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Una lunga giornata a Castelfranco (e Roma)
Le agenzie del 21 marzo.
CONTRO CASTELFRANCO PRESIDIO IN VIA ARENULA
Prc: "Assedieremo conferenza governo su droghe a settembre
Roma, 21 mar. (Apcom) - Dopo il blitz di questa mattina al Dipartimento
Nazionale Antidroga, attivisti dei collettivi Esc e Astra, accompagnati
da rappresentanti di Prc, Verdi e della Cgil, hanno svolto questo
pomeriggio un presidio nei pressi del ministero della Giustizia
per protestare contro l'inaugurazione della struttura di Castelfranco
Emilia, destinata a tossicodipendenti con reati alle spalle. "Legge
Fini sulle droghe, un arresto in ogni famiglia", recita lo striscione
esibito dai manifestanti per sottolineare che la loro protesta
contesta sia la struttura di Castelfranco che il Ddl Fini "proibizionista"
sulle droghe. Con un sottofondo di musica diffusa da un impianto
di amplificazione, gli attivisti hanno messo in scena una performance
teatrale, vestiti da detenuti. "Noi non vogliamo che i tossicodipendenti
vadano in carcere - spiega Franco Corleone del Forum Droghe -.
Giovanardi, Fini, Mantovano vogliono una legge che porterà decine
di migliaia di persone in carcere. Sicuramente se ne vergognano
e non dicono perciò che la struttura di Castelfranco è un carcere,
limitandosi a definirla una 'comunità'". Paolo Cento dei Verdi
denuncia la "gestione privatistica del sistema penale", riferendosi
alla struttura di Castelfranco. "Chiediamo che Castelli e Giovanardi
vengano in Parlamento e rendano noto questo progetto che si inserisce
nelle linee proibizioniste e repressive". Per Cento, "non c'è
bisogno di attendere che venga approvato il Ddl Fini sulle droghe.
E' sufficiente pensare che se venisse approvata la legge sull'aumento
dell'aggravante per i recidivi, ovvero le contestazioni più tipiche
per i tossicodipendenti, rischierebbe di esplodere il pianeta
carcere, senza considerare il fatto che importeremmo in Italia
il modello americano senza discuterne in Parlamento". Giuseppe
Bortone della Cgil nazionale denuncia che "i 7mila operatori dei
Sert vedono nel sistema carcerario solo l'ultima ratio". Francesco
Piobbichi del Prc sottolinea che "una legge che fa pena, ovvero
il Ddl Fini, non poteva che partire dall'apertura di un carcere
privato, quello di Castelfranco, per la cura coatta dei tossicodipendenti".
Rifondazione e Giovani comunisti annunciano iniziative contro
la legge Fini nelle scuole e "l'accerchiamento, il 21 settembre
prossimo, della Conferenza nazionale sulla droga organizzata a
Pescara dal governo".
CARCERI: ROMA, CARTELLO 'CONFINIZERO' E
CENTRI SOCIALI PROTESTANO CONTRO ISTITUTO CASTELFRANCO = MANIFESTAZIONE
DAVANTI AL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA
Roma, 21 mar. - (Adnkronos) - A Roma, oggi in via Arenula nei
pressi del ministero di Grazia e Giustizia il 'cartello confinizero'
e i centri sociali della capitale hanno organizzato un presidio
di protesta e una conferenza stampa per contestare la legge voluta
dal vice presidente del consiglio, Gianfranco Fini, e contro il
carcere per tossicodipendenti inaugurato questa mattina in Emilia
alla presenza del ministro di grazia e giustizia Roberto Castelli.
''Vogliamo chiarire quanto proibizionista sia la legge voluta
da Fini''. Ha dichiarato il rappresentante di forum-droghe, Franco
Corleone, ai giornalisti intervenuti al presidio '' con questa
legge - ha continuato Corleone - si va in carcere in qualita'
di consumatore e di spacciatore se si e' in possesso di un quantitativo
di marjuana superiore ai 250 milligrammi, ossia se si ha con se'
otto spinelli''. Tra i presenti anche il coordinatore politico
dei verdi, Paolo Cento '' noi pretendiamo che il ministro Castelli
- ha dichiarato Cento - venga in parlamento ad esporre chiaramente
come intende attuare il progetto che vede responsabile la comunita'
di S.Patrignano gestore del carcere oggi inaugurato a Castelfranco
Emilia. Il modello a cui questo ' carcere per tossicodipendenti'
si ispira, e' quello americano - ha continuato - c'e' il rischio
cosi' che si regoli la pena in maniera privatistica. Sarebbe questo
- ha concluso il rappresentante dei verdi - un modello di amministrazione
della giustizia mai discusso e tantomeno mai approvato dal parlamento
italiano''.
