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Speciale #10 La war on drugs all'italiana

 


20/11/2003

Cannabis, soltanto Fini resta fuori
Mentre l'Europa fa i conti con il fallimento delle leggi repressive, l'Italia rifiuta la realtà

GIORGIO SALVETTI

Fumare una canna è un piacere che non ha mai ucciso nessuno. Si tratta di un'evidenza incontestabile che non ha bisogno di conferme scientifiche. Eppure sin dagli anni Trenta in tutto il mondo la cannabis è stata perseguitata al pari delle altre droghe. Dopo il grande boom degli anni Sessanta tutti i paesi europei si sono dotati di leggi repressive e l'Onu ha approvato convenzioni che non fanno distinzioni tra droghe leggere e pesanti, tra consumo e spaccio. Trent'anni dopo, non c'è nessuno in Europa che abbia avuto il coraggio di rinunciare all'ideologia proibizionista, tutti però hanno dovuto misurarne l'inconcludenza e fare i conti con la realtà. Mentre gli Stati uniti proseguono nella loro war on drugs, i paesi europei di fronte al fallimento delle misure repressive studiano e sperimentano soluzioni quanto meno pragmatiche. E' un processo lento che va in una direzione precisa, opposta a quella del disegno di legge Fini approvato nei giorni scorsi dal governo.

Inghilterra

Il 12 novembre scorso anche la camera dei Lords ha approvato la declassazione della cannabis dalla tabella B alla tabella C delle sostanze stupefacenti. Marijuana e hashish, già distinti da cocaina e eroina classificati nella tabella A, ora vengono equiparati a farmaci come gli antidepressivi o gli steroidi anabolizzanti. Dal gennaio 2004 il possesso personale di cannabis non sarà più punito con l'arresto tranne quando il consumo avviene in presenza di minori o in luoghi pubblici. In tutti gli altri casi la polizia si limiterà a confiscare la sostanza e a sanzioni amministrative. Il provvedimento sancisce una depenalizzazione di fatto già praticata dalla polizia. Proprio i bobbys, resisi conto che la battaglia contro le canne è impossibile, hanno chiesto di poter dirottare altrove le proprie energie.

Belgio

Lo scorso aprile il parlamento ha depenalizzato l'uso personale di cannabis. Chi ha compiuto 18 anni può detenere e consumare fino a 5 grammi di marijuana a condizione che non turbi l'ordine pubblico. Nei primi mesi del 2003 Verdi e Socialisti hanno presentato una legge che depenalizza il consumo di tutte le sostanze stupefacenti fondato su tre pilastri (prevenzione, assistenza e repressione), un progetto che distingue tra droghe leggere e pesanti, fra consumo e traffico.

Francia

I francesi non sono mai stati teneri con chi fa uso di sostanze stupefacenti. La legge vigente risale al 1971 e vieta consumo, detenzione e traffico senza distinzioni tra droghe leggere e pesanti. Per il consumatore sono previste pene fino a un anno di carcere. Ma da qualche tempo anche i francesi stanno facendo i conti con la realtà. A settembre il primo ministro Raffarin si è visto recapitare un rapporto della Mission interministérielle de lutte contre la drogue e le toxicomanie (Mildt) secondo cui 3 milioni di francese fumano regolarmente e 9 milioni e mezzo hanno fatto almeno un tiro. Una sconfitta intollerabile per il ministro degli interni dal pugno di ferro Sarkozy, che per risolvere la questione ha proposto una fantasiosa depenalizzazione in nome del proibizionismo. «La legge è inapplicabile, arrestare chi fuma è impensabile. La Francia è campione d'Europa per il consumo di cannabinodi, è ora di pensare a provvedimenti repressivi realizzabili e adattabili». Destra, ma non su Marte.

Germania

Il consumo non è reato per nessuna sostanza. E' possibile fumare e detenere cannabis per uso personale in quantità che variano a seconda dei Lander: da un minimo di 6 grammi in Baviera a un massimo di 30 grammi nella regione dello Schleswig-Holstein. Ad Amburgo è possibile girare con una barretta di hashish, basta che non sia «più grande di una scatola di fiammiferi». Per chi supera la soglia sarebbe previsto anche il carcere ma ha fatto storia una sentenza della corte federale che nel `94 ha prosciolto un uomo trovato con 5 chili di hashish e ha invitato i legislatori a cambiare regole. A Berlino in questi giorni i Verdi propongono esperimenti simili ai coffee-shop di Amsterdam e innalzare l'uso personale da 6 a 30 grammi, «perchè tutti i processi aperti per quote inferiori vengono di fatto già archiviati».

Portogallo

Il 6 luglio 2000 il parlamento ha abolito la vecchia legge che prevedeva tre mesi di carcere per il possesso di stupefacenti. Da allora il consumo di tutte le sostanze non è più reato e chi fuma è sanzionabile con multe da 25 a 250 euro, sospensione del passaporto o obbligo di servizio civile. Chi viene pescato con una canna viene esaminato da una commissione e di solito riceve un'ammonizione, le sanzioni scattano dal secondo fermo. L'ideatore della riforma, Vitalino Canas dichiarò che la vecchia legge andava cambiata perché «la proibizione era fallita».

Spagna

Il consumo di tutte le sostanze stupefacenti è depenalizzato dal 1992. Sono previste sanzioni amministrative anche per chi possiede piccoli quantitativi: multe fino a 300 euro che possono non essere pagate iscrivendosi a programmi di recupero; nei fatti fumarsi un porro per strada è un atto tollerato, anche se in agosto il ministro degli interni, Acebes, si è scagliato contro la «strategia disinformativa sull'innocuità e sugli effetti benefici della cannabis», promettendo leggi contro chi fa «apologia della canna».

Svezia

La Svezia, almeno per quanto riguarda le droghe, considera ogni sostanza stupefacente un attacco ai principi della società e sin dal 1968 applica la tolleranza zero contro qualsiasi tipo di droga con tanto di campagne nelle scuole e reprimendo qualsiasi cultura di segno apposto.

Svizzera

Per i consumatori italiani, la speranza non è mai venuta dai nostri governi. Da qualche anno però si respirava un'aria buona nella vicina Svizzera: tanti canapai aperti e un progetto di depenalizzazione già approvato dalla camera alta del parlamento. A settembre però la camera bassa di Berna ha rimandato il progetto al mittente. Si tratta di una tappa d'arresto, ma intanto tutti i canapai del canton Ticino sono stati chiusi.

Olanda

Dal 1996 è meta di pellegrinaggio per chi vuole fumare in un coffee-shop senza nascondere. Poco importa se ora anche nei coffee-shop deve esserci un'area non fumatori. Per strada i poliziotti non vanno molto per il sottile, chi ha più di cinque grammi di erba è perseguibile penalmente e per chi guida da fumato rischia la patente.


 

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