| 
24.11.03
Nella deposizione ai magistrati dell'inchiesta su
droga e vip
ammette l'uso "terapeutico" di droga: "Me la forniva
Martello"
Colombo, diffusi i verbali. "La cocaina era per me"
Ma il senatore a vita si scaglia contro la "fuga di notizie"
"Vergognosa e inammissibile, la Procura deve indagare"
ROMA - "La cocaina di Giuseppe Martello era per me. Sono
un assuntore da non molto, non più di un anno, un anno
e mezzo. Rocco Russillo e Stefano Donno non sapevano assolutamente
niente, telefonavano soltanto ma non erano a conoscenza di che
cosa si trattasse". Queste le dichiarazioni fatte dal senatore
a vita Emilio Colombo giovedì scorso, davanti ai magistrati
titolari dell'inchiesta su droga e vip nella capitale. Il verbale
è stato depositato oggi, ma la diffusione delle dichiarazioni
in esso contenute è stata giudicata "vergognosa"
dallo stesso Colombo che in una nota ha spiegato di aver reso
quelle dichiarazioni "confidando nella massima riservatezza
degli organi inquirenti, sia in relazione all'esigenza di tutelare
il segreto istruttorio, sia per un elementare senso di rispetto
per la persona e per la privacy".
Nel corso della deposizione di fronte ai pm Giancarlo Capaldo
e Carlo Lasperanza (il senatore si era presentato spontaneamente),
Colombo ha spiegato che i due militari della Guardia di Finanza,
Russillo e Donno (che facevano parte della sua scorta) arrestati
mercoledì scorso non hanno mai preso la cocaina da Martello,
ma che quest'ultimo l'ha sempre consegnata personalmente a lui.
Secondo quanto si è appreso, il senatore a vita avrebbe
detto ai pubblici ministeri che l'uso di cocaina era a scopo "terapeutico".
Colombo ha anche raccontato come aveva conosciuto Giuseppe Martello
(arrestato con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata
allo spaccio di cocaina e allo sfruttamento della prostituzione):
"Martello, che è titolare di una impresa edilizia
mi aveva contattato per ottenere lecitamente dei lavori, degli
appalti, io però non l'ho mai aiutato e Martello quei lavori
non li ha mai ottenuti".
Ma in merito alla diffusione dei verbali relativi alle sue dihciarazioni,
il senatore a vita ha definito la "fuga di notizie semplicemente
vergognosa". "Il senatore Colombo - si legge in una
nota che ha seguito la pubblicazione dei verbali da parte di alcune
agenzie di stampa - si è presentato spontaneamente dinanzi
ai pubblici ministeri di Roma per un evidente dovere morale e
per fornire ogni utile chiarimento, preoccupandosi innanzitutto
della posizione dei suoi collaboratori".
"Tali dichiarazioni - prosegue la nota - sono state rese
confidando ovviamente nella massima riservatezza degli organi
inquirenti, sia in relazione all'esigenza di tutelare il segreto
istruttorio sia per un elementare senso di rispetto per la persona
e per la privacy. Si apprende oggi che le agenzie di stampa stanno
diffondendo ampi stralci di quelle dichiarazioni. Ciò è
semplicemente vergognoso". "Il senatore Colombo - si
legge - confida che la Procura della Repubblica di Roma voglia
indagare e fare luce al più presto su questa inammissibile
fuga di notizie".
|