CARCERI:CASTELFRANCO: PROTESTA DAVANTI A
MINISTERO GIUSTIZIA
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - La divisa a strisce del carcerato, con
tanto di palla al piede e lo sferragliare delle catene che risuona
da un altoparlante. A pochi metri da via Arenula, dove ha sede
il ministero della Giustizia, le associazioni antiproibizioniste
rappresentate da Confinizero (tra cui Lilliput e Antigone), affiancate
dagli attivisti dei collettivi Esc e Astra (reduci dal blitz di
stamane al Dipartimento Antidroga) e da rappresentanti di Verdi,
Prc e Cgil, hanno protestato contro l'inaugurazione del carcere
di Castelfranco Emilia destinato ai detenuti tossicodipendenti
''Legge Fini sulle droghe: un arresto in ogni famiglia'': cosi'
recita uno dei tanti striscioni srotolati da una cinquantina di
manifestanti, mentre gli altoparlanti trasmettono a tutto volume
i rumori della vita in carcere. Il fatto di aver coinvolto la
comunita' di San Patrignano nel carcere di Castelfranco non e'
altro - denunciano i rappresentanti di Confinizero - che ''una
manovra consequenziale rispetto alla logica veicolata nella legge
Fini sulle droghe che conferisce ai provati la possibilita' di
decretare lo stato di tossicodipendenza del soggetto, prendendolo
in cura grazie a lauti contributi statali''. ''E' vero che la
sicurezza viene affidata al Dap - dice Patrizio Gonnella di Antigone
- ma il trattamento terapeutico spettera' a San Patrignano. Qui
c'e' una sola filosofia, quella di Muccioli''. ''Noi non vogliamo
che i tossicodipendenti vadano in carcere - spiega Franco Corleone,
del Forum Droghe -. Castelli, Giovanardi, Fini e Mantovano vogliono
una legge che portera' decine di migliaia di persone in carcere.
Sicuramente se ne vergognano e non dicono percio' che la struttura
di Castelfranco e' un carcere, limitandosi a definirla una 'comunita'
''. Paolo Cento, deputato dei Verdi, punta il dito contro ''la
gestione privatistica del sistema penale'', e chiede che il governo
riferisca in Parlamento sul progetto di Castelfranco. E avverte:
''non c'e' bisogno che venga approvato il Ddl Fini sulle droghe
perche' e' sufficiente pensare che se venisse approvata la legge
sull'aumento dell'aggravante per i recidivi, vale a dire le contestazioni
piu' tipiche per i tossicodipendenti, il pianeta carcere rischierebbe
di esplodere. Cosi' facendo importeremmo in Italia il modello
americano senza discuterne in Parlamento''. Francesco Piobocchi,
di Rifondazione Comunista, accusa: ''Una legge che fa pena, ovvero
il Ddl Fini, non poteva che partire dall'apertura di un carcere
privato, quello di Castelfranco, per la cura coatta dei tossicodipendenti''.
E proprio contro la legge Fini, Prc e Giovani comunisti annunciano
''l' accerchiamento, il 21 settembre prossimo, della Conferenza
nazionale sulla droga organizzata a Pescara dal governo''. Anche
per i no-global e per le sigle antiproibizioniste come 'Esc' e
'Astra' la battaglia e' ''appena cominciata''. ''L' occupazione
simbolica di oggi del Dipartimento Antidroga e' una prima tappa
- dice Luca Blasi, di Astra -. Vogliamo che i partiti di sinistra
e i sindacati dicano una parola chiara sul problema carceri e
tossicodipendenza. Non possiamo essere ambigui come e' stata oggi
la Cgil che ha condannato i blocchi stradali sulla via Emilia
a Castelfranco''.
