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Speciale #10 La war on drugs all'italiana

 


17.4.03

Droga, il vicepremier Fini annuncia il piano del governo.
Scomparirà la tolleranza per uso personale
Spinelli, sanzioni più dure arriva la "dose massima"
Via la distinzione tra sostanze leggere e pesanti. I consumi saranno sempre sanzionati

di GIOVANNA CASADIO

ROMA - Scomparirà la tolleranza per l'uso personale di droga. Cancellata la distinzione tra droghe pesanti e leggere. Sanzioni quindi più pesanti sia amministrative (sospensione della patente, del passaporto, del permesso di soggiorno) che penali. Sarà al contrario prevista una dose massima tollerabile, da stabilire "scientificamente" a seconda delle sostanze consumate.

Sono i cardini della nuova legge italiana contro la tossicodipendenza che il vicepremier Gianfranco Fini ha esposto a Vienna, alla riunione della commissione delle Nazioni Unite per la lotta agli stupefacenti. Le norme saranno presentate in consiglio dei ministri a metà maggio, modificando così del tutto la legge Jervolino-Vassalli, e indicando un'inversione di tendenza anche rispetto al referendum del 1993. "È un mutamento dell'atteggiamento dello Stato non nei confronti dell'abuso ma dell'uso stesso", afferma Fini. Il solo annuncio ha già scatenato polemiche. Critiche di Ulivo, di Rifondazione, dei radicali ma anche degli operatori dei Sert. "Una politica di repressione" afferma la ds Livia Turco. "Quanto dice Fini è sconcertante - commenta l'ex ministro della Salute Rosi Bindi (Margherita) - È il programma di un governo che affronta con mentalità poliziesca i problemi sociali più drammatici come la droga, la malattia mentale, l'emarginazione, la prostituzione".

Preoccupato Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e presidente del "Forum droghe": "I risultati del disegno di legge di Fini saranno terrificanti".

Il vicepremier invita a "non lanciare anatemi", ma non arretra di un passo e spiega: "Le sanzioni potranno essere annullate dall'avvio di un percorso di recupero, con la sospensione della pena per la condanna fino a 6 anni". Inoltre, aggiunge, la riduzione delle tabelle delle sostanze stupefacenti a due - "quelle naturali e quelle sintetiche" - eliminerà "di fatto la distinzione tra droghe pesanti e leggere". Per Guido Blumir, sociologo, "rischiamo di tornare indietro di 50 anni". Blumir ricorda il dibattito all'Onu sulla marijuana, i contrasti con le iniziative del governo Blair e con il Belgio che due settimane fa ha legalizzato la coltivazione di marijuana per uso personale.

(17 aprile 2003)

 

 

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