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Speciale #10 La war on drugs all'italiana

 


18.2.05

Corleone, ex sottosegretario Giustizia: "Reprimere non serve"
Legge sulla droga, scontro aperto
"Non criminalizziamo la canapa"

Convegno a Milano sull'uso delle droghe leggere

di BRUNO PERSANO

MILANO - Convegno contro "La criminalizzazione della canapa" questo pomeriggio a Milano: ci sarà Gian Luigi Gessa, neurofarmacologo all'Università di Cagliari, animatore del centro per la ricerca sulla Neurobiologia delle Tossicodipendenze, e Peter Cohen, sociologo dell'Università di Amsterdam, da sempre impegnato nello studio delle tossicodipendenze.

L'appuntamento è stato voluto da Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia in quota ai Verdi, nominato dal comune di Firenze garante dei detenuti, e da Gad Lerner, giornalista, editorialista de La7.

Corleone, cosa pensate di fare contro l'inasprimento delle pene proposto dal governo?

"Il governo vuole criminalizzare l'uso della canapa. Lo vuole fare attraverso una semplificazione della odierna legge, livellando sullo stesso piano eroina, cocaina e canapa. Noi vogliamo mantenere distinti i piani tra droghe leggere e droghe pesanti, e dimostrare che la canapa non deve essere criminalizzata".

E' per questo che avete invitato un farmacologo e un sociologo al vostro convegno?

"Cohen, il sociologo, dimostrerà che inasprire le pene non serve. Ha appena concluso uno studio comparativo tra la realtà olandese, più permissiva verso l'uso della canapa, e San Francisco, negli Stati Uniti, dove invece regna sovrana una legge proibizionista. Ebbene: dove la canapa è tollerata, il consumo è minore".

Ma l'uso della canapa provoca danni all'organismo. Questo il farmacologo non potrà negarlo.

"Il professor Gessa non nasconderà i possibili danni all'organismo ma spiegherà pure gli enormi danni che provoca la detenzione in carcere. E con l'inasprimento delle pene, il numero dei detenuti per questioni di droga salirà vertiginosamente".

Gli altri paesi europei come si comportano?

"In Gran Bretagna, ad esempio, la canapa è stata depenalizzata. In Italia vorrebbero invece cancellare le sei tabelle che distinguono le droghe e le pene accessorie per raccoglierle in un'unica tabella l'intero mondo degli stupefacenti, finendo per associare identiche pene sia per lo spacio dell'eroina che per quello della canapa. Finiremmo per riempire le carceri senza risolvere il problema. E questo non lo vogliamo".

L'appuntamento è alle 17.30, al Fastweb foyer in largo Franco Parenti 1, accanto al teatro Pierlombardo di Milano.

 

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