CARCERI: CASTELFRANCO; BLITZ NO GLOBAL
E PROTESTE (ANSA) - ROMA, 21 MAR - Condanne e proteste,
da quelle estreme dei no-global che con un blitz occupano il Dipartimento
Antidroga a Roma, al sit-in davanti al ministero della Giustizia,
fino alla richiesta, piccata, del maggiore sindacato di polizia
penitenziaria, il Sappe, di incontrare il Guardasigilli Castelli
per avere chiarimenti su un progetto che rischia di essere ''il
primo passo verso la privatizzazione delle carceri''. L'inaugurazione
della casa reclusione a custodia attenuata per detenuti tossicodipendenti
a Castelfranco Emilia (Modena) ha fatto esplodere la polemica
su un'iniziativa che coinvolge la comunita' di San Patrignano.
Che la giornata si preannunciasse difficile lo si era capito subito:
di prima mattina, mentre i ministri Castelli e Giovanardi e il
sottosegretario Mantovano si recavano ad inaugurare il carcere
di Castelfranco, circa 200 tra no-global, esponenti di Prc (tra
cui la parlamentare Titti De Simone) e dei Verdi, Cgil, anarchici,
bloccavano la via Emilia, esponendo uno striscione con la scritta
'Un carcere per tossicodipendenti, due Cpt, Basta lager in Emilia-Romagna''.
Intanto a Roma, una sessantina di no-global davano l'assalto al
Diparimento Antidroga: studenti e precari appartenenti organizzazioni
'Esc' e 'Astra', hanno attaccato uno striscione sul cancello del
Dipartimento, con su scritto ''Il consumo non si chiude in carcere.
Fini e Muccioli piantatela''. Il blitz si e' concluso con la denuncia
di una ventina di no-global per manifestazione non autorizzata.
La ''scientifica controinformazione'' denunciata da Castelli,
che da Castelfranco ha escluso categoricamente una co-gestione
di San Patrignano nella struttura carceraria di Castelfranco,
non ha gettato acqua sul fuoco. Anzi. Davanti al ministero della
Giustizia, in Via Arenula, si sono ritrovate nel pomeriggio le
associazioni antiproibizioniste rappresentate da Confinizero (tra
cui Lilliput e Antigone), affiancate dagli attivisti dei collettivi
Esc e Astra (reduci dal blitz di stamane al Dipartimento Antidroga)
e da rappresentanti di Verdi, Prc e Cgil. La loro protesta ''teatrale'',
con tanto di carcerati con la divisa a strisce e la palla al piede,
ha preso le mosse dal caso Castelfranco per arrivare a puntare
il dito contro il ddl Fini sulla tossicodipendenza. Paolo Cento,
deputato dei Verdi, ha denunciato ''la gestione privatistica del
sistema penale'', e chiede che il governo riferisca in Parlamento
sul progetto di Castelfranco. E ha avvertito: ''non c'e' bisogno
che venga approvato il Ddl Fini sulle droghe perche' e' sufficiente
pensare che se venisse approvata la legge sull'aumento dell' aggravante
per i recidivi, vale a dire le contestazioni piu' tipiche per
i tossicodipendenti, il pianeta carcere rischierebbe di esplodere''.
A chiedere che Castelli chiarisca in Parlamento e' anche e Massimo
Brutti (Ds), mentre per Marco Rizzo dei Comunisti il progetto
di Castelfranco e' ''un grande spot pre-elettorale che presenta
parecchie ombre'' a dimostrazione del fatto che ''la Cdl brama
uno stato illiberale esecutore di ricoveri coatti''. I parlamentari
di An fanno quadrato a difesa del progetto e bollano le proteste
dell'opposizione come ''paradossali e schizofreniche'' (Roberto
Pedrizzi), oltre che ''ridicole'' (Antonio Caruso). Ma su Castelfranco
si levano voci critiche anche dai piu' rappresentativi sindacati
di polizia penitenziaria. Il Sappe fa sapere di essere stato tenuto
all'oscuro del progetto e fa sapere che i ''cinquanta agenti che
operano a Castelfranco non sono stati minimamente preparati per
il recupero dei tossicodipendenti. Siamo perplessi e contrariati''.
Altrettanto denuncia l'Osapp, che parla di un 'progetto pubblicitario
e di natura politica, i cui effetti negativi non potranno che
ricadere sulla polizia penitenziaria''. 'Un progetto ambiguo per
le sue caratteristiche e per le sue finalita'', aggiunge Fabrizio
Rossetti della Cgi-peniteniziari. Unica voce a favore e' quella
della Cisl, che con Marco Mammucari parla di iniziativa ''progetto
di ampio respiro''.
