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Speciale #8
Genova per noi

 

Speciale #8
Genova per noi...

LETTERA APERTA AL MOVIMENTO

Ci siamo incontrati a Praga, a Nizza, sulla frontiera di Ventimiglia, a Genova e in molti altri luoghi dove abbiamo ritenuto necessario essere per affermare un mondo diverso possibile, che, senza retorica, si nutre di politiche concrete, capaci di disegnarlo in modo diverso da quello delle politiche neoliberiste dominanti. E le politiche alternative al proibizionismo crediamo siano tra queste. Pure ne abbiamo costatato l'assenza nelle piazze, nei dibattiti, nei social Forum. Una responsabilità certo nostra di non aver saputo proporre ma anche un generale difetto di attenzione.
Pure il proibizionismo è una delle più antiche politiche globali del '900, capace di unificare e coordinare le polizie e le legislazioni, i governi e i poteri, ben prima di quasi tutti gli organismi e gli accordi sovranazionali oggi esistenti, da quello multilaterale sugli investimenti a buona parte di quelli di liberoscambio, dall'ONU al FMI, una sorta di pensiero unico ante litteram che ha una parte fondamentale nel disegnare la finanza internazionale superando e confondendo le frontiere della legalità, oltreché della geografia, di scatenare guerre e di sostenerle a tempo indefinito, di legittimare operazioni di "polizia internazionale" prima e le politiche di guerra imperiale permanente oggi, di imporre costi sociali ed economici enormi in ogni parte del globo, di far cadere governi o comprarli.
Dalla Colombia all'Afghanistan, al Kosovo, non c'è scenario di guerra recente o presente dove il mercato delle droghe non abbia fatto da sfondo, spesso con cifre e condizionamenti persino più ampi di quelle materie prime che talora vengono invocate a spiegazione dei conflitti e degli interventi.
Il nostro è complessivamente un movimento che intende tassare le transazioni finanziarie, che punta il dito sui santuari della finanza mondiale, sull'illegalità di interi stati, ma che fatica a farsi la più banale delle domande e cioè quanta parte di quella ricchezza è il frutto dei termini di scambio o dello sfruttamento del lavoro o dell'iniquità strutturale delle istituzioni e degli accordi che sovraintendono al commercio internazionale e quanta parte sia il prodotto di quell'esazione planetaria che il narcotraffico esercita in ogni angolo del globo. Un intreccio infernale dalla cui rottura dipende la vita di milioni di persone.
Il nostro è movimento che spesso ha saputo coniugare territorio e globalità, dalla condizione dei migranti a quella del lavoro, i temi della municipalità con i forum sociali mondiali. Pure stenta a percepire quanto sta compiendo questo governo Fini-Berlusconi apparentemente in materia di droghe, in realtà sul difficile confine che lega libertà individuali e diritti sociali.
A preoccuparci non è tanto il superamento delle "superficiali e superate distinzioni tra droghe leggere e pesanti", che rimarrà nelle campagne propagandistico-informative del governo e, ahinoi, nelle circolari alle questure d'Italia, quanto lo scavalcamento del servizio pubblico sulle tossicodipendenze, quanto che proprio su questo terreno si intenda giocare la carta di una parziale privatizzazione del sistema carcerario, quasi non bastassero le condizioni in cui versa, quanto il mix di pubblica sicurezza e tensioni neosanitarie che avanza pervasivamente, sul corpo delle tematiche sociali come nel campo della salute mentale.
Un programma, quello annunciato il 25 di ottobre scorso a S. Patrignano e più volte riaffermato, che intendiamo contrastare alla radice.
Porteremo questi elementi nelle piazze del movimento, ne faremo un tema del prossimo Forum Sociale Europeo, materia dei social forum locali, e lanciamo un percorso di lotta che vogliamo intersechi le campagne, le date, del mondo diverso possibile che anche in questo paese siamo chiamati a far vivere convinti del nesso profondo che lega il regime legale delle droghe e la società in cui viviamo e soprattutto che a questo formidabile strumento di oppressione e controllo sociale, il proibizionismo, esistono alternative concrete.

Vi invitiamo

Tra il 23 marzo e il 6 aprile, Giornate Nazionali della Semina, a partecipare alle iniziative contro le politiche di questo governo in materia di droghe

Il 29 giugno a Bologna alla Street Rave Parade evento nazionale antiproibizionista


Movimento di Massa Antiproibizionista

 

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