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25.11.03
Italia. Commenti sul caso Colombo
"Profondamente turbato per i dolorosi casi umani del caro
amico Emilio Colombo, cui dai tempi della mia gioventu' mi lega
un rapporto non esaurito ne' esauribile di devozione, debbo con
rincrescimento notare che, pur nel rispetto dell'Autorita' giudiziaria
di Roma, a quanto si dice non sarebbe stata e a suo danno osservata
la 'par condicio' (si fa per dire) nella pubblicita' degli atti
e delle altre informazioni relative a questa delicata vicenda".
Lo afferma in una dichiarazione il presidente emerito della Repubblica
Francesco Cossiga, in merito alla diffusione delle dichiarazioni
del senatore Colombo rese note nella giornata di ieri, in cui
ammetteva di far uso di cocaina.
"E questo -prosegue Cossiga- proprio mentre Colombo, con
atto di fiducia verso la giustizia di un Paese da lui per lungo
tempo servito, dimostrava un non comune coraggio e spirito di
sacrificio per la verita' ed a tutela dell'altrui testimoniata
innocenza, con le sue spontanee dichiarazioni cosi' stranamente
subito divulgate. E da chi? Dal mio portiere!".
Ad intervenire sulla vicenda e' anche Antonio Bacchi, membro
del Comitato nazionale di Radicali Italiani. "Il caso di
Emilio Colombo che si dichiara consumatore di cocaina rappresenta
il riassunto e l'emblema dell'inutilita' ed ottusita' delle politiche
proibizioniste sulle droghe".
"Ai sostenitori della 'soluzione carcere' contro i consumatori,
e quindi contro Emilio Colombo oltre che contro i tanti 'Colombo'
d'Italia non possiamo a questo punto non chiedere di spiegare
all'opinione pubblica quale sarebbe la pericolosita' sociale di
questo tranquillo signore di 83 anni che per di piu' ricopre la
carica di senatore a vita della Repubblica senza venir meno, che
ci risulti, ai propri doveri istituzionali".
"Siamo di fronte ad un caso sintomatico: l'Italia e' piena
di persone che vivono la loro vita di tutti i giorni convivendo
col consumo di sostanze stupefacenti e dovendo i propri problemi
piu' alla legislazione proibizionista e alle sue tragiche conseguenze
che alle sostanze consumate. La societa' italiana e' ormai matura
per un cambio di rotta antiproibizionista, come dimostrato gia'
dieci anni fa col voto referendario sulla non punibilita' del
consumo. Risulta sempre piu' urgente andare ad una doverosa regolamentazione
sia delle droghe che delle nondroghe leggere, in modo da sottrarre
alla malavita non solo il traffico e le ingenti risorse che ne
derivano ma anche e soprattutto le vite e i destini di milioni
di cittadini soltanto in Italia. Rispetto a cio' il nostro Governo
dimostra uno spaventoso ritardo, politico e culturale, e ci ripropone
ricette e giri di vite gia' sperimentati e verificati nel loro
fallimento".
Solidarieta' al senatore a vita Emilio Colombo e' stata espressa
in una nota da Gianfranco Bettin, prosindaco di Venezia e vicepresidente
dei Verdi.
"Desidero esprimere solidarieta' al senatore Emilio Colombo
per almeno due ragioni. La prima, legata alla violazione del suo
diritto alla privacy di cittadino (tra l'altro, nel caso, nemmeno
indagato), a causa delle indebita divulgazione delle notizie che
lo riguardano (frutto di una sua libera deposizione in Procura).
La seconda, per essere egli stato costretto a ricorrere al circuito
illegale dello spaccio di sostanze stupefacenti e ai personaggi
privi di scrupoli che lo affollano per assumere, per ragioni terapeutiche,
la sostanza di cui ha avuto bisogno. E' una riprova di come sia
facile criminalizzare e denigrare chiunque si trovi in queste
condizioni. Il senatore Colombo e' un uomo pubblico, un prestigioso
esponente delle Istituzioni, e percio' il fatto e' diventato notizia
e, quindi, un 'caso', di cui si sono occupati in molti, giustamente.
Ma tutti i giorni decine di persone qualunque finiscono negli
stessi micidiali ingranaggi. L'unica cosa utile di questa brutta
vicenda potrebbe emergere da un radicale ripensamento del quadro
normativo e del modo concreto di funzionare della nostra Giustizia
che una riflessione seria su episodi del genere dovrebbe produrre".
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