CARCERI: CASTELFRANCO; SAPPE, COSTERNATI
DA PROGETTO-SPOT
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - ''Un progetto che assomiglia tanto a un'azione
pubblicitaria'' su cui ''la polizia penitenziaria non e' stata
minimamente informata'': il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria
(Sappe) e' ''fortemente contrario'' alla casa di reclusione attenuata
per detenuti tossicodipendenti inaugurato oggi a Castelfranco
Emilia. ''Siamo perplessi. Non vorremmo che fosse il primo passo
per intraprendere la privatizzazione delle carceri - afferma il
segretario generale del Sappe, Donato Capece - I cinquanta agenti
che operano a Castelfranco non sono stati minimamente preparati
per il recupero dei tossicodipendenti. Come al solito, si fanno
le feste e si lasciano fuori i protagonisti''. Il maggiore dei
sindacati di polizia penitenziaria fa sapere, infatti, di non
essere stato informato del progetto. ''A questo punto chiediamo
un tavolo politico: il ministro Castelli ci coinvolga e ci spieghi
di cosa si tratta''. Per Capece l'inaugurazione della struttura
di Castelfranco ''e' un'operazione di carattere pubblicitario'':
''il problema della tossicodipendenza - conclude - va affrontato
diversamente, con personale preparato e non certo affidando i
detenuti a Muccioli o a San Patrignano. Andrebbero invece cercati
all'interno del carcere spazi 'ad hoc' per il reinserimento sociale
dei detenuti, senza affidarli a comunita' esterne''.
CASTELFRANCO; CISL, UN PROGETTO DI AMPIO
RESPIRO
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - ''Una nuova esperienza nella gestione
delle tossicodipendenze'': e' il giudizio della Cisl sull' istituto
inaugurato oggi a Castelfranco Emilia. Marco Mammucari, coordinatore
Nazionale del settore penitenziario del sindacato, ha presenziato
alla cerimonia di apertura e dice di aver ''potuto verificare,
direttamente dalla voce del Ministro della Giustizia Roberto Castelli
e del Ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi,
che tutte le allarmistiche notizie di una paventata privatizzazione
della struttura sono false. L' esperimento infatti e' quello di
un progetto di ampio respiro che permetta di realizzare compiutamente
gli obiettivi dell' art.27 della Costituzione''. ''Le recenti
modifiche normative, che hanno portato all' esternalizzazione
dei presidi per tossicodipendenze ai SERT delle ASL - aggiunge
- dimostrano l' inadeguatezza dell' intervento che pare rivolgersi
esclusivamente ad una terapia sanitaria del tipo 'a scalare' con
uso di metadone. Questo non aiuta la gestione di questi soggetti
durante la permanenza in carcere e pertanto l'esperienza di Castelfranco
Emilia punta ad un intervento diverso che, coinvolgendo gli Enti
Locali, le ASL, le Istituzioni, i privati e tutto il mondo del
volontariato, possa mettere in pista un modo diverso di concepire
lo stato di espiazione di una pena detentiva con le condizioni
derivanti da tossicodipendenze tesi da sempre sostenuta dalla
Cisl''. La struttura di Castelfranco - sottolinea Mammucari -
''era e rimarra' in completa gestione del DAP e vedra' tutto il
suo personale partecipare direttamente a questa esperienza con
grande impegno, anche in termini di formazione professionale mirata
proprio ad una attivita' specialistica di alto profilo. Riteniamo
pertanto incomprensibili le proteste messe in atto, strumentalmente,
da chi predica costantemente per una maggiore attenzione ai disagi
sociali e che poi, di fronte ad un progetto del genere, si dimostrano
capaci solo di gridare 'al lupo al lupo'. (ANSA).
CARCERI:CASTELFRANCO;DIPARTIMENTO ANTIDROGA,ISOLARE
VIOLENTI
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Un'azione ''intimidatoria e inconcepibile'':
cosi' Andrea Fantoma, direttore generale dell'Ufficio per il monitoraggio
del Dipartimento antidroga, definisce il blitz di stamani al Dipartimento.
