sempre considerate vere droghe dai consumatori;
tale evoluzione richiede una costante ridefinizione di strategie e programmi di intervento, nazionali ed anche locali, che, a partire dai risultati raggiunti, consentano di contrastare il fenomeno nelle sue vecchie e nuove manifestazioni;
a fronte di una situazione così complessa ed in evoluzione, si registra da alcuni mesi un evidente rallentamento delle iniziative dei ministeri competenti, con la mancata convocazione della Consulta nazionale, l'interruzione delle convenzioni con Cnr ed il Gruppo Abele, che hanno di fatto bloccato il funzionamento dell'Osservatorio ed i collegamenti con l'Osservatorio europeo di Lisbona e ritardato l'adozione di importanti atti di indirizzo;

impegna il Governo:

ad incrementare le risorse per il rafforzamento dei servizi, per il sostegno alle responsabilità familiari, per l'intensificazione dell'azione di prevenzione, in particolare nelle scuole, e di informazione sui danni derivanti dall'uso di sostanze tossiche;
a sollecitare le regioni a dare piena attuazione all'atto di intesa tra Stato e regioni nella determinazione dei requisiti minimi e degli standard per l'autorizzazione al funzionamento e all'accreditamento dei servizi privati di assistenza alle persone dipendenti da sostanze di abuso del 5 agosto 1999, istituendo le authority, gli albi per le aree specifiche di servizi, stabilendo modalità e procedure per la verifica del mantenimento degli standard di accreditamento;
ad accelerare i tempi per l'istituzione in tutte le aziende sanitarie locali dei dipartimenti delle dipendenze e per la determinazione degli standard di funzionamento dei servizi pubblici per le tossicodipendenze, nell'ambito della revisione del decreto ministeriale 30 novembre 1990, n. 444, relativo all'organizzazione ed alle caratteristiche funzionali dei servizi delle aziende sanitarie locali;
a garantire le condizioni per lo sviluppo di programmi personalizzati attivati nei servizi pubblici, nelle comunità e nei progetti in carico al fondo nazionale, verificandone i risultati in termini qualitativi e quantitativi, operando una corretta misurazione dell'utenza in entrata, in permanenza, in uscita ed in eventuale ricaduta con particolare attenzione ai programmi farmacologici ed a quelli residenziali;
a valorizzare, estendere e dare continuità agli interventi innovativi sperimentati con successo, basati sulla metodologia della bassa soglia e della riduzione del danno che hanno raggiunto e preso in carico nelle strade, nei luoghi di aggregazione giovanile, nelle situazioni del disagio, ampie e differenziate fasce di utenti altrimenti emarginati ed incapaci di esprimere domande di aiuto;
a ridefinire le strategie di intervento anche utilizzando la relazione dell'Osservatorio europeo 2000 e le indicazioni del Piano d'azione dell'Unione europea 2000-2004, avviando un raccordo con le esperienze europee, sviluppando le proposte di terapie farmacologiche, sperimentando l'uso di sostitutivi a lunghissima durata, come la buprenorlina ed il Laam, e sviluppando nuove proposte riabilitative con la sperimentazione di comunità brevi, strutture transitorie e pronte accoglienze residenziali, come servizi-tassello mancanti al sistema;
a riproporre il monitoraggio, l'indagine conoscitiva e l'acquisizione dei dati statistici su tutte le politiche sperimentali avviate in Europa, con particolare attenzione alle esperienze maturate in Spagna, in Olanda e nella Confederazione svizzera, oggetto di referendum popolare;
a definire con uno o più decreti, relativamente alle nuove assunzioni, i requisiti formativi e professionali necessari per lo svolgimento delle funzioni di operatore e di responsabile di programma dei servizi a prevalente impronta sociale o sanitaria, definendone contestualmente i percorsi formativi ed i requisiti per l'accesso, la durata e i contenuti didattici dei corsi di formazione regionale per operatori, nonché i criteri per l'equipollenza dei titoli del personale già impiegato nei servizi;
a sollecitare il ministero della salute a predisporre, d'intesa con il ministero del lavoro e delle politiche sociali, linee guida per la formazione permanente ed aggiornamento diversificato in base alle qualifiche e alle esperienze professionali possedute per il personale già operante;
a sollecitare le regioni a dare piena attuazione alle attività di formazione e aggiornamento del personale dei servizi pubblici e del privato sociale operante nel settore delle tossicodipendenze;
a far sì che il Ministro della salute emani apposito decreto, sentita la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato e le regioni, per definire il sistema delle tariffe minime delle prestazioni accreditabili, suddivise in base alle diverse aree di servizi, che rispecchino la qualità e quantità dei fattori produttivi disponibili, come pure le prestazioni effettivamente erogate e la tipologia delle strutture, che siano stabilite sulla base di rette giornaliere per singolo utente ovvero, per i servizi ad utenza non quantificabile, sulla base delle ore effettive del servizio oppure, ove possibile, sulla base delle prestazioni effettivamente erogate;
a valutare la possibilità di innalzare il limite di quattro anni per l'accesso a pene alternative per i tossicodipendenti detenuti e la definizione di standard per l'accreditamento di strutture idonee a forme di custodia alternative al carcere con la costituzione di un albo presso il ministero della giustizia;
ad intensificare la lotta al traffico ed allo spaccio di droga con un'efficace ed incisiva azione di contrasto organizzata sul pieno interno ed internazionale.

 

 

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