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Speciale #10 La war on drugs all'italiana

 

Una lunga giornata a Castelfranco (e Roma)
Le agenzie del 21 marzo.

CONTRO CASTELFRANCO PRESIDIO IN VIA ARENULA Prc: "Assedieremo conferenza governo su droghe a settembre
Roma, 21 mar. (Apcom) - Dopo il blitz di questa mattina al Dipartimento Nazionale Antidroga, attivisti dei collettivi Esc e Astra, accompagnati da rappresentanti di Prc, Verdi e della Cgil, hanno svolto questo pomeriggio un presidio nei pressi del ministero della Giustizia per protestare contro l'inaugurazione della struttura di Castelfranco Emilia, destinata a tossicodipendenti con reati alle spalle. "Legge Fini sulle droghe, un arresto in ogni famiglia", recita lo striscione esibito dai manifestanti per sottolineare che la loro protesta contesta sia la struttura di Castelfranco che il Ddl Fini "proibizionista" sulle droghe. Con un sottofondo di musica diffusa da un impianto di amplificazione, gli attivisti hanno messo in scena una performance teatrale, vestiti da detenuti. "Noi non vogliamo che i tossicodipendenti vadano in carcere - spiega Franco Corleone del Forum Droghe -. Giovanardi, Fini, Mantovano vogliono una legge che porterà decine di migliaia di persone in carcere. Sicuramente se ne vergognano e non dicono perciò che la struttura di Castelfranco è un carcere, limitandosi a definirla una 'comunità'". Paolo Cento dei Verdi denuncia la "gestione privatistica del sistema penale", riferendosi alla struttura di Castelfranco. "Chiediamo che Castelli e Giovanardi vengano in Parlamento e rendano noto questo progetto che si inserisce nelle linee proibizioniste e repressive". Per Cento, "non c'è bisogno di attendere che venga approvato il Ddl Fini sulle droghe. E' sufficiente pensare che se venisse approvata la legge sull'aumento dell'aggravante per i recidivi, ovvero le contestazioni più tipiche per i tossicodipendenti, rischierebbe di esplodere il pianeta carcere, senza considerare il fatto che importeremmo in Italia il modello americano senza discuterne in Parlamento". Giuseppe Bortone della Cgil nazionale denuncia che "i 7mila operatori dei Sert vedono nel sistema carcerario solo l'ultima ratio". Francesco Piobbichi del Prc sottolinea che "una legge che fa pena, ovvero il Ddl Fini, non poteva che partire dall'apertura di un carcere privato, quello di Castelfranco, per la cura coatta dei tossicodipendenti". Rifondazione e Giovani comunisti annunciano iniziative contro la legge Fini nelle scuole e "l'accerchiamento, il 21 settembre prossimo, della Conferenza nazionale sulla droga organizzata a Pescara dal governo".

CARCERI: ROMA, CARTELLO 'CONFINIZERO' E CENTRI SOCIALI PROTESTANO CONTRO ISTITUTO CASTELFRANCO = MANIFESTAZIONE DAVANTI AL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA
Roma, 21 mar. - (Adnkronos) - A Roma, oggi in via Arenula nei pressi del ministero di Grazia e Giustizia il 'cartello confinizero' e i centri sociali della capitale hanno organizzato un presidio di protesta e una conferenza stampa per contestare la legge voluta dal vice presidente del consiglio, Gianfranco Fini, e contro il carcere per tossicodipendenti inaugurato questa mattina in Emilia alla presenza del ministro di grazia e giustizia Roberto Castelli. ''Vogliamo chiarire quanto proibizionista sia la legge voluta da Fini''. Ha dichiarato il rappresentante di forum-droghe, Franco Corleone, ai giornalisti intervenuti al presidio '' con questa legge - ha continuato Corleone - si va in carcere in qualita' di consumatore e di spacciatore se si e' in possesso di un quantitativo di marjuana superiore ai 250 milligrammi, ossia se si ha con se' otto spinelli''. Tra i presenti anche il coordinatore politico dei verdi, Paolo Cento '' noi pretendiamo che il ministro Castelli - ha dichiarato Cento - venga in parlamento ad esporre chiaramente come intende attuare il progetto che vede responsabile la comunita' di S.Patrignano gestore del carcere oggi inaugurato a Castelfranco Emilia. Il modello a cui questo ' carcere per tossicodipendenti' si ispira, e' quello americano - ha continuato - c'e' il rischio cosi' che si regoli la pena in maniera privatistica. Sarebbe questo - ha concluso il rappresentante dei verdi - un modello di amministrazione della giustizia mai discusso e tantomeno mai approvato dal parlamento italiano''.