''Stamattina a Roma - afferma il dirigente - un gruppo di manifestanti,
appartenenti alle organizzazioni 'Esc' e 'Astra', che si riconoscono
nel cartello 'Confinizero', ha organizzato una violenta protesta
presso la sede del Dipartimento nazionale per le politiche antidroga,
tentando di occuparne gli uffici e interrompendo le attivita'
che si stavano svolgendo''. ''Questa azione intimidatoria - continua
- e' inconcepibile, in quanto il Dipartimento nazionale ha ripetutamente
manifestato la disponibilita' al dialogo con tutte le componenti
e gli operatori del settore''. Secondo Fantoma ''l'efficacia dell'azione
del Dipartimento, che ha intrapreso con le Regioni e con gli operatori
un percorso condiviso che garantisca un'ampia partecipazione in
vista della Conferenza nazionale di Pescara, evidentemente non
e' gradita a chi ha interesse a creare piu' un clima di tensione
sociale che una dialettica serrata ma corretta. Richiamo tutti
a un atteggiamento di responsabilita'; isolare i violenti e gli
intemperanti e' indispensabile per favorire una seria discussione
nel merito dei problemi da affrontare''. Fantoma conclude annunciando
che il Capo Dipartimento, Nicola Carlesi, ha convocato per domani
una conferenza stampa nella quale ''fara' il punto sulla situazione
generale in atto''.
''E' urgente - ha continuato Fantoma - isolare i
violenti che vogliono creare un clima da guerriglia. Parole d'ordine
quali 'assedieremo la Conferenza nazionale del Governo' o 'accerchieremo
Pescara il 21 settembre', che alcuni esponenti del Prc stanno
irresponsabilmente usando, rischiano - ha aggiunto - di creare
un clima di tensione col quale impedire di affrontare un serio
dibattito''. ''Gli operatori del settore - ha concluso - isolino
questi 'cattivi maestri'''.
CARCERI. VERDI: CASTELFRANCO? UNICO FINE
LA RECLUSIONE
(DIRE) - BOLOGNA- "L'istituto che verra' inaugurato oggi sara'
un carcere e gli ospiti saranno dei detenuti, creando cosi' condizioni
psicologicamente inadeguate per le attivita' di recupero". I Verdi
dell'Emilia Romagna (Daniela Guerra, capogruppo in Regione, Pamela
Meier capolista alla provincia di Bologna e Brigliasco Vincenzi
capolista alla provincia di Modena) esprimono totale contrarieta'
al progetto di custodia attenuata per tossicodipendenti di Castelfranco
Emilia. "Riteniamo inammissibile la mancata trasparenza e il mancato
coinvolgimento delle rappresentanze istituzionali locali nel processo
di realizzazione di tale struttura e nella sua futura gestione.
E' inoltre inaccettabile la sperimentazione di un modello privatizzato
delle carceri, con la commistione della gestione tra comunita'
e carcere. La struttura di Castelfranco serve solo a rispondere
a finalita' di reclusione ed allontanamento invece di proporsi
nella dimensione del recupero sociale e di reinserimento quale
deve essere lo scopo della pena- conclude la nota dei Verdi- come
e' prescritto dalla Costituzione".
CARCERI: CASTELFRANCO; BLITZ A ROMA, DENUNCIATI
20 NO GLOBAL
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Una ventina di no global che questa mattina
hanno occupato a Roma gli uffici del Dipartimento nazionale antidroga
sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata. A darne
notizia e' Luca Blasi di Astra, uno dei movimenti che hanno organizzato
il ''blitz simbolico'' nel giorno dell' inaugurazione di quello
che hanno definito il ''primo carcere privato'' a Castelfranco
Emilia. (ANSA).
