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Speciale #10 La war on drugs all'italiana

 


24.2.05

Parla l´onorevole Ascierto (An) presidente dell´associazione della quale faceva parte l´ex parà
"Arrigoni? Sì, era un pazzo ma non l´avevo capito"
"Era solo un megalomane che si era fatto fare delle foto con me"

CLAUDIA FUSANI

ROMA -«Basta con le allusioni. E poi non c´è nessun imbarazzo: che c´entriamo io o An se uno che a malapena conosciamo impazzisce e uccide tre persone?». Il funerale dei due agenti di polizia è concluso da poco. L´onorevole Filippo Ascierto, maresciallo dei carabinieri e una specie di ministro dell´Interno ombra in Alleanza Nazionale, lascia Verona e raggiunge Padova. «Non torno subito a Roma, voglio stare vicino alla famiglie, alle mogli, alle madri e ai figli dei poliziotti uccisi. È la cosa più importante in questo momento».
Onorevole, lasciamo perdere le allusioni. Sono un fatto le foto sue e di Arrigoni al convegno sulla droga che lei ha organizzato a Montecitorio, il 17 febbraio.
«Che c´entra... Arrigoni era un megalomane che s´era fatto fare qualche foto con me poi esibita sul sito».
Comunque lei lo ha frequentato: convegni alla Camera, audizioni in Commissione Affari costituzionali, messaggi via mail. Che impressione ha avuto?
«L´ho conosciuto ma non sapevo nulla della sua vita privata, nemmeno che era stato un leghista guardia-spalla di Bossi. Era un dirigente di questa associazione degli investigatori privati...».
Il Con.Ipi?
«Sì, quella, non so bene neppure il nome...».
Onorevole, ne è il presidente.
«Me lo chiese il generale Servolini un anno fa. Ricordo di avergli detto: "Non so dov´è la fregatura, me ne accorgerò strada facendo"».
E Arrigoni?
«L´ho incontrato quattro o cinque volte e mi è sembrato più preparato e equilibrato di molti altri. Non ho mai intravisto la follia dietro di lui».
A Verona è stato un raptus di follia?
«C´è un´inchiesta in corso. Ma sembra la tragedia di un disperato che ha ucciso una prostituta e poi, sorpreso dalla polizia, ha esploso la sua follia contro due poveri poliziotti».
Come ha conosciuto Arrigoni?
«Circa due anni fa viene presentato dal governo e dal ministero dell´Interno un disegno di legge sulla sicurezza sussidiaria, quello attualmente in discussione alla Camera, con cui si intende regolarizzare vigilanza privata e investigatori privati con tanto di albo professionale. Fui contattato dall´associazione degli investigatori tramite il generale Servolini. Ci troviamo d´accordo sul fatto che una cosa è la vigilanza, altro gli investigatori. Le due categorie devono essere regolarizzate ma in albi diversi».
Investigatori come poliziotti. Perché questa convinzione?
«Il giusto processo consente alla difesa di fare indagini in proprio. Ecco perché servono investigatori privati validi e specializzati. Su questo punto nasce un feeling con la Confederazione».
Un feeling è una cosa. Altro organizzare convegni con lei e il ministro Gasparri, i referenti delle forze dell´ordine in Alleanza nazionale.
«Il generale Servolini ha suggerito ad Arrigoni di starmi sotto perché mi dessi da fare per stralciare gli investigatori dal disegno di legge sui vigilantes».
Il presidente del Forum sulle droghe Franco Corleone fa notare come lei organizzi convegni sul proibizionismo con gente dal grilletto facile.
«Sono il primo ad essere esterrefatto da questo tragico episodio: è chiaro che ci sono dei pazzi che vanno in giro con le armi. La pistola va data solo a chi ha i requisiti e la testa».
Il sottosegretario all´Interno Alfredo Mantovano (An) non ha più la delega per la sicurezza sussidiaria. La tragedia di Verona è stata l´occasione per Fi per mettere da parte An e il suo progetto?
«Il Viminale è contrario a dividere vigilanza privata da investigatori. An invece vorrebbe tenerli insieme. Ma la delega è stato rimessa da Mantovano prima che succedesse la tragedia».

 

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