CARCERI:CASTELFRANCO: PROTESTA DAVANTI A MINISTERO GIUSTIZIA
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - La divisa a strisce del carcerato, con tanto di palla al piede e lo sferragliare delle catene che risuona da un altoparlante. A pochi metri da via Arenula, dove ha sede il ministero della Giustizia, le associazioni antiproibizioniste rappresentate da Confinizero (tra cui Lilliput e Antigone), affiancate dagli attivisti dei collettivi Esc e Astra (reduci dal blitz di stamane al Dipartimento Antidroga) e da rappresentanti di Verdi, Prc e Cgil, hanno protestato contro l'inaugurazione del carcere di Castelfranco Emilia destinato ai detenuti tossicodipendenti ''Legge Fini sulle droghe: un arresto in ogni famiglia'': cosi' recita uno dei tanti striscioni srotolati da una cinquantina di manifestanti, mentre gli altoparlanti trasmettono a tutto volume i rumori della vita in carcere. Il fatto di aver coinvolto la comunita' di San Patrignano nel carcere di Castelfranco non e' altro - denunciano i rappresentanti di Confinizero - che ''una manovra consequenziale rispetto alla logica veicolata nella legge Fini sulle droghe che conferisce ai provati la possibilita' di decretare lo stato di tossicodipendenza del soggetto, prendendolo in cura grazie a lauti contributi statali''. ''E' vero che la sicurezza viene affidata al Dap - dice Patrizio Gonnella di Antigone - ma il trattamento terapeutico spettera' a San Patrignano. Qui c'e' una sola filosofia, quella di Muccioli''. ''Noi non vogliamo che i tossicodipendenti vadano in carcere - spiega Franco Corleone, del Forum Droghe -. Castelli, Giovanardi, Fini e Mantovano vogliono una legge che portera' decine di migliaia di persone in carcere. Sicuramente se ne vergognano e non dicono percio' che la struttura di Castelfranco e' un carcere, limitandosi a definirla una 'comunita' ''. Paolo Cento, deputato dei Verdi, punta il dito contro ''la gestione privatistica del sistema penale'', e chiede che il governo riferisca in Parlamento sul progetto di Castelfranco. E avverte: ''non c'e' bisogno che venga approvato il Ddl Fini sulle droghe perche' e' sufficiente pensare che se venisse approvata la legge sull'aumento dell'aggravante per i recidivi, vale a dire le contestazioni piu' tipiche per i tossicodipendenti, il pianeta carcere rischierebbe di esplodere. Cosi' facendo importeremmo in Italia il modello americano senza discuterne in Parlamento''. Francesco Piobocchi, di Rifondazione Comunista, accusa: ''Una legge che fa pena, ovvero il Ddl Fini, non poteva che partire dall'apertura di un carcere privato, quello di Castelfranco, per la cura coatta dei tossicodipendenti''. E proprio contro la legge Fini, Prc e Giovani comunisti annunciano ''l' accerchiamento, il 21 settembre prossimo, della Conferenza nazionale sulla droga organizzata a Pescara dal governo''. Anche per i no-global e per le sigle antiproibizioniste come 'Esc' e 'Astra' la battaglia e' ''appena cominciata''. ''L' occupazione simbolica di oggi del Dipartimento Antidroga e' una prima tappa - dice Luca Blasi, di Astra -. Vogliamo che i partiti di sinistra e i sindacati dicano una parola chiara sul problema carceri e tossicodipendenza. Non possiamo essere ambigui come e' stata oggi la Cgil che ha condannato i blocchi stradali sulla via Emilia a Castelfranco''.