CARCERI: CASTELFRANCO; CNCA, NON SERVE
UN CARCERE MODELLO
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Il Coordinamento Nazionale Comunita' di
Accoglienza (Cnca) prende le distanze dall'iniziativa di istituire
un carcere per tossicodipendenti a Castelfranco Emilia, una modalita'
che non condivide e nei cui confronti ritiene ''urgente una forte
azione di contrasto''. Il Cnca esprime dunque preoccupazione per
tale proposta e chiede l'avvio di una riflessione seria sulla
questione carcere e tossicodipendenza. Le persone tossicodipendenti
in carcere, affermano, risultano superare le 15.000 unita' ogni
anno, e questo rende necessario ''attivare un piano organico di
interventi piu' che nuove progettazioni 'spot' isolate, non ripetibili
e di forte profumo elettorale e politico''. Le poche informazioni
disponibili sull'esperienza di Castelfranco, secondo Cnca, descrivono
un ''capovolgimento della filosofia dell'intervento delle comunita'
in carcere, con l'assunzione di responsabilita' contenitive e
di supporto alla detenzione da parte degli operatori sociali'',
con ''una rinuncia ai fondamenti stessi del percorso terapeutico,
cioe' la libera scelta e la responsabilita' della persona nell'avvio
e nel prosieguo del programma rieducativo''. In se', precisano,
la presenza degli educatori non modifica da sola la valenza puramente
contenitiva che il carcere attualmente esplica, cioe' che preoccupa
e' la ''proposta di trasformazione dell'educatore in guardia carceraria
e del percorso terapeutico in lavoro in carcere''. Ritengono piuttosto
che il lavoro sia estremamente utile ed efficace in contesti di
affidamento e detenzione alternativa alla struttura carceraria
stessa (la comunita' o i servizi territoriali). Ancora, la federazione
esprime ''viva preoccupazione per il ruolo improprio e inaccettabile
che alcune organizzazioni del privato sociale hanno deciso di
condividere nell'esperienza di Castelfranco Emilia. Riteniamo
che si rischi un'altissima ambiguita', in cui le dimensioni educativa
e trattamentale, come talvolta e' gia' successo, si convertano
in un'esperienza gravemente coercitiva, in una logica puramente
dissuasiva, creando forte ambivalenza tra luoghi della giustizia
e messaggi pseudo-trattamentali''. Rischio, che, secondo le comunita',
a Castelfranco Emilia appaiono ''amplificati anche dal fatto che
tale esperienza viene affidata a realta' del privato sociale di
cui non condividiamo i dichiarati metodi di dissuasione e di contenimento,
a volte estremi, che si vorrebbero legittimati dal fatto che il
fine giustifica i mezzi''. Preoccupa infine ''l'assenza, nella
proposta governativa, di una progettualita' condivisa con la rete
territoriale e lo scavalcamento delle competenze pubbliche territoriali.
Riteniamo, invece, che vadano sviluppate progettazioni e percorsi
condivisi con tutte le componenti sia pubbliche sia private che
con il carcere collaborano: enti locali, Sert, comunita', associazioni,
operatori della giustizia''. ''Non servono le pseudo carceri modello
- concludono - serve un progetto vero e complessivo con interventi
organici e strutturali che prevedano un ricorso ben piu' significativo
e integrato alle misure alternative alla detenzione''.
CARCERI: CASTELFRANCO; OSAPP, PROGETTO POLITICO-PUBBLICITARIO
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Un ''progetto pubblicitario e di natura
politica, i cui effetti negativi non potranno che ricadere sulla
polizia penitenziaria''. Cosi' Leo Beneduci, segretario generale
dell'Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria
(Osapp), giudica il progetto per il recupero di tossicodipendenti
inaugurato oggi a Castelfranco Emilia dai ministri Castelli e
Giovanardi. Un paio di anni fa, quando di comincio' a parlare
del progetto, l'Osapp ebbe contatti con Andrea Muccioli, per avere
assicurazioni dalla Comunita' di San Patrignano circa il fatto
che ''gli agenti di polizia penitenziaria avrebbero seguito un
corso sul trattamento dei tossicodipendenti''. ''Non mi risulta
che cio' sia avvenuto. D'altra parte - aggiunge Beneduci - e'
inaccettabile che la polizia penitenziaria che opera a Castefranco
prenda ordini da soggetti esterni, pur trattandosi di personale
qualificato''. ''Resta pertanto l'incognita - conclude il segretario
generale dell'Osapp - su quale ruolo avranno i 50-60 poliziotti
penitenziari a Castelfranco''.
CARCERI: SI DIVIDE IL FRONTE "ANTI-CASTELFRANCO"
(AGI) - Roma, 21 mar. - Si e' conclusa la manifestazione dei disobbedienti
che hanno bloccato la via Emilia in coincidenza con l'inaugurazione
della Casa di reclusione a custodia attenuata per detenuti tossicodipendenti
di Castelfranco Emilia. Organizzato dal comitato 'contro il carcere'
che riunisce esponenti di Rifondazione, Verdi, Cgil, Arci e Bologna
Social Forum, il sit-in si e' svolto davanti all'ingresso monumentale
del Forte Urbano, dove ha sede l'istituto. Non ci sono stati contatti
tra polizia e dimostranti, circa un centinaio. Alcuni di loro
hanno sparso provocatoriamente semi di canapa sulle aiuole, per
sostenere la liberalizzazione delle droghe leggere, altri hanno
occupato la carreggiata ma verso mezzogiorno hanno sgomberato.
