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05.11.03
Lo spinello la repressione e la tolleranza
Il vice presidente del Consiglio, Gianfranco Fini rispondendo
a un question-time alla Camera il 28 ottobre ha riconfermato
l´intenzione del governo di modificare profondamente la legge
sulle droghe. È la terza volta che Fini fa questo annuncio, il
più clamoroso fu a Vienna in aprile durante il summit dell´Onu
per la valutazione dello stato del cosiddetto Piano Arlacchi "Per
un mondo senza droga" dopo cinque anni dal suo lancio a New York
nel 1988. Questa volta è stata fornita anche la data di presentazione
del disegno di legge in consiglio dei ministri, la prima o al
massimo la seconda settimana di novembre.
Così finalmente dal terreno della propaganda si passerà al confronto
puntuale dei testi. Verificheremo i contenuti della svolta repressiva
demagogicamente dichiarata per reprimere lo spaccio ma che nei
fatti colpirà i consumatori e in particolare i giovani. Infatti
la cancellazione delle differenze delle diverse sostanze oltre
al valore simbolico - non esistono le droghe, ma la droga, cioè il
male – produrrà anche l´unificazione del sistema sanzionatorio
e quindi chi sarà in possesso di una quantità di cannabis, al
di sopra della quantità massima detenibile (è questo l´orrendo
linguaggio utilizzato) subirà una condanna da otto a venti anni
di carcere. Le anticipazioni raccolte fanno ritenere che sarà limitato
il ricorso al metadone e vi sarà un ridimensionamento dei Sert
a favore delle comunità, quelle amiche, non certo quella di don
Gallo. Il risultato è certo: più detenuti, più malati, più morti.
Questo non turba certo le coscienze di chi sull´altare dell´ideologia è disposto
a sacrificare i corpi delle persone e a demonizzare la pragmatica
politica di riduzione del danno.
Già oggi la legge sulle droghe produce da sola metà dei detenuti presenti nelle
carceri italiane e per la sua violazione sono stati scontati, è una stima per
difetto, oltre 200.000 anni di carcere oltre a trecentomila segnalazioni ai
prefetti per comminare odiose sanzioni amministrative. Per sostenere una scelta
che va in controtendenza rispetto alle politiche europee descritte dall´ultimo
rapporto dell´Osservatorio dell´Unione Europea di Lisbona, si è richiesto il
sostegno della "scienza" che prontamente ha sfornato pareri conformi ai desideri
dei committenti; anche una parte dell´informazione si è sdraiata sulla tesi
della tolleranza zero e la polizia ha cominciato ad operare come se la legge
nuova fosse già stata approvata.
Questo schieramento di forze ha avuto la massima rappresentazione
a Milano, dove la campagna di repressione nelle scuole non accenna
a diminuire sostenuta da potenti organi di informazione. Proprio
da Milano, la città di Sirchia e di Garattini, ma anche la città di
Umberto Veronesi e della cultura laica europea nelle prossime
settimane sarà costituita una Lega per la tolleranza con lo scopo
di costringere a un confronto sulle esperienze e le sperimentazioni
delle città della Germania, della Svizzera, dell´Olanda e di
molti altri paesi senza il velo del pregiudizio. Un impegno fondamentale
di questa agenzia sarà di fornire dati e informazioni soprattutto
a insegnanti e genitori che rischiano di essere confusi dal tritacarne
della demagogia.
A questo proposito il pensiero del questore Paolo Scarpis è illuminante:
dichiara che compito primario della polizia è reprimere lo spaccio
delle sostanze stupefacenti, ma in realtà le azioni si rivolgono
contro il consumo che secondo la legge in vigore è depenalizzato.
Dato che il questore aggiunge che alla polizia spetterebbe anche
un compito informativo spero raccolga la mia sfida di una visita
ad Amsterdam per incontrare la polizia locale. |