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09.12.03
Italia. Magistratura Democratica: legge
Fini e' fascista!
Una proposta di legge fascista, che contrasta con la Costituzione
e che portera' ad un arretramento delle garanzie per i cittadini
oltre a produrre un'invasione di campo rispetto alle competenze
affidate alle Regioni in materia sanitaria. Cosi' l'associazione
Magistratura Democratica.
L'occasione e' stata quella del seminario organizzato insieme
all'Associazione Antigone e al Forum Droghe: "Droghe e diritto
penale massimo. La proposta Fini e le alternative possibili",
svoltosi oggi a Roma. Nel mirino c'era la filosofia di fondo ma
anche le singole scelte del provvedimento che, hanno denunciato
i relatori, cancella l'esito del referendum del '93, reintroducendo
il divieto di uso di qualsiasi sostanza stupefacente, oltre a
parificare dal punto di vista sanzionatorio tutte le sostanze.
Ed e' proprio questo uno degli aspetti che fa ipotizzare un contrasto
con la Costituzione. "Sulla proposta di legge pesa una grossa
ipoteca di carattere costituzionale perche' si ripristinano norme
abrogate dal referendum", ha attaccato Franco Maisto, sostituto
Pg a Milano, che parla di una legislazione "in odio"
all'esito di quella consultazione popolare e di stampo "perbenista
e autoritario".
"E' una proposta di legge fascista non solo perche' non tiene
conto della realta' , visto che tra l'altro accorpa in un'unica
norma penale chi compra 200 milligrammi di hashish e il capo di
Medellin, ma anche perche' vuole utilizzare uno strumento violento
rispetto a scelte individuali", denuncia a sua volta Giuseppe
Cascini, Pubblico Ministero a Roma. Anche per lui il provvedimento
dovrebbe finire davanti alla Corte Costituzionale e non solo perche'
vanifica il risultato del referendum: "non si puo' punire
il consumo, non e' lecito farlo sul piano costituzionale",
spiega, visto che rientra nella categoria degli atti lesivi contro
se stessi.
A lanciare l'allarme sulla restrizione delle garanzie e' l'ex
direttore del Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria
Alessandro Margara, che richiama l'attenzione sulle norme che
attribuiscono al Prefetto e al Questore l'applicazione delle sanzioni
amministrative. "Si crea un regime di accertamento sottratto
alle garanzie del processo", ha spiegato Margara, che vede
nella proposta Fini anche "un'interferenza" nelle competenze
delle Regioni: "tutto quello che riguarda la riabilitazione,
cioe' il superamento della tossicodipendenza, e' di competenza
delle Regioni. Allo Stato spetta solo enunciare i principi".
Cosa che non accade con la legge Fini che percio' comportera'
"un'invasione nella competenza delle Regioni".
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