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25.11.03
Sfilate antiproibizioniste
Associazioni, partiti e sindacati si mobilitano contro il ddl
Fini
MARINA IMPALLOMENI
ROMA
Il movimento antiproibizionista che fa capo alla
rete Mdma (Movimento di massa antiproibizionista) e al Gica (Galassia
intervento creativo antiproibizionista) lancia una campagna di
mobilitazione per dire no al disegno di legge Fini e al suo impianto
repressivo nei confronti dei consumatori. Sin dai prossimi giorni
partiranno eventi e iniziative diffusi sul territorio (quelle
già fissate le elenchiamo accanto nello spazio appuntamenti)
che andranno avanti anche nei prossimi mesi, mentre una manifestazione
a carattere nazionale è annunciata per l'inizio del prossimo
febbraio.
Sono queste le principali decisioni prese domenica scorsa nel
corso di un'assemblea aperta al centro sociale romano Forte Prenestino,
alla quale hanno preso parte anche rappresentanti della politica,
del sindacato, delle associazioni «per una politica alternativa
sulle droghe che rovesci l'impostazione repressiva di Fini e vada
oltre l'attuale legislazione», come recita il comunicato
finale dall'assemblea. Numerose le adesioni all'iniziativa, tra
cui segreteria romana Ds, Prc nazionale, Cgil nazionale, Giovani
comunisti nazionale, federazione Verdi, Pic (Pazienti impazienti
cannabis), Coordinamento canapai, associazione La Tenda, cooperativa
Parsec, Fuoriluogo/Forum droghe, Radio K Centrale (Bologna), Frees-co
(Firenze), Disobbedienti Tpo (Bologna).
L'invito, di cui si è fatto promotore tra gli altri il
Gica, a costruire tutti insieme una grande manifestazione nazionale
contro la proposta Fini è stato accolto da Loredana Mezzabotta
(segreteria romana Ds), che si è detta disposta a mettere
in campo idee e risorse per il successo dell'iniziativa lanciando
a sua volta una proposta: chiedere ai deputati del centro-sinistra
e del Prc che hanno firmato la proposta di legge alternativa,
promossa dal cartello «Dal penale al sociale», di
acquistare uno spazio pubblicitario su un quotidiano nazionale.«E'
necessario che le comunità si espongano presto» -
ha detto Mario De Luca (associazione La Tenda), che ha definito
la proposta Fini molto insidiosa proprio perché offre alle
comunità un comodo salvagente contro lo stato di difficoltà
in cui alcune di esse versano attualmente. In base alla nuova
legge, solo per fare un esempio, una persona fermata con 250 milligrammi
di cannabis dovrebbe infatti seguire un programma di «informazione
e reinserimento». A tutto vantaggio delle comunità.
Tra gli altri interventi, quello di Francesco Piobbichi, responsabile
delle politiche sulle droghe per il Prc, che ha sottolineato come
quello di Fini sulla «tolleranza zero» sia un vero
e proprio messaggio «costituente». Daniele Farina,
portavoce del Leoncavallo e consigliere comunale a Milano, ha
sottolineato l'esigenza di costruire la mobilitazione sul territorio
in modo da arrivare preparati all'evento nazionale di febbraio
a Roma.
Dal Livello 57 di Bologna è giunta infine la proposta
di chiedere alle amministrazioni comunali di emettere delle ordinanze
che consentano l'apertura di coffee-shop o l'autocoltivazione
di canapa a livello locale.
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