| a cura di
Leonardo Fiorentini
La War on Drugs all'italiana.
Ci
risiamo, il governo torna alla carica. Il rigurgito punizionista
torna a farsi sentire nel Governo che per bocca di Fini annuncia
un DDL che punisca
anche il consumo si droga entro Natale, con Sirchia
nega la distinzione fra le sostanze e con la Moratti festeggia
i finanziamenti a Muccioli con il vertice
dei Ministri UE a San Patrignano.
Dopo l'annuncio a singhiozzo (prima vienna, poi
la giornata mondiale antidroga) Fini ritenta l'operazione "recupero
e repressione". Insomma più morti, più
malati, più detenuti, come ricorda Franco
Corleone, presidente di Forum Droghe.
Questo l'obiettivo di una guerra alla droga all'italiana
che basa il suo esistere sull'antiscientificità - "la
droga e' un nemico che va combattuto a viso aperto e senza scorciatoie",
Pierferdinando Casini - una politica che ormai rinuncia anche
a trovare una motivazione pretestuosa per dichiarare la guerra
(tipo calssificare una pianta di mariuana come arma di distruzione
di massa) e che rivendica a se la guida morale ed etica della
popolazione.
Punire l'uso, non distinguere fra sostanze, significa
nei fatti condannare milioni di persone al carcere (chissà,
facendo una proiezione dell'ordinamento attuale potrebbero essere
da 8 a 20 anni anche per una sola canna) e colpire le politiche
di riduzione del danno che tanta fatica fanno ad imporsi in italia,
ma che in tutta Europa danno risultati
sia per quanto riguarda la salute dei tossicodipendenti che per
la sicurezza dei cittadini.
E' un governo che dichiara guerra ai propri cittadini
(solo nel 2002 sono state 11.500 le segnalazioni alle prefetture
per uso di sostanze ex art. 75, dati Ministero dell'Interno),
noncurante degli effetti sulle persone e sulla società
di una simile scelta.
Il binomio carcere-comunità e la relativa estensione della
sfera penale risulta funzionale alla repressione di comportamenti,
spesso innocui per la società, con il solo scopo di controllo
ed emarginazione sociale di segmenti di popolazione (v.
intervista a R. Matthews su Fuoriluogo di Novembre 2002) di
cui non interessa più la riabilitazione.
Parafrasando Casini, questo governo va combattuto a viso aperto,
partendo dalle proposte antiproibizioniste riassunte nell'appello
lanciato qualche mese fa da Fuoriluogo e che ha raccolto ad
oggi
adesioni, e coinvolgendo tutti coloro vedono nel disegno punizionista
di Fini, Moratti e Muccioli una delle minacce più gravi
- alla stessa vita dei cittadini - portate avanti da questo governo.
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