CARCERI: CASTELFRANCO; BLITZ NO GLOBAL E PROTESTE (ANSA) - ROMA, 21 MAR - Condanne e proteste, da quelle estreme dei no-global che con un blitz occupano il Dipartimento Antidroga a Roma, al sit-in davanti al ministero della Giustizia, fino alla richiesta, piccata, del maggiore sindacato di polizia penitenziaria, il Sappe, di incontrare il Guardasigilli Castelli per avere chiarimenti su un progetto che rischia di essere ''il primo passo verso la privatizzazione delle carceri''. L'inaugurazione della casa reclusione a custodia attenuata per detenuti tossicodipendenti a Castelfranco Emilia (Modena) ha fatto esplodere la polemica su un'iniziativa che coinvolge la comunita' di San Patrignano. Che la giornata si preannunciasse difficile lo si era capito subito: di prima mattina, mentre i ministri Castelli e Giovanardi e il sottosegretario Mantovano si recavano ad inaugurare il carcere di Castelfranco, circa 200 tra no-global, esponenti di Prc (tra cui la parlamentare Titti De Simone) e dei Verdi, Cgil, anarchici, bloccavano la via Emilia, esponendo uno striscione con la scritta 'Un carcere per tossicodipendenti, due Cpt, Basta lager in Emilia-Romagna''. Intanto a Roma, una sessantina di no-global davano l'assalto al Diparimento Antidroga: studenti e precari appartenenti organizzazioni 'Esc' e 'Astra', hanno attaccato uno striscione sul cancello del Dipartimento, con su scritto ''Il consumo non si chiude in carcere. Fini e Muccioli piantatela''. Il blitz si e' concluso con la denuncia di una ventina di no-global per manifestazione non autorizzata. La ''scientifica controinformazione'' denunciata da Castelli, che da Castelfranco ha escluso categoricamente una co-gestione di San Patrignano nella struttura carceraria di Castelfranco, non ha gettato acqua sul fuoco. Anzi. Davanti al ministero della Giustizia, in Via Arenula, si sono ritrovate nel pomeriggio le associazioni antiproibizioniste rappresentate da Confinizero (tra cui Lilliput e Antigone), affiancate dagli attivisti dei collettivi Esc e Astra (reduci dal blitz di stamane al Dipartimento Antidroga) e da rappresentanti di Verdi, Prc e Cgil. La loro protesta ''teatrale'', con tanto di carcerati con la divisa a strisce e la palla al piede, ha preso le mosse dal caso Castelfranco per arrivare a puntare il dito contro il ddl Fini sulla tossicodipendenza. Paolo Cento, deputato dei Verdi, ha denunciato ''la gestione privatistica del sistema penale'', e chiede che il governo riferisca in Parlamento sul progetto di Castelfranco. E ha avvertito: ''non c'e' bisogno che venga approvato il Ddl Fini sulle droghe perche' e' sufficiente pensare che se venisse approvata la legge sull'aumento dell' aggravante per i recidivi, vale a dire le contestazioni piu' tipiche per i tossicodipendenti, il pianeta carcere rischierebbe di esplodere''. A chiedere che Castelli chiarisca in Parlamento e' anche e Massimo Brutti (Ds), mentre per Marco Rizzo dei Comunisti il progetto di Castelfranco e' ''un grande spot pre-elettorale che presenta parecchie ombre'' a dimostrazione del fatto che ''la Cdl brama uno stato illiberale esecutore di ricoveri coatti''. I parlamentari di An fanno quadrato a difesa del progetto e bollano le proteste dell'opposizione come ''paradossali e schizofreniche'' (Roberto Pedrizzi), oltre che ''ridicole'' (Antonio Caruso). Ma su Castelfranco si levano voci critiche anche dai piu' rappresentativi sindacati di polizia penitenziaria. Il Sappe fa sapere di essere stato tenuto all'oscuro del progetto e fa sapere che i ''cinquanta agenti che operano a Castelfranco non sono stati minimamente preparati per il recupero dei tossicodipendenti. Siamo perplessi e contrariati''. Altrettanto denuncia l'Osapp, che parla di un 'progetto pubblicitario e di natura politica, i cui effetti negativi non potranno che ricadere sulla polizia penitenziaria''. 'Un progetto ambiguo per le sue caratteristiche e per le sue finalita'', aggiunge Fabrizio Rossetti della Cgi-peniteniziari. Unica voce a favore e' quella della Cisl, che con Marco Mammucari parla di iniziativa ''progetto di ampio respiro''.

