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PER NON MORIRE DI DROGA E DI PROIBIZIONISMO
Milano, 30 settembre 2003 – La LILA, Lega Italiana per
la Lotta contro l’AIDS, interviene in merito alla nuova
legge prevista sull’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti:
dati scientifici ed esperienze sul campo contraddicono quanto
il Governo afferma e desidera.
Dopo l’ennesimo annuncio dell’on. Fini di un disegno
di legge sul consumo e sullo spaccio di stupefacenti, la LILA,
con più di 16 anni di attività sul territorio italiano
e all’estero, presenta dati di esperienze e ricerche scientifiche
sulla Riduzione del Danno che dimostrano quanto questa metodologia
sia efficace e quanto sia dannosa invece una strategia volta alla
repressione penale, quasi il consumo di stupefacenti fosse un
problema di ordine pubblico e non un importante capitolo della
politica sociale.
La criminalizzazione e l’avviamento coatto verso programmi
‘’drugs free’’ sono inutili, poiché
ogni uscita dalle dipendenze e ogni comportamento che attiene
alla sfera personale dell’individuo hanno bisogno della
libera e consapevole scelta, quella motivazione che non può
essere imposta per decreto.
Con il promesso DDL si tornerebbe indietro di decenni: si è
già visto che dopo il varo della 162/1990 i tossicodipendenti
ufficialmente presenti in carcere erano 7.299, sei mesi dopo erano
già saliti a 9.623 per arrivare a ben 14.818 il 31 dicembre
1992; senza contare l’aumento delle morti (nel 1990, per
la prima volta, il numero dei decessi per overdose superò
le mille unità.
Su un totale di 70.009 test effettuati nel corso del 2002 sugli
utenti dei SerT la percentuale di positività si attesta
al 14,8% evidenziando un trend che va a confermare come tra i
tossicodipendenti, i progetti e gli approcci di Rdd nel nostro
paese, abbiano dato importanti risultati relativamente alla prevenzione
al virus HIV, declassando notevolmente negli anni questo gruppo
che deteneva il triste primato nelle tabelle relative alla diffusione
del virus. Raggiungere importanti risultati, in termini di meno
infezioni tra la popolazione tossicodipendente, non è solo
una questione di gruppo, ma di proiezione sull’intera popolazione,
in termini di rapporti sessuali occasionali e non.
La salute non ha colore politico, ogni intervento in grado di
tutelare una persona, salvarle la vita, eliminare il rischio che
contragga malattie, deve essere valutato per i risultati che consegue,
sapendo che la salute della singola persona è garanzia
per la salute dell’intera collettività.
per questo la LILA propone di
· Attivare campagne di informazione realistiche e credibili,
e azzerare ogni forma di allarmismo e terrorismo disinformativo,
che si è dimostrato già più volte controproducente.
· Procedere alla depenalizzazione della cannabis, inserendola
nella stessa classe di sostanze di alcool e sigarette e contrastandone
l’abuso.
· Realizzare campagne efficaci di riduzione del danno
sull’Ecstasy e le altre sostanze di sintesi, attivando la
possibilità che nei luoghi di consumo possa essere reperibile
un’informazione credibile realizzata attraverso operatori
di strada e alla pari all’interno delle discoteche, così
come accade in Austria e in Svizzera. Rendere possibile l’analisi
rapida delle sostanze in laboratori mobili per informare della
composizione delle stesse chi fa uso delle pastiglie acquistate
al mercato illegale.
· Essenziale rimane la lotta al narcotraffico, figlio
del proibizionismo, e ai profitti che il narcotraffico, canale
principale di riciclaggio del denaro sporco e del traffico d’armi,
costruisce sulla salute delle persone.
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