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  Speciale #10
La war on drugs all'italiana

 

Mozione Fioroni (1-00052)
«Fioroni, Bindi, Burtone, Mosella, Mazzuca Poggiolini, Castagnetti, Loiero, Monaco».

La Camera,

premesso che:

in una strategia di lotta alla droga e di prevenzione e recupero delle tossicodipendenze vanno posti al centro i diritti, la dignità e la libertà della persona umana, che devono costituire i criteri guida di ogni scelta legislativa e di ogni intervento delle istituzioni, privilegiando la «persona» ed il disagio che la spinge alla tossicodipendenza ed, in generale, all'uso delle droghe rispetto alla natura e qualità della sostanza stupefacente;
negli ultimi anni il consumo di sostanze stupefacenti ha assunto profondi mutamenti legati al cambiamento delle abitudini, degli usi e dei costumi del mondo giovanile, tant'è che alcune sostanze prima dominanti il mercato delle droghe, hanno visto una diminuzione forte della domanda; si tratta per esempio del caso eclatante dell'eroina, sostanza che ha dominato il mercato italiano delle droghe per oltre vent'anni e dell'hashish ma, anche in misura probabilmente minore, di una droga dalla diffusione già molto circoscritta: l'Lsd. Altre hanno registrato, viceversa, una forte crescita, in particolare la cocaina, la marjiuana, le anfetamine, rappresentate principalmente dall'Mdma e, in generale, tutte le nuove droghe sintetiche, diffuse anche con il nome di ecstasy;
ai fini di una efficace azione preventiva, particolare importanza rivestono i problemi del disadattamento giovanile e le difficoltà che le famiglie devono affrontare per svolgere appieno i loro compiti di primaria, insostituibile comunità educante; risulta assolutamente necessario intensificare nelle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado percorsi culturali formativi ed azioni informative che rendano consapevoli i giovani dei danni che le sostanze stupefacenti arrecano all'organismo umano e ad un sereno, positivo realizzarsi di valide ed appaganti relazioni interpersonali;
è accertata la positività dell'azione portata avanti in materia dai Governi di centrosinistra nel corso della XIII Legislatura, 1996-2001, con particolare riferimento alla riorganizzazione della rete dei servizi, alla collaborazione tra servizio pubblico e servizio privato, privato no-profit e volontariato;
preziosa ed efficace si è dimostrata l'azione del volontariato, dell'associazionismo, delle cooperative di solidarietà sociale, del settore no-profit e di tutti coloro che, comunque, operano nella logica della solidarietà e che in tale contesto, l'esperienza delle comunità terapeutiche si è dimostrata insostituibile per quanti desiderano uscire dal mondo della droga, offrendo l'opportunità di una pluralità di scelta nei metodi di disintossicazione e recupero, che rappresenta una ricchezza nei confronti dei tossicodipendenti e la cui azione deve essere continuamente aggiornata per rispondere in maniera efficace alla domanda;
è indispensabile l'ottimizzazione della funzione dei Sert per aumentarne la qualità del servizio e renderlo corrispondente alla attuale richiesta. È altresì indispensabile l'integrazione e la sinergia, a pari dignità, fra servizi pubblici, comunità terapeutiche e privato sociale a livello di territorio, evitando un rapporto basato solo su funzioni di controllo e supervisione;
alla luce del titolo V della Carta Costituzionale, il ruolo delle regioni e degli enti locali deve essere valorizzato come coordinamento locale degli interventi di lotta e di prevenzione delle tossicodipendenze;
la strategia di riduzione del danno deve essere presa in considerazione, non come valore assoluto che legittimi la situazione di tossicomania come «normale», ma come fase intermedia rivolta a soggetti particolari per la gravità delle loro condizioni o per l'avvio di un dialogo all'interno dell'unico obiettivo della disintossicazione e del recupero;
un percorso di recupero deve essere capace di offrire una via di uscita dalla droga a quanti non hanno la forza di intraprendere le strade più utili e positive che prescindono dall'uso di droghe sostitutive e, di conseguenza, la sostanza somministrata come terapia deve essere il solo metadone, la dose deve essere sempre a scalare, il servizio deve essere organizzato esclusivamente presso le strutture sanitarie pubbliche e sempre supportato da interventi di natura psicologica a sostegno degli utenti;
l'offerta di concrete occasioni di lavoro costituisce un positivo strumento di prevenzione, recupero e reinserimento sociale;
un'efficace campagna di informazione può essere altamente utile per diffondere nell'opinione pubblica la consapevolezza dei danni causati dall'uso di sostanze tossiche;
la lotta alla droga costituisce uno strumento efficacissimo, anche se indiretto, di lotta alle grandi organizzazioni malavitose nazionali ed internazionali che riciclano, nel settore della droga, ingenti somme di denaro sporco;
nella strategia di prevenzione e recupero delle tossicodipendenze, è positivo ed importante usufruire delle esperienze e dei suggerimenti degli operatori;
gli interventi quindi che dovranno essere realizzati debbono tener conto della necessità, in ogni contesto di vita ed in ogni fase dello sviluppo, di garantire risorse economiche e materiali, di strutturare capacità relazionali e partecipative, di offrire opportunità culturali, formative e di lavoro tali da assicurare autonomia ed emancipazione ai giovani;
occorre, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, un dipartimento per tutte le politiche giovanili, ivi compreso quelle legate alla devianza e al tema delle dipendenze. Un dipartimento che consideri, in una visione di insieme, le tematiche connesse alla positiva crescita degli adolescenti e dei giovani, non limitando le sue funzioni alle sole questioni «problematiche» del mondo giovanile, preoccupandosi solo di curare, ignorando la prevenzione e la rimozione delle cause;
considerato inoltre, il Piano d'azione dell'Unione europea per combattere la droga (2000-2004);
considerati i programmi di azione di contrasto al fenomeno predisposti dalle Nazioni Unite;