CARCERI: CASTELFRANCO; SAPPE, COSTERNATI DA PROGETTO-SPOT
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - ''Un progetto che assomiglia tanto a un'azione pubblicitaria'' su cui ''la polizia penitenziaria non e' stata minimamente informata'': il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe) e' ''fortemente contrario'' alla casa di reclusione attenuata per detenuti tossicodipendenti inaugurato oggi a Castelfranco Emilia. ''Siamo perplessi. Non vorremmo che fosse il primo passo per intraprendere la privatizzazione delle carceri - afferma il segretario generale del Sappe, Donato Capece - I cinquanta agenti che operano a Castelfranco non sono stati minimamente preparati per il recupero dei tossicodipendenti. Come al solito, si fanno le feste e si lasciano fuori i protagonisti''. Il maggiore dei sindacati di polizia penitenziaria fa sapere, infatti, di non essere stato informato del progetto. ''A questo punto chiediamo un tavolo politico: il ministro Castelli ci coinvolga e ci spieghi di cosa si tratta''. Per Capece l'inaugurazione della struttura di Castelfranco ''e' un'operazione di carattere pubblicitario'': ''il problema della tossicodipendenza - conclude - va affrontato diversamente, con personale preparato e non certo affidando i detenuti a Muccioli o a San Patrignano. Andrebbero invece cercati all'interno del carcere spazi 'ad hoc' per il reinserimento sociale dei detenuti, senza affidarli a comunita' esterne''.

CASTELFRANCO; CISL, UN PROGETTO DI AMPIO RESPIRO
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - ''Una nuova esperienza nella gestione delle tossicodipendenze'': e' il giudizio della Cisl sull' istituto inaugurato oggi a Castelfranco Emilia. Marco Mammucari, coordinatore Nazionale del settore penitenziario del sindacato, ha presenziato alla cerimonia di apertura e dice di aver ''potuto verificare, direttamente dalla voce del Ministro della Giustizia Roberto Castelli e del Ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, che tutte le allarmistiche notizie di una paventata privatizzazione della struttura sono false. L' esperimento infatti e' quello di un progetto di ampio respiro che permetta di realizzare compiutamente gli obiettivi dell' art.27 della Costituzione''. ''Le recenti modifiche normative, che hanno portato all' esternalizzazione dei presidi per tossicodipendenze ai SERT delle ASL - aggiunge - dimostrano l' inadeguatezza dell' intervento che pare rivolgersi esclusivamente ad una terapia sanitaria del tipo 'a scalare' con uso di metadone. Questo non aiuta la gestione di questi soggetti durante la permanenza in carcere e pertanto l'esperienza di Castelfranco Emilia punta ad un intervento diverso che, coinvolgendo gli Enti Locali, le ASL, le Istituzioni, i privati e tutto il mondo del volontariato, possa mettere in pista un modo diverso di concepire lo stato di espiazione di una pena detentiva con le condizioni derivanti da tossicodipendenze tesi da sempre sostenuta dalla Cisl''. La struttura di Castelfranco - sottolinea Mammucari - ''era e rimarra' in completa gestione del DAP e vedra' tutto il suo personale partecipare direttamente a questa esperienza con grande impegno, anche in termini di formazione professionale mirata proprio ad una attivita' specialistica di alto profilo. Riteniamo pertanto incomprensibili le proteste messe in atto, strumentalmente, da chi predica costantemente per una maggiore attenzione ai disagi sociali e che poi, di fronte ad un progetto del genere, si dimostrano capaci solo di gridare 'al lupo al lupo'. (ANSA).

