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  Speciale #10 La war on drugs all'italiana

 

DROGA: CORLEONE,PERICOLOSO AFFIDARE CARCERE A SAN PATRIGNANO. NON SI PUO' PRIVATIZZARE ESECUZIONE PENA

(ANSA) - ROMA, 27 DIC - Quella di affidare la gestione di un istituto carcerario alla comunita' di San Patrignano ''e' un' ipotesi stravagante ma anche grave sul piano dei principi''. Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia, torna cosi' su una vicenda da lui denunciata due mesi fa. ''In un articolo sulla rivista 'Fuori luogo' - ricorda - ho raccontato quella che giudico un'operazione 'di regime': lo Stato ristruttura per 15 miliardi un'ex casa di lavoro per trasformarla in istituto a custodia attenuata e poi l'affida a San Patrignano''. ''Un fatto di una gravita' inaudita - sottolinea Corleone - il primo caso di privatizzazione dell' esecuzione penale in Italia su cui tutti gli uffici del Dipartimento dell'ammministrazione penitenziaria(Dap) hanno dato, per iscritto, parere contrario: dall'uffico trattamentale, a quello dei beni e servizi, all'ufficio studi''. ''L'istituto di Castelfranco in Emilia - spiega Corleone - e' una ex casa di lavoro ristrutturata su progetto dell'allora direttore del Dap, Alessandro Margara, che intendeva destinare la 'colonia' a carcere a custodia attenuta per detenuti, non solo tossicodipendenti, con pene non gravi in funzione di riabilitazione e reinserimento''. ''L'ipotesi portata avanti dal ministro Castelli e da Muccioli, con il patrocinio del ministro Moratti - aggiunge - e' altra cosa. Applicare le regole di San Patrignano (una comunita' chiusa) al carcere vuol dire, infatti, cancellare i diritti previsti dall'ordinamento penitenziario e dal nuovo regolamento, un traguardo importante raggiunto dal Governo di centro sinistra''. ''Il sistema delle pene alternative al carcere e soprattutto dell'affidamento in comunita' - conclude l'ex sottosegretario - e' previsto dall'ordinamento e le difficolta' di applicazione sono dovute alle alte pene dei detenuti tossicodipendenti per il cumulo dei reati, alla lentezza dell'esame delle domande da parte dei tribunali di sorveglianza e infine alla non volonta' di una parte dei detenuti a sottoporsi a questa misura''. (ANSA).

DROGA: MARGARA,CEDERE CARCERE A S.PATRIGNANO FUORI DAL MONDO E' UN' ESPROPRIAZIONE DEI RUOLI E UN VIOLARE LE REGOLE

(ANSA) - ROMA, 27 DIC - Alessandro Margara, ex direttore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, parla di ''espropriazione dei ruoli'' e di ''violazione delle regole'' per la vicenda del carcere di Castelfranco in Emilia affidato a San Patrignano. Il progetto per recuperare la rocca di quella che e' stata una colonia agricola, e sorge al confine tra lo Stato pontificio e il ducato di Modena, porta la sua firma. ''Ci furono molte riunioni tecniche - spiega Margara che e' tornato, dopo l'esperienza a via Arenula, al suo lavoro di presidente del tribunale di sorveglianza di Firenze - con la Regione, la provincia e il comune che erano fortemente interessati al recupero di quest'area che ha anche forti legami con il territorio. L'obiettivo era realizzare una struttra a custodia attenuata che, allo stesso tempo, decongestionasse il carcere di Modena sempre sovraffollato di tossicodipendenti''. ''Naturalmente - aggiunge Margara - la gestione dell'istituto, che puo' ospitare circa 150 persone, restava affidata al Dap, mentre per i percorsi terapeutici e riabilitativi ci si affidava ai servizi pubblici per le tossicodipendenze''. ''Pensare ora di cedere il carcere a San Patrignano e' fuori dal mondo - dichiara - e' un'espropriazione dei ruoli che non va bene per nessuno. Quello con il Dap, puo' rivelarsi un abbraccio pericoloso, in particolare per la comunita' di Muccioli: confondere San Patrignano con la galera puo' uccidere i lati positivi che questa esperienza indubbiamente porta con se'''. (ANSA).

