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12/11/2003
Domani in Consiglio dei ministri le norme proposte
da Fini. Cade la distinzione tra droghe leggere e pesanti, pene
più severe
Spinello, giro di vite del governo
Sanzioni penali per chi detiene più di 150 mg di hashish
MARIA NOVELLA DE LUCA
ROMA - Dimenticatevi l´uso personale e qualunque «licenza» di
drogarsi. Anche a casa propria, anche con i propri amici. Con
la legge che arriva domani in consiglio dei ministri ci sarà davvero
una rivoluzione, in senso restrittivo, della legislazione sugli
stupefacenti. Il vicepremier Fini lo aveva annunciato, e alcune
anticipazioni del testo confermano il giro di vite promesso
dal Governo. Cade intanto la distinzione tra droghe leggere
e droghe pesanti, nel senso che tutte le sostanze faranno parte
di un´unica tabella, e le sanzioni saranno identiche
sia per l´uso (o lo spaccio) di hashish o cocaina, di
eroina o di ecstasy. Il vero cambiamento riguarda l´introduzione
di una quantità precisa di sostanza oltre la quale scatterà l´accusa
di spaccio. Il principio è vicino a quello della dose
media giornaliera della legge Vassalli-Jervolino del 1990,
norma poi cancellata dal referendum del 1993. Con la differenza
che nel testo proposto dal vicepremier Fini, e messo a punto
con il concerto di più ministeri, il ricorso alla «dose
media» sarà comunque punito. Ciò che cambia è,
soltanto, la caratteristica della pena. La sanzione penale
scatterà ad esempio per chi verrà trovato in
possesso di più di 150 milligrammi di hashish (0,15
grammi) o marjiuana, con più di 500 milligrammi di cocaina,
con oltre 300 milligrammi di Mdma (ecstasy e pasticche), o
se si superano i 50 milligrammi di anfetamina.
Scompare così, nel nuovo testo, la cosiddetta "ammonizione" del
prefetto la prima volta che si è fermati, ci sarà la
possibilità di seguire il programma terapeutico non
solo in strutture pubbliche, ma anche in quelle private, si
allungano i periodi di applicazione delle sanzioni amministrative.
La sospensione della patente di guida, come la sospensione
del passaporto o di ogni altro documento passa ad esempio da
un massimo di quattro mesi, ad un massimo di un anno. La proposta
di Fini, prevede inoltre che, nel caso in cui si possa ipotizzare
un pericolo per la sicurezza pubblica, il prefetto, nei confronti
di persone condannate, anche non in maniera definitiva, per
reati contro il patrimonio o la persona o in violazione della
legge sugli stupefacenti, o sulla circolazione stradale, può disporre
alcune misure di sicurezza. L´obbligo di presentarsi
almeno due volte la settimana al posto di polizia o ai carabinieri
locali, l´obbligo di rientrare nella propria abitazione
entro una determinata ora e non uscirne prima di un´ora
prefissata, divieto di frequentare determinati locali pubblici,
divieto di allontanarsi dal comune di residenza, divieto di
condurre qualsiasi veicolo a motore. Per chi non osserva anche
solo una delle disposizioni, scatta l´arresto da 3 a
18 mesi. Nel caso in cui poi, il soggetto risulti essersi sottoposto
con esito positivo al programma terapeutico, il prefetto revoca
l´applicazione dei provvedimenti presi.
Le anticipazioni sul progetto di legge, come avviene ormai
da due anni, hanno già scatenato un bel po´ di
polemiche. «Si confermano le peggiori aspettative, con
sanzioni moltiplicate e nessuna differenza tra le diverse sostanze»,
ha affermato il presidente del Forum Droghe, il Verde Franco
Corleone. «Siamo di fronte ad una triplicazione delle
pene. Il programma terapeutico verrà ora previsto non
solo nei Sert, ma anche nelle strutture private. Conseguenza
di ciò, il fatto che anche per aver fumato uno spinello,
ci si dovrà ricoverare in uno di questi istituti, anche
privati. Si prevede poi, nel caso in cui ci si ravveda, l´esistenza
di un pericolo per la collettività, anche in caso di
condanna non definitiva, la possibilità di imporre misure
di sicurezza, come la firma negli uffici di polizia, o l´obbligo
di rimanere nella propria abitazione entro una certa ora. Se
c´è poi la violazione anche solo di una di queste
prescrizioni, scatta subito l´arresto per un periodo
che va da 3 a 18 mesi, mentre ora il massimo è di 3
mesi. Anche in questo caso si registra la moltiplicazione delle
sanzioni. Proibizionismo assurdo e dannoso».
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