Basta con il mito della droga!
Non usiamo questa parola come uno spaventapasseri.
Dichiarare “attenzione ai cantanti che dicono che la droga
è un diritto” ha il sapore di censura, suona un
po’ intimidatorio ed evoca un sottile tentativo di voler
limitare la libertà di opinione e di parola, in antitesi
con i principi della libertà di espressione sanciti dalla
Costituzione.
Nessun artista ‘propaganda’ o ‘incita’
dal palco il suo pubblico a fare uso di sostanze stupefacenti.
Basta demonizzare il mondo della cultura e dello
spettacolo.
Siamo tutti per la vita. Noi anche per la salute e per la dignità
umana.
Depenalizzare non significa affermare che ci
sono droghe buone e droghe cattive: siamo tutti contro la droga,
ma non possiamo far finta che non ci sia differenza fra droga
leggera (cannabis, marijuana, campari) e droghe pesanti (eroina,
ecstasy, cocaina).
E’ fra i doveri dello Stato informare correttamente
il cittadino sulle conseguenze dell’uso delle varie droghe:
ne ha buon diritto il cittadino, naturalmente maggiorenne e
adulto, che deve essere messo nella migliore condizione di effettuare
una scelta libera e cosciente.
Diversamente gli adolescenti devono essere tutelati e difesi
vietando ai minori anche la vendita di alcool e di tabacco.
L’eroina, senza bisogno di leggi speciali ma solo con
l’informazione sui rischi e le conseguenze, è notevolmente
diminuita. La vendita di siringhe e acqua distillata nelle farmacie
è ormai quasi nulla. E’ ormai fuori moda oggi parlare
di quella “cultura dello sballo” che abbiamo visto
noi negli anni ’70 e ’80. Il mondo è cambiato,
la realtà di oggi è un’altra: c’è
“l’ecstasy del sabato sera”, contagiosa, vigliacca,
attraente e facile soprattutto per i più giovani. Che
vanno tutelati, con particolare attenzione nei confronti dei
minorenni, e convinti a starne fuori con una informazione giusta
ed efficace e un servizio sanitario potenziato ed efficiente,
pagato con le nostre tasse.
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Dire poi “chi fuma lo spinello passa all’eroina”
è un ovvio pregiudizio, così come dire che un
solo bicchiere di vino porta all’alcoolismo. Ci si ammonisce
anche che l’uso disinvolto di certe sostanze potrebbe
portare gravi danni. Che cosa significa “uso disinvolto”?
Anche una forchetta può, con un uso disinvolto, essere
infilata in un occhio, ma non per questo ci sogniamo di proibire
le forchette. Ci sarà anche qualcuno che ci casca ma
questo non vuol dire che “tutti” quelli che si fanno
qualche spinello sono dei potenziali tossicodipendenti.
Una sola cosa hanno in comune lo spinello e l’eroina,
lo stesso spacciatore. Oggi pronto a vendere qualsiasi cosa
davanti a qualsiasi scuola.
Parificare droghe leggere e pesanti non aiuta i giovani a comprenderne
le conseguenze e la pericolosità, punire addirittura
il consumo spicciolo con il carcere potrebbe influire solo in
modo negativo sulla loro vita futura.
Giusto o sbagliato, ma non è reato. Sui pacchetti di
sigarette voluminose scritte avvertono dei danni provocati dal
fumo ma chi fuma non commette reato.
Quando si parla di legalizzare, ci si riferisce NON alla droga
in genere, ma alla marijuana, in linea con vari paesi europei.
Il che non significa attentare alla salute della gente, esattamente
come legalizzare il divorzio non ha provocato il dilagare dell’immoralità
nella società e la liceità dell’aborto circoscritto
non ha provocato un ricorso esagerato al medesimo e tantomeno
una cultura della morte.
Ci si vuol dire per favore, quanti morti ha fatto la marijuna
e quanti ne fa l’alcol e il tumore al polmone indotto
dal tabagismo? Qualsiasi persona di buon senso sa bene che nessuno
è mai morto per essersi fatto uno o più spinelli,
così come un bicchiere di vino e un uso ragionato dell’alcool
non danneggia il fegato. Legalizzare non è una bestemmia.
Significa semmai porre fine alla diffusione incontrollata e
smodata di droghe. Significa soprattutto privare la criminalità
organizzata dell’immenso valore aggiunto creato dall’illegalità.
E significa controllo sanitario del prodotto.
Vale la pena di ricordare che negli Stati Uniti alla vigilia
dell’abolizione del proibizionismo, molte madri gridavano:
“l’alcool di Al Capone ha ucciso mio figlio in un
mese”. Dimenticando però che l’alcool del
mercato illegale, privo di controlli e prodotto senza scrupoli
e in perfetta ignoranza sanitaria, arrivava a contenere fino
al 5% di letale alcol metilico!
Come dimostra la storia il proibizionismo è un vicolo
cieco.
Consapevoli di parlare di argomenti che “non sono popolari”
ci appelliamo al buon senso di tutti e chiediamo al mondo politico
di non ricorrere alle invettive o a illazioni che attribuiscono
ai cantanti il ruolo di promotori della droga. Da loro ci aspettiamo
un dibattito costruttivo che eviti mistificazioni, strumentalizzazioni
e/o abusati luoghi comuni su eventuali “vite spericolate”
che tutti sogniamo a occhi aperti, a 20 anni come a 40, senza
che questo significhi “vite drogate”.
Ringraziando tutti per la pazienza, ci scusiamo per il disturbo
e torniamo a fare il nostro “mestiere”.
Firmato
Vasco Rossi, Ligabue, Giorgia, Paolo Conte, Jovanotti,
Francesco Guccini, Antonello Venditti, Enzo Jannacci, Fiorella
Mannoia, Articolo 31, Irene Grandi, Stadio, Gemelli Diversi,Francesco
Renga, Laura Pausini, Lucio Dalla, Negrita, Niccolò Fabi,
Piero Pelù, Francesco Baccini, Samuele Bersani, Frankie
Hi-Nrg Mc,La Crus, Simona Bencini, Avion Travel, Pacifico, Omar
Pedrini, Daniele Silvestri, Zucchero