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15.3.02
Il vicepremier annuncia che il governo pensa di reintrodurre
la dose minima giornaliera: "Limiti alla discrezionalità
del pretore"
Droga, la svolta di Fini "Normativa da rivedere"
VIENNA - Meno discrezionalità e più limiti. Nelle
parole del vicepremier Gianfranco Fini prende corpo la virata
che il governo ha intenzione di fare in tema di lotta alla droga,
reintroducendo la dose minima giornaliera, quella che pone un
confine tra il consumo personale e lo spaccio. "Al momento
è il pretore che ha la discrezionalità di decidere
se una quantità di droga trovata sia da considerare per
uso personale o per spaccio. Bisogna rimettere dei limiti"
dice Fini. Parole che fanno tornare alla memoria quello che il
vicepremier disse a San Patrignano l'ottobre dello scorso anno:
"Basta con la politica di riduzione del danno che si traduce
nella libertà di continuare a drogarsi".
E adesso, a distanza sei mesi, Fini, a Vienna per partecipare
alla seduta conclusiva della 45esima sessione della Commissione
stupefacenti delle Nazioni Unite, ribadisce che "l'Italia
è in prima linea nella lotta contro la droga" e sottolinea
la necessità di rivedere la legge sulla droga, la Jervolino-Vassalli,
in quanto dopo il referendum radicale dell'93 che ha eliminato
il criterio della dose minima giornaliera "c'è un
buco legislativo da colmare".
Tre le direzioni da seguire, dice il vicepremier. "Prevenire
e recuperare" chi è caduto nel tunnel della droga
e "ridargli la dignità". Non fare distinzione
"nel combattere le droghe leggere e quelle pesanti".
Infine dare vita ad un fronte comune che vede l'Europa unita.
"La lotta alla droga deve avere una dimensione nazionale,
ma si rischia di perdere l'ampiezza del fenomeno se non c'è
cooperazione tra i paesi europei. L'Italia è fiera di essere
il contribuente finanziario più rappresentativo in sede
di Nazioni Unite, anche nel 2002 abbiamo stanziato 12 milioni
di euro".
Il viepresidente del Consiglio ricorda poi l'importanza del coordinamento
per le politiche contro la droga costituito presso la presidenza
del Consiglio. E il prefetto Soggiu, che guida l'organismo, rilancia
la necessità di preparare "per la prima volta un piano
antidroga triennale". "La legge antidroga ha 12 anni
di vita, bisogna provveddere ad un riesame della normativa attuale
apportando dei miglioramenti" spiega il prefetto.
Tocca a Fini invece annunciare la possibilità che venga
istituita, nei prossimi mesi, una conferenza nazionale sulla lotta
alla droga e che venga lanciata una campagna informativa anche
grazie alla collaborazione del mondo sportivo.
Nella conferenza stampa è stato infine lanciato anche
l'allarme per la diffusione delle nuove droghe sintetiche quali,
per esempio, l'ecstasy. "I nostri figli - conclude il vicepremier
- devono sapere quando fumano uno spinello o quando prendono delle
pasticche dei pericoli che vanno incontro. L'Italia è comunque
in prima linea nella lotta contro questo fenomeno che è
legato anche ad attività criminali da contrastare".
(15 marzo 2002)
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