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Speciale #10 La war on drugs all'italiana

 


22.9.03

L'esempio dei Paesi Bassi: 20 anni di legalizzazione, meno morti, meno tossicodipendenti
di ma.mo.

Nei Paesi Bassi, come è noto, le droghe cosiddette leggere sono legali. Vediamo di tracciare un bilancio di più di vent'anni di legalizzazione, con l'aiuto dello studio pubblicato nel saggio «Drugs policy in the Netherlands: continuity and change A'dam drug policy».

L'ampiezza e la natura dell'uso della droga nei Paesi Bassi non differisce dal modello degli altri paesi occidentali. Anzi, nei recenti anni, l'uso è stato più alto in altri paesi (soprattutto negli USA). Per quello che riguarda il numero dei consumatori di cannabis, nonostante la possibilità di acquisto legale, è molto basso se riferito ad altri paesi. Esso è allo stesso livello di un paese come la Germania, che ha seguito fino a pochi anni fa una politica di severa repressione ed è sostanzialmente analogo a quello di altri paesi europei. Il dato più indicativo sulla situazione olandese è il confronto con gli USA, un paese in cui, come abbiamo visto, vige una situazione di feroce repressione.

La legalizzazione che avvenne negli anni '70 non condusse all'aumento dell'uso delle droghe leggere tra i giovani. Soprattutto, l'obiettivo di proteggere i giovani che desideravano fare uso di droghe leggere, dal mondo delle droghe pesanti, è divenuto realistico. Soltanto una minima parte dei consumatori di droghe leggere è passata alle droghe pesanti. La teoria sostenuta da varie autorità sul passaggio dalle droghe leggere a droghe più pesanti è stata delusa dagli attuali sviluppi nei Paesi Bassi. I giovani olandesi che usano droghe leggere sono perfettamente consapevoli dei maggiori danni che procurano le droghe pesanti come l'eroina e non hanno un forte desiderio di provarla.

Vari esperti sostengono che ci siano circa 25.000 tossicodipendenti in Olanda, cioè lo 0.16 % della popolazione. Non è possibile fare un chiaro paragone con i numeri dei tossicodipendenti stimati dagli altri paesi europei, a causa delle incertezze metodologiche, ma è assolutamente certo che il numero sia più alto negli altri paesi, dove gli organismi di cura raggiungono meno tossicodipendenti. Le stime ci dimostrano che il numero dei tossicodipendenti nei Paesi Bassi (1,6 ogni 1000 abitanti) è relativamente basso, se paragonato alla media europea di 2,7/1000 ed è notevolmente più bassa rispetto a Francia (2,5), Gran Bretagna (2,6), Italia 3), Spagna (3), Svizzera (5,3), Portogallo (4,5), Grecia (3,5).

Nei Paesi Bassi il numero dei dipendenti da eroina sotto i 21 anni è relativamente basso, anche tra i gruppi più a rishio ed ha continuato a diminuire negli anni recenti. La perdita di immagine dei tossicodipendenti più anziani, che sono in serio stato di degenerazione, costituisce un'efficiente propaganda contro l'uso di eroina. In questo contesto la mancanza di repressione contro i tossicodipendenti da parte della polizia, per quello che riguarda il consumo, unitamente alla semplicità con la quale essi riescono a procurarsi la sostituzione con il metadone, sono fattori atti a contenere il classico stile di vita dei tossicodipendenti.

Anche il numero di decessi dovuti da overdose è molto basso. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, nel 1991 morirono per droga 42 persone nei Paesi Bassi, 82 nel Belgio, 188 in Danimarca, 411 in Francia, 2125 in Germania, 1382 in Italia, 307 in Inghilterra e 479 in Spagna. Negli USA ci furono 5830 mortalità.

L'Olanda ha anche un numero relativamente basso di malati di AIDS tra i suoi drogati. Nei paesi del Sud Europa in particolare, la percentuale di tossicodipendenti malati di AIDS è vistosamente più alta. L'accessibilità degli organi di cura, i sistemi di cambio degli aghi e tutte le campagne di pubblica informazione che sono state condotte hanno limitato considerevolmente il rischio nascente dall'uso endovenoso della droga. La ricerca ha dimostrato che il 60% di prostitute tossicodipendenti adesso usa il preservativo, contro il 20 % del 1986. Questo previene la diffusione di AIDS al di fuori da gruppi a rischio.

I Paesi Bassi sono quindi favorevolmente comparati con gli altri paesi, anche per quello che riguarda la mortalità e la percentuale di tossicodipendenti o malati di AIDS. La politica tollerante della riduzione del danno, che è iniziata negli anni '70 nei Paesi Bassi, è stata sinora soddisfacente e il movimento antiproibizionista ha così avuto modo di dimostrare che la riforma delle leggi sulla droga è possibile.

 

 

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