CARCERI:CASTELFRANCO;DIPARTIMENTO ANTIDROGA,ISOLARE VIOLENTI
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Un'azione ''intimidatoria e inconcepibile'': cosi' Andrea Fantoma, direttore generale dell'Ufficio per il monitoraggio del Dipartimento antidroga, definisce il blitz di stamani al Dipartimento. ''Stamattina a Roma - afferma il dirigente - un gruppo di manifestanti, appartenenti alle organizzazioni 'Esc' e 'Astra', che si riconoscono nel cartello 'Confinizero', ha organizzato una violenta protesta presso la sede del Dipartimento nazionale per le politiche antidroga, tentando di occuparne gli uffici e interrompendo le attivita' che si stavano svolgendo''. ''Questa azione intimidatoria - continua - e' inconcepibile, in quanto il Dipartimento nazionale ha ripetutamente manifestato la disponibilita' al dialogo con tutte le componenti e gli operatori del settore''. Secondo Fantoma ''l'efficacia dell'azione del Dipartimento, che ha intrapreso con le Regioni e con gli operatori un percorso condiviso che garantisca un'ampia partecipazione in vista della Conferenza nazionale di Pescara, evidentemente non e' gradita a chi ha interesse a creare piu' un clima di tensione sociale che una dialettica serrata ma corretta. Richiamo tutti a un atteggiamento di responsabilita'; isolare i violenti e gli intemperanti e' indispensabile per favorire una seria discussione nel merito dei problemi da affrontare''. Fantoma conclude annunciando che il Capo Dipartimento, Nicola Carlesi, ha convocato per domani una conferenza stampa nella quale ''fara' il punto sulla situazione generale in atto''.

''E' urgente - ha continuato Fantoma - isolare i violenti che vogliono creare un clima da guerriglia. Parole d'ordine quali 'assedieremo la Conferenza nazionale del Governo' o 'accerchieremo Pescara il 21 settembre', che alcuni esponenti del Prc stanno irresponsabilmente usando, rischiano - ha aggiunto - di creare un clima di tensione col quale impedire di affrontare un serio dibattito''. ''Gli operatori del settore - ha concluso - isolino questi 'cattivi maestri'''.

CARCERI. VERDI: CASTELFRANCO? UNICO FINE LA RECLUSIONE
(DIRE) - BOLOGNA- "L'istituto che verra' inaugurato oggi sara' un carcere e gli ospiti saranno dei detenuti, creando cosi' condizioni psicologicamente inadeguate per le attivita' di recupero". I Verdi dell'Emilia Romagna (Daniela Guerra, capogruppo in Regione, Pamela Meier capolista alla provincia di Bologna e Brigliasco Vincenzi capolista alla provincia di Modena) esprimono totale contrarieta' al progetto di custodia attenuata per tossicodipendenti di Castelfranco Emilia. "Riteniamo inammissibile la mancata trasparenza e il mancato coinvolgimento delle rappresentanze istituzionali locali nel processo di realizzazione di tale struttura e nella sua futura gestione. E' inoltre inaccettabile la sperimentazione di un modello privatizzato delle carceri, con la commistione della gestione tra comunita' e carcere. La struttura di Castelfranco serve solo a rispondere a finalita' di reclusione ed allontanamento invece di proporsi nella dimensione del recupero sociale e di reinserimento quale deve essere lo scopo della pena- conclude la nota dei Verdi- come e' prescritto dalla Costituzione".

CARCERI: CASTELFRANCO; BLITZ A ROMA, DENUNCIATI 20 NO GLOBAL
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Una ventina di no global che questa mattina hanno occupato a Roma gli uffici del Dipartimento nazionale antidroga sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata. A darne notizia e' Luca Blasi di Astra, uno dei movimenti che hanno organizzato il ''blitz simbolico'' nel giorno dell' inaugurazione di quello che hanno definito il ''primo carcere privato'' a Castelfranco Emilia. (ANSA).

