|

22.9.03
Droga. Fini: entro l'anno un ddl per punire
uso e abuso
Roma, 22 settembre 2003 - Sarà pronto entro l'anno un
ddl che rappresenterà una svolta di "180 gradi"
nella lotta alla droga. Ad annunciarlo è stato il vice
premier Gianfranco Fini, alla quinta conferenza mondiale contro
la droga, assicurando che il ddl arriverà "entro ottobre
in pre-Consiglio dei ministri" e verrà varato entro
la fine dell' anno.
Punito l'uso, non solo l'abuso
Tra le principali novità il fatto che ad essere sanzionato,
come ha spiegato Fini, non sarà solo l' abuso di droghe
ma anche l' uso, per superare così il vulnus creato dall'abolizione,
in seguito al referendum radicale, della dose minima giornaliera
che, secondo il vice premier, "ha reso quasi impossibile
alle forze dell' ordine distinguere lo spaccio dall'uso personale".
Prevenzione, recupero, repressioni
Il provvedimento - ha spiegato Fini - metterà insieme tre
aspetti fondamentali con i quali combattere questa piaga: la prevenzione,
il recupero, la repressione. "Occorre avere il coraggio -
afferma il vicepremier - di colmare un vuoto determinato da una
stagione di demagogia che spero sia alle nostre spalle. Gli operatori
e le forze dell'ordine sanno - ha sottolineato Fini - che in Italia
è quasi praticamente impossibile distinguere il comportamento
volto allo spaccio da quello cosiddetto dell'uso personale di
droghe".
"Immaginiamo già le accuse di chi ci dirà che
non possiamo presumere di dar vita ad una politica nei confronti
della droga che sia solo all'insegna di nette certezze. Ma io
- ha detto il vice premier la penso come Casini: contro la droga
senza compromesso".
Reinserire i tossicodipendenti
Si tratta, secondo il vice premier, di un dovere non solo politico
e sociale, ma anche etico e morale. Per questo Fini parlando dell'importanza
del recupero dei tossicodipendenti e del loro reinserimento nella
società ha lanciato anche un appello al mondo delle imprese,
del mondo del lavoro e dei sindacati "affinchè diano
una mano ai ragazzi che escono dalla droga". Uscire infatti
è possibile, ha proseguito, "ma occorre poi che la
società accolga questi ragazzi non come se si trattasse
di coloro che hanno sbagliato e ai quali bisogna voltare le spalle,
ma come coloro che sono stati capaci di ritrovare la retta via".
Perché il recupero, ha concluso Fini, non è solo
farmacologico, ma soprattutto sociale.
Mantovano spiega la proposta
La proposta del governo prevede il divieto anche del solo uso
di droga con una serie di sanzioni amministrative per chi utilizza
o detiene sostanze stupefacenti al di sotto di limiti quantitativi
che verranno prefissati con una tabella. Sanzioni che diventeranno
penali in caso di superamento dei limiti, oltre che, ovviamente,
nei casi di spaccio, commercio e importazione.
Per quanto riguarda i percorsi di recupero, ha spiegato il sottosegretario
all'interno Alfredo Mantovano, verrà inoltre abbassato
il limite minimo della sanzione base della reclusione per avere
meno ostacoli nell'indirizzare a percorsi di recupero e verrà
inoltre introdotta la misura sostitutiva del lavoro di pubblica
utilità. Novità anche per quanto riguarda le comunita'
che "vanno utilizzate sempre in modo piu' incisivo al posto
del carcere", ha assicurato Mantovano, "ed otterranno
la completa parificazione, ai fini del recupero, con i Sert".
Per ottenere ciò le comunità avranno il potere di
certificazione della tossicodipendenza. "In sostanza - ha
spiegato Mantovano - non dovranno attendere il via libera dei
Sert per iniziare un percorso di recupero".
|