
22.11.2001
Droghe, l'allarme degli operatori
Riduzione del danno, un convegno della Cgil per decidere le
risposte all'attacco del governo
MARINA IMPALLOMENI - ROMA
Difendere l'idea di una politica sulle droghe declinata in termini
di riduzione del danno piuttosto che di astinenza a tutti i
costi e, con essa, difendere i diritti dei consumatori e la
nozione stessa di un "sistema integrato dei servizi"
che veda il servizio pubblico lavorare insieme al privato sociale.
Questo l'obiettivo comune dei tanti operatori - del pubblico
e del privato sociale - che si sono incontrati ieri a Roma nell'ambito
dell'iniziativa "Droghe: Europa o ideologia?" promossa
dal Dipartimento diritti di cittadinanza della Cgil.
L'iniziativa è stata un'occasione per ragionare intorno
a questi temi, ma anche per formulare proposte operative di
mobilitazione. E, non a caso, Vittorio Agnoletto ha scelto proprio
questa sede "collettiva" per annunciare di essere
indagato, insieme ad altri operatori, per aver prodotto un opuscolo
informativo sulle droghe ispirato alle politiche di riduzione
del danno.
Nell'introdurre i lavori, Giuseppe Bortone (Dipartimento diritti
di cittadinanza Cgil) ha sottolineato come il sistema integrato
dei servizi svolga un ruolo determinante di mediazione sociale
e culturale, a fronte dei drammatici processi di rottura della
solidarietà e di disgregazione culturale, anche all'interno
del mondo del lavoro. E Elio D'Orazio, della Funzione pubblica
Cgil, ha posto l'accento su quanto sia importante garantire
la qualità delle condizioni di lavoro a chi opera in
questo difficile campo. Soprattutto, nei vari interventi è
emersa la consapevolezza di come la politica del governo configuri
un vero e proprio attacco culturale a ciò che resta del
welfare. "E' importante - ha detto Agnoletto - che questa
non sia solo una battaglia di settore. L'attacco alla riduzione
del danno è un attacco complessivo, basato su un approccio
totalizzante". "E' in atto - è l'opinione di
Betty Leone (segretaria confederale Cgil) una vera e propria
destrutturazione dello stato sociale, mentre ci viene proposto
un modello di 'solidarietà compassionevole'. Anche sulle
tossicodipendenze, Berlusconi ci porta fuori dall'Europa".
Anche Cecilia D'Elia (presidente di Forum Droghe), ha sottolineato
la profonda politicità dell'attacco in corso: "la
politica sulle droghe - ha detto - è paradigmatica di
come la società si organizza". E don Andrea Gallo
(comunità San Benedetto al Porto di Genova), ha aggiunto:
"Mi chiedo: ma come è possibile cancellare lo sforzo
di tanti anni di accogliere tutti i tossicodipendenti, a partire
dai loro diritti di cittadini?".
Un campo difficile, quello delle tossicodipendenze, ma che pure
ha dato i suoi risultati. "La capacità di questo
sistema integrato di servizi di attrarre i pazienti - aveve
detto Bortone nell'introduzione - è di molto aumentata
negli ultimi anni: decine e decine di migliaia di utenti in
più a partire dall'inizio degli anni '90". Se i
risultati dunque ci sono, il punto è come valorizzarli:
in questo senso, da più parti sono arrivate sollecitazioni
a mettere in piedi forme di coordinamento e di mobilitazione
per rispondere agli attacchi del governo, a partire - secondo
D'Elia - da quel cartello di associazioni e operatori che si
era costituito in occasione della Conferenza nazionale sulle
droghe di Genova. Leopoldo Grosso (Gruppo Abele di Torino) individua
alcuni "punti fondamentali" su cui lavorare: stare
in Europa, difendere in welfare e il diritto alla libertà
terapeutica. Stefano Vecchio (dirigente Sert di Napoli) ha sottolineato
la necessità di "ricostituire le nostre ragioni
politico-culturali" (rimettendo in discussione, ad esempio,
la nozione di tossicodipendenza come malattia cronica recidivante),
e ha denunciato il fatto che il processo in atto di smantellamento
dello stato sociale nasce già col governo di centro-sinistra.
Daniele Farina (centro sociale Leoncavallo e Movimento di massa
antiproibizionista) ha annunciato una campagna nazionale "contro
il disegno neo-proibizionista Sirchia-Fini" con una grande
presenza della disobbedienza antiproibizionista la prossima
primavera a San Patrignano. Claudio Cippitelli (presidente del
Coordinamento nazionale Nuove Droghe) ha sottolineato invece
la ferma intenzione di non dare nessuna delega a "specialisti",
pubblici o privati che essi siano.
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