Per prudenza, i comandi di polizia municipale di Modena e Castelfranco
avevano gia' provveduto a deviare il traffico su percorsi alternativi.
I dirigenti sindacali hanno disapprovato l'iniziativa estemporanea
del gruppo dei no global, quando questi si sono spinti sulla strada,
e si sono dissociati ritirando le loro bandiere. L'inaugurazione
si e' svolta regolarmente. Il ministro della Giustizia, Roberto
Castelli, il ministro con delega per i programmi contro la droga,
Carlo Giovanardi, le autorita' e tutti gli invitati hanno potuto
raggiungere senza alcuna difficolta' la sede della cerimonia all'interno
del carcere. Successivamente, il ministro dei Rapporti con il
Parlamento, Carlo Giovanardi ha sostenuto la validita' dell'iniziativa
di Castelfranco che individua una soluzione per 'quei detenuti
tossicodipendenti che non possono uscire dal carcere perche' hanno
commesso pene gravi'. Giovanardi, che ha delega per il coordinamento
della politiche antidroga, ha assicurato la volonta' di coinvolgere
le realta' locali nei percorsi di recupero dei tossicodipendenti
in carcere.
"Capisco che un certo mondo, che dell'inconcludenza
ha fatto una ragione di vita, sia disturbato dal fatto che il
Governo della Casa della Liberta' sia riuscito a passare dalle
parole alle realizzazioni concrete, ma la manifestazione di protesta
per l'apertura della casa di reclusione di Castelfranco Emilia,
destinata alla formazione, al recupero e all'avviamento al lavoro
di detenuti tossicodipendenti, sfonda davvero il muro del ridicolo
e della inconsistenza logica.". Lo dichiara il Sen. Antonino Caruso,
Presidente della Commissione Giustizia del Senato, che aggiunge:
"Paleocomunisti e Verdi; Giovani comunisti e comunisti non globalizzati
sono finalmente allo scoperto, tra coloro che al loro bisogno
di spazio politico a buon mercato sono disposti anche a sacrificare
la vita (altrui): di chi e' finito nelle curve delle droghe e
riesce tuttavia a trovarsi nella condizione fortunata di scontare
la pena per i reati commessi, con la prospettiva reale di un futuro
"normale", di lavoro e di liberta'. La legge Fini sulle droghe
e l'istituto di Castelfranco Emilia muovono, ciascuno per la sua
via, solo ed esattamente in questa direzione, con proposte attuabili
e con fatti concreti, e non con le solite parole al vento cui
siamo stati abituati per trent'anni e che sono la causa diretta
delle centinaia di migliaia di tragedie che hanno rovinato le
vita di persone e funestato quelle delle loro famiglie.". "In
realta' il vero problema di Castelfranco Emilia - prosegue Caruso
- e' solo quello, ma ancora per poco, di essere uno solo. La via
e' quella giusta, e Governo e maggioranza la perseguiranno con
determinazione e senza preoccuparsi di trovare strade occupate:
tanto si tratta di un problema, quello che si sta affrontando,
della droga e di chi ne paga le conseguenze sulla sua pelle, che
i cittadini capiscono bene e su cui non solo sono in grado di
schivare le trappole di una disinformazione di antica e definitivamente
passata memoria, ma anche di sapere bene distinguere tra chi vuole
vera liberta' e salute, e chi - premeditatamente e per convenienza,
o anche solo per irresponsabilita' - predica falsa liberta' e
morte." "Sento che la CGIL - conclude Caruso - e' anch'essa della
partita dei contestatori e alla stessa rivolgo un forte appello:
si chiami fuori, in fretta e con decisione, per non mortificare
il lavoro degli agenti di polizia penitenziaria che ad essa sono
iscritti e che devono concorrere da protagonisti e a tutto titolo
- come gli altri - a nuove esperienze come quella di Castelfranco
Emilia.".
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