CARCERI: CASTELFRANCO; CNCA, NON SERVE UN CARCERE MODELLO
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Il Coordinamento Nazionale Comunita' di Accoglienza (Cnca) prende le distanze dall'iniziativa di istituire un carcere per tossicodipendenti a Castelfranco Emilia, una modalita' che non condivide e nei cui confronti ritiene ''urgente una forte azione di contrasto''. Il Cnca esprime dunque preoccupazione per tale proposta e chiede l'avvio di una riflessione seria sulla questione carcere e tossicodipendenza. Le persone tossicodipendenti in carcere, affermano, risultano superare le 15.000 unita' ogni anno, e questo rende necessario ''attivare un piano organico di interventi piu' che nuove progettazioni 'spot' isolate, non ripetibili e di forte profumo elettorale e politico''. Le poche informazioni disponibili sull'esperienza di Castelfranco, secondo Cnca, descrivono un ''capovolgimento della filosofia dell'intervento delle comunita' in carcere, con l'assunzione di responsabilita' contenitive e di supporto alla detenzione da parte degli operatori sociali'', con ''una rinuncia ai fondamenti stessi del percorso terapeutico, cioe' la libera scelta e la responsabilita' della persona nell'avvio e nel prosieguo del programma rieducativo''. In se', precisano, la presenza degli educatori non modifica da sola la valenza puramente contenitiva che il carcere attualmente esplica, cioe' che preoccupa e' la ''proposta di trasformazione dell'educatore in guardia carceraria e del percorso terapeutico in lavoro in carcere''. Ritengono piuttosto che il lavoro sia estremamente utile ed efficace in contesti di affidamento e detenzione alternativa alla struttura carceraria stessa (la comunita' o i servizi territoriali). Ancora, la federazione esprime ''viva preoccupazione per il ruolo improprio e inaccettabile che alcune organizzazioni del privato sociale hanno deciso di condividere nell'esperienza di Castelfranco Emilia. Riteniamo che si rischi un'altissima ambiguita', in cui le dimensioni educativa e trattamentale, come talvolta e' gia' successo, si convertano in un'esperienza gravemente coercitiva, in una logica puramente dissuasiva, creando forte ambivalenza tra luoghi della giustizia e messaggi pseudo-trattamentali''. Rischio, che, secondo le comunita', a Castelfranco Emilia appaiono ''amplificati anche dal fatto che tale esperienza viene affidata a realta' del privato sociale di cui non condividiamo i dichiarati metodi di dissuasione e di contenimento, a volte estremi, che si vorrebbero legittimati dal fatto che il fine giustifica i mezzi''. Preoccupa infine ''l'assenza, nella proposta governativa, di una progettualita' condivisa con la rete territoriale e lo scavalcamento delle competenze pubbliche territoriali. Riteniamo, invece, che vadano sviluppate progettazioni e percorsi condivisi con tutte le componenti sia pubbliche sia private che con il carcere collaborano: enti locali, Sert, comunita', associazioni, operatori della giustizia''. ''Non servono le pseudo carceri modello - concludono - serve un progetto vero e complessivo con interventi organici e strutturali che prevedano un ricorso ben piu' significativo e integrato alle misure alternative alla detenzione''.

CARCERI: CASTELFRANCO; OSAPP, PROGETTO POLITICO-PUBBLICITARIO
(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Un ''progetto pubblicitario e di natura politica, i cui effetti negativi non potranno che ricadere sulla polizia penitenziaria''. Cosi' Leo Beneduci, segretario generale dell'Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria (Osapp), giudica il progetto per il recupero di tossicodipendenti inaugurato oggi a Castelfranco Emilia dai ministri Castelli e Giovanardi. Un paio di anni fa, quando di comincio' a parlare del progetto, l'Osapp ebbe contatti con Andrea Muccioli, per avere assicurazioni dalla Comunita' di San Patrignano circa il fatto che ''gli agenti di polizia penitenziaria avrebbero seguito un corso sul trattamento dei tossicodipendenti''. ''Non mi risulta che cio' sia avvenuto. D'altra parte - aggiunge Beneduci - e' inaccettabile che la polizia penitenziaria che opera a Castefranco prenda ordini da soggetti esterni, pur trattandosi di personale qualificato''. ''Resta pertanto l'incognita - conclude il segretario generale dell'Osapp - su quale ruolo avranno i 50-60 poliziotti penitenziari a Castelfranco''.