DROGA: MONS.ALBANESI, PROBLEMA CHE NON SI GESTISCE TRA AMICI

(ANSA) - ROMA, 27 DIC - La vicenda del carcere di Castelfranco in Emilia ''sembra, ad un primo colpo d'occhio, scorretta''. Cosi' mons. Vinicio Albanesi, presidente del Coordinamento nazionale delle comunita' di accoglienza(Cnca), commenta la scelta di affidare a San Patrignano la struttura a custodia attenuata. ''La tossicodipendenza - dice il sacerdote - non e' un problema che si gestisce con amici simpatici, e' un dramma enorme a cui non si pone mai adeguata attenzione''. ''Lo scopo delle misure alternative al carcere - aggiunge Vinicio Albanesi - e' quello di far uscire i tossicodipendenti da un circuito penale che non puo' che peggiorare la loro situazione. Pensare per loro la pena alternativa comunque in un carcere e' aberrante''. ''Il fatto poi che come unica possibilita' si offra quella della comunita' di Muccioli - conclude - ci porta indietro nel tempo, ai giorni del craxismo quando si privilegiavano solo gli amici degli amici''.(ANSA).

DROGA: CORA, LA LEGGE IMPONE ALLE ASL DI CURARE I DETENUTI. MANFREDI, PERCHE' MARONI CHE HA DELEGA TACE?

Roma, 28 dic. - (Adnkronos) - ''La legge impone che siano le Asl a curare i tossicodipendenti''. Lo sottolinea Giulio Manfredi, della direzione del Cora, il Coordinamento italiano antiproibizionista, che interviene sul tema dell'accordo tra il ministero della Giustizia e San Patrignano. Manfredi, ricorda che ''da 11 anni e' in vigore il T.U. sulle tossicodipendenze che all'art 96 comma tre dice : ''Le unita' sanitarie locali, d'intesa con gli istituti di previdenza e di pena ed in collaborazione con i servizi sanitari interni dei medesimi istituti provvedono alla cura e alla riabilitazione dei detenuti tossicodipendenti e alcolisti'' e che il D.l. 230/99 ''ha trasferito al Servizio sanitario nazionale, a partire dal primo gennaio 2000, le funzioni svolte dall'amministrazione penitenziaria in materia di prevenzione e assistenza ai detenuti tossicodipendenti''.

Manfredi aggiuge che ''anche il ministro del Giustizia e' tenuto a rispettare la legge. Se ritiene che sia da modificare presenti un disegno di legge di riforma del Parlamento, seguendo l'esempio del Cora, che ha predisposto per i Radicali italiani una proposta di legge d'iniziativa popolare per la riforma in senso antiproibizionista del DPR 309/90''. Manfredi dice che il Cora, ''che ha presentato in passato decine di esposti per l'attuazione delle parti della legge sulla droga relative all'assistenza dei tossicodipendenti in carcere, non esitera' a denunciare alla magistratura eventuali violazioni di legge''.

''Mentre non passa giorno -conclude Manfredi- che i ministri del governo Berlusconi intervengano smentendosi a vicenda, il ministro Maroni, che ha una delega sulle tossicodipendenze e dovrebbe dire qualcosa, tace. Certo e' dura intervenire in materia dopo aver firmato, nel maggio del 1996, una proposta di legge per la legalizzazione dei derivati della cannabis''. (Sin-Ggu/Rs/Adnkronos)

DROGA: PDCI, NON SI PUO' LUCRARE SUI TOSSICODIPENDENTI

(AGI) - Roma, 28 dic. - Marco Rizzo, capogruppo dei Comunisti italiani alla Camera, afferma: "Il problema della droga non si puo' ridurre al business dell'assistenza. Non si puo' lucrare sulla pelle dei tossicodipendenti creando comunita' di Stato senza una seria politica di recupero. Servono centri di coordinamento e centri di assistenza pubblici, serve la depenalizzazione delle droghe leggere e la lotta senza tregua ai narcotrafficanti. La tragedia dei tossicodipendenti non si puo' affrontare con un semplice appalto per un servizio che sarebbe, comunque, usufruibile da pochi". (AGI)

 

 

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