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Da Granello
di Sabbia #228
Newsletter di ATTAC italia
La sfida dei contadini cocaleros della Colombia
Denise Mendez
Membro del Gruppo internazionale di ATTAC Francia
zona America Latina
groupe-americas@attac.org
FORUM DI SAN CRISTOBAL (Venezuela)
Mentre gli elicotteri Black Hawks e Huey inviati dagli Stati Uniti
in virtù del Plan Colombia versano diversi veleni e defolianti
sulle loro terre, i piccoli contadini colombiani hanno deciso di
porre il loro problema di fronte a tutto il mondo, organizzando
per il prossimo mese di giugno in Venezuela, un incontro internazionale.
LA COCCA
I coltivatori di piccoli appezzamenti di piante di coca o di amapola
hanno fondato la COCCA " coordinadora de cultivadores de coca
y amapola" (coordinamento dei coltivatori di coca e di amapola)
rappresentanti 14 dipartimenti. D'accordo con altre associazioni
agrarie come la "Asociacion campesina del valle de Cimitarra"
che, con l'aiuto di diverse ONG ha messo in opera diverse fattorie
sperimentali che hanno sostituito le coltivazioni di coca, la COCCA
ha deciso di riunire i rappresentanti dei coltivatori di coca della
Boliva, del Perù e di altri paesi per discutere delle alternative
e dimostrare che il Plan Colombia non è una soluzione.
Il Plan Colombia pretende di lottare contro il traffico di droga
distruggendo le coltivazioni che ne sono la materia prima. Questo
approccio è messo largamente in discussione negli Stati Uniti
come in America Latina dove le diverse operazioni armate (in Bolivia)
non hanno ottenuto altro risultato che quello di far spostare le
coltivazioni in altre regioni o paesi. Le coltivazioni si spingono
lungo tutto il versante amazzonico delle Ande e questo spiega il
dissodamento selvaggio delle foreste del bacino dell'Amazzonia e
dell'Orinoco.
La tecnica prevista dal Plan Colombia: la fumigazione o lo spargimento
chimico ( o biologico ) con aerei o elicotteri, risulta già
un disastro, dopo due mesi, nel Putumayo e nella regione del medio
Magdalena. I piloti non possono fermare le loro irrorazioni al limite
preciso di un campo di coca che si trova circondato da piantagioni
di banane o da prati da pascolo, ne risulta la distruzione di altre
coltivazioni o di animali domestici. Da qui anche la migrazione
massiccia delle persone e lo spostamento delle coltivazioni.
DELLE CAUSE CONOSCIUTE
I piccoli contadini sono diventati coltivatori di coca perché
il mercato delle coltivazioni tradizionali che, grazie al miracolo
geografico colombiano con i suoi molteplici piani climatici, aggiungeva
all'infinità dei prodotti tropicali, quelli dei paesi temperati,
è crollato. La deregolamentazione neo-liberista e le pratiche
di dumping adottate dagli importatori-esportatori hanno rovinato
il paese. I piccoli contadini colombiani si trovano in una situazione
paradossale: da una parte sono rovinati dal mercato agricolo internazionale
dei prodotti agricoli di prima necessità e d'altra parte
l'espansione del mercato internazionale delle droghe gli offre un'opportunità
di sopravvivenza ( questa modalità di sopravvivenza non è
riservata solo ai colombiani, peruviani o boliviani ma riguarda
anche ai contadini turchi, afgani, pakistani o africani ).
Nei fatti i piccoli coltivatori cocaleros ricevono per queste coltivazioni
un ricavo assai modesto ( The National del 19 marzo scorso lo valutava
1000 dollari mensili ) e ne subiscono soprattutto gli inconvenienti
ed è per questo che vorrebbero volentieri poterne uscire.
Rifiutano l'irrorazione chimica ma accetterebbero l'estirpazione
manuale delle coltivazioni illecite, se fosse unita ad un programma
integrale di riconversione agricola.
I cocaleros pongono quindi delle domande importanti all'economia
liberista: Facendo questo si uniscono agli altri contadini del pianeta,
quelli del sud riuniti in Via Campesina e quelli del Nord, come
per esempio i francesi della Conféderation paysanne.
L'INCONTRO DI SAN CRISTOBAL
E' così che a San Cristobal in Venezuela, il 25, 26, 27
giugno prossimo, dei delegati internazionali provenienti dal mondo
rurale e non, pensano non soltanto di denunciare il Plan Colombia
ma anche i suoi legami con il programma neo-liberista. Vogliono
dimostrare che il problema delle coltivazioni illegali non è
che un aspetto del vasto problema del futuro dell'agricoltura nel
mondo. Poiché il sistema ha definito lo sfruttamento della
terra come una macchina per il profitto attraverso l'intensificazione
delle produzioni e la loro esportazione, dimenticando che la terra
è un luogo che protegge la vita, uno spazio complesso e fragile
che deve essere trasmesso alle generazioni future senza danni. E'
questo sistema stesso che è da rivedere.
A San Cristobal si ritroveranno coloro che al Nord denunciano il
cieco produttivismo, quelli che reclamano il diritto alla terra
tramite una riforma agraria e quelli che sono obbligati a coltivare
dei prodotti illegali e reclamano i mezzi per vivere coltivando
dei prodotti legali. Le proposte degli organizzatori mirano al sostegno
di un'economia contadina destinata a soddisfare inizialmente la
domanda interna e a riconoscere al piccolo contadino la dignità
di una funzione nella salvaguardia di un patrimonio comune a tutta
l'umanità.
Il programma dell'incontro di San Cristobal mira a mettere il dibattito
sul Plan Colombia a livello internazionale per 3 motivi:
- perché pretende di risolvere il problema del narco traffico
che è per definizione internazionale e riguarda prima di
tutto i paesi consumatori: gli Stati Uniti e l'Europa.
- perché riguarda il problema contadino e il plan Colombia,
visto al di là delle irrorazioni chimiche, si situa nel quadro
di un interventismo neo-liberista. In più, nel caso colombiano,
l'organizzazione della vita agraria, in generale, è largamente
colpita dalle politiche libero-scambiste.
- perché l'intervento militare americano sotto forma di
armamenti e materiale altamente sofisticati e la partecipazione
di "consiglieri" militari speciali coinvolge dei paesi
vicini: l'Equatore ha dovuto offrire la sua base di Manta come base
logistica più vicina alla Colombia. Ma anche il Perù
e il Brasile a causa della loro frontiera amazzonica con la Colombia
sono coinvolti.
Per molte ragioni, nessun paese dell'America Latina è indifferente
al Plan Colombia, è per questo motivo che a Porto Alegre
è stato preso l'impegno di lottare ugualmente contro il Plan
e contro lo ZLEA ( zona di libero scambio tra le americhe) che sono
facce diverse dello stesso programma neo-liberista. L'incontro di
San Cristobal è la concretizzazione di quell'impegno.
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