impegna il Governo:

a proseguire ed intensificare la lotta al traffico ed allo spaccio di droga con un'efficace, incisiva azione di contrasto organizzata sul piano interno ed internazionale, potenziando, in particolare, le strategie di contrasto nei confronti delle nuove droghe, rivedendo anche le proprie posizioni in tema di rogatorie, rientro dei capitali all'estero, di mandato di cattura europeo, che possono ridurre l'efficacia dell'azione repressiva;
a sviluppare un'azione di prevenzione primaria che intensifichi l'impegno contro il disagio giovanile, potenziando le politiche di sostegno alla famiglia per metterla in grado di svolgere, in modo pieno, il proprio insostituibile ruolo educativo, utilizzando anche l'esperienza e l'apporto delle associazioni delle famiglie, sostenendo, in alternativa, la diffusione di tutte le esperienze di accoglienza di tipo familiare (case famiglia, ecc.);
a proseguire ed intensificare l'azione di prevenzione da svolgersi nelle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado;
a proseguire ed intensificare l'azione di conoscenza del fenomeno e di informazione dell'opinione pubblica sui danni derivanti dall'uso di sostanze tossiche;
a proseguire ed intensificare le politiche di sviluppo dell'occupazione, specialmente giovanile, ed interventi per favorire l'inserimento o il reinserimento al lavoro degli ex tossicodipendenti recuperati, utilizzando anche le risorse offerte dalle stesse forze sociali (centri informa giovani, servizi di orientamento al lavoro, ecc..);
a sostenere e qualificare i servizi pubblici e la positiva esperienza delle comunità terapeutiche e del privato sociale operanti sul territorio, attuando una continua riconversione e sostenendo altresì le regioni nell'attuazione della nuova rete dei servizi, in funzione delle linee guida adottate dai Governi di centrosinistra nella integrazione tra servizio pubblico e privato;
a procedere a valide azioni di qualificazioni professionali e riqualificazione degli operatori del settore, soprattutto alla luce della lotta alle nuove droghe;
a finalizzare le strategie di riduzione del danno a reali e verificati obiettivi di disintossicazione e di recupero;
a dare piena attuazione alla normativa vigente e ad adottare iniziative perché la stessa venga migliorata, fermo restando la non legalizzazione di alcun tipo di droga, individuando forme alternative alla detenzione in carcere, con particolare attenzione alla utilizzazione delle comunità di recupero, evitando pericolose estensioni della depenalizzazione alle attività prodromiche basate su arbitrari giudizi di gravità o di casualità che meritano accurata riflessione;
a sviluppare una concreta azione di coordinamento, attraverso l'istituzione presso la Presidenza del Consiglio, di un dipartimento per tutte le politiche giovanili, per assicurare la sinergia tra i vari interventi, verificare l'utilizzo dei fondi complessivamente erogati ed infine per verificare l'avvio delle sole sperimentazioni suffragate da fondamenti scientifici certi tendenti esclusivamente al recupero.

 

 

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