CARCERI: SI DIVIDE IL FRONTE "ANTI-CASTELFRANCO"
(AGI) - Roma, 21 mar. - Si e' conclusa la manifestazione dei disobbedienti che hanno bloccato la via Emilia in coincidenza con l'inaugurazione della Casa di reclusione a custodia attenuata per detenuti tossicodipendenti di Castelfranco Emilia. Organizzato dal comitato 'contro il carcere' che riunisce esponenti di Rifondazione, Verdi, Cgil, Arci e Bologna Social Forum, il sit-in si e' svolto davanti all'ingresso monumentale del Forte Urbano, dove ha sede l'istituto. Non ci sono stati contatti tra polizia e dimostranti, circa un centinaio. Alcuni di loro hanno sparso provocatoriamente semi di canapa sulle aiuole, per sostenere la liberalizzazione delle droghe leggere, altri hanno occupato la carreggiata ma verso mezzogiorno hanno sgomberato. Per prudenza, i comandi di polizia municipale di Modena e Castelfranco avevano gia' provveduto a deviare il traffico su percorsi alternativi. I dirigenti sindacali hanno disapprovato l'iniziativa estemporanea del gruppo dei no global, quando questi si sono spinti sulla strada, e si sono dissociati ritirando le loro bandiere. L'inaugurazione si e' svolta regolarmente. Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, il ministro con delega per i programmi contro la droga, Carlo Giovanardi, le autorita' e tutti gli invitati hanno potuto raggiungere senza alcuna difficolta' la sede della cerimonia all'interno del carcere. Successivamente, il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi ha sostenuto la validita' dell'iniziativa di Castelfranco che individua una soluzione per 'quei detenuti tossicodipendenti che non possono uscire dal carcere perche' hanno commesso pene gravi'. Giovanardi, che ha delega per il coordinamento della politiche antidroga, ha assicurato la volonta' di coinvolgere le realta' locali nei percorsi di recupero dei tossicodipendenti in carcere.

"Capisco che un certo mondo, che dell'inconcludenza ha fatto una ragione di vita, sia disturbato dal fatto che il Governo della Casa della Liberta' sia riuscito a passare dalle parole alle realizzazioni concrete, ma la manifestazione di protesta per l'apertura della casa di reclusione di Castelfranco Emilia, destinata alla formazione, al recupero e all'avviamento al lavoro di detenuti tossicodipendenti, sfonda davvero il muro del ridicolo e della inconsistenza logica.". Lo dichiara il Sen. Antonino Caruso, Presidente della Commissione Giustizia del Senato, che aggiunge: "Paleocomunisti e Verdi; Giovani comunisti e comunisti non globalizzati sono finalmente allo scoperto, tra coloro che al loro bisogno di spazio politico a buon mercato sono disposti anche a sacrificare la vita (altrui): di chi e' finito nelle curve delle droghe e riesce tuttavia a trovarsi nella condizione fortunata di scontare la pena per i reati commessi, con la prospettiva reale di un futuro "normale", di lavoro e di liberta'. La legge Fini sulle droghe e l'istituto di Castelfranco Emilia muovono, ciascuno per la sua via, solo ed esattamente in questa direzione, con proposte attuabili e con fatti concreti, e non con le solite parole al vento cui siamo stati abituati per trent'anni e che sono la causa diretta delle centinaia di migliaia di tragedie che hanno rovinato le vita di persone e funestato quelle delle loro famiglie.". "In realta' il vero problema di Castelfranco Emilia - prosegue Caruso - e' solo quello, ma ancora per poco, di essere uno solo. La via e' quella giusta, e Governo e maggioranza la perseguiranno con determinazione e senza preoccuparsi di trovare strade occupate: tanto si tratta di un problema, quello che si sta affrontando, della droga e di chi ne paga le conseguenze sulla sua pelle, che i cittadini capiscono bene e su cui non solo sono in grado di schivare le trappole di una disinformazione di antica e definitivamente passata memoria, ma anche di sapere bene distinguere tra chi vuole vera liberta' e salute, e chi - premeditatamente e per convenienza, o anche solo per irresponsabilita' - predica falsa liberta' e morte." "Sento che la CGIL - conclude Caruso - e' anch'essa della partita dei contestatori e alla stessa rivolgo un forte appello: si chiami fuori, in fretta e con decisione, per non mortificare il lavoro degli agenti di polizia penitenziaria che ad essa sono iscritti e che devono concorrere da protagonisti e a tutto titolo - come gli altri - a nuove esperienze come quella di Castelfranco Emilia.".

 

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L'Appello contro la repressione nelle scuole
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L'altre legge possibile (DDL 4208)

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Il Forum on line
Una modica quantità di vignette
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Rassegna stampa 2001
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