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22.9.03
Il vicepremier annuncia un decreto che eliminerà
la distinzione tra abuso e consumo. "Sarà una svolta"
Linea dura di Fini "Punire chi si droga"
Anche Casini si schiera contro la legalizzazione
ROMA - "E' in arrivo una svolta". Gianfranco Fini
annuncia così il ddl sulla lotta alle droghe che arriverà
"entro ottobre" in consiglio dei ministri e verrà
varato entro la fine dell' anno. Sarà, spiega il vicepremier,
intervenendo ai lavori della quinta conferenza mondiale sulla
prevenzione in programma da oggi fino al 26 settembre a Roma,
un provvedimento che abbatterà la distinzione tra l'abuso
e l'uso di droga. Un testo mirato a superare l'abolizione, in
seguito al referendum radicale, della non punibilità della
dose minima giornaliera che, secondo il vice premier, "ha
reso quasi impossibile alle forze dell' ordine distinguere lo
spaccio dall'uso personale".
Un giro di vite, insomma. In linea con le posizioni in materia
di Fini. Il provvedimento, dice il vicepremier, metterà
insieme tre aspetti fondamentali: la prevenzione, il recupero,
la repressione. "Occorre avere il coraggio - spiega Fini
- di colmare un vuoto determinato da una stagione di demagogia
che spero sia alle nostre spalle". In Italia, continua il
vicepremier, "è praticamente impossibile distinguere
il comportamento volto allo spaccio da quello cosiddetto dell'uso
personale di droghe". Per questo il governo vuole eliminare
quella distinzione. Incurante delle polemiche che, sicuramente,
si scateneranno. "Immaginiamo già le accuse di chi
ci dirà che non possiamo presumere di dar vita ad una politica
nei confronti della droga che sia solo all'insegna di nette certezze:
contro la droga senza compromesso".
In pratica gli stessi concetti sostenuti dal presidente della
Camera, Pier Ferdinando Casini. Anche lui, favorevole ad una linea
più rigida nella lotta alla droga. "La droga è
un nemico che va combattuto a viso aperto, con tutti gli strumenti
possibili e senza scorciatoie. La più insidiosa di queste,
a mio avviso, è la legalizzazione" sostiene Casini.
Per il presidente della Camera, la distinzione tra droghe "leggere"
e "pesanti" è "ingannevole". "Anche
le droghe che talora si usa qualificare leggere, spesso con l'intento
ipocrita di minimizzarne gli effetti, creano dipendenza e compromettono
la personalità dell'individuo: la distinzione tra leggere
e pesanti è ingannevole e controproducente". Concetti
identici a quelli espressi dal ministro della Salute, Girolamo
Sirchia: "Distinguere tra droghe leggere e pesanti è
sbagliato".
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