|
Quando la canapa è indiana.
I
Lakota (chiamati
poi Sioux dai francesi) della più grande riserva indiana
degli Stati Uniti, Pine Ridge, stipularono nel secolo scorso un
accordo che gli garantiva sovranità assoluta sulla riserva.
A questo accordo non è stato più riconosciuto
alcun valore da quando i Lakota hanno deciso di coltivare canapa
ad uso industriale per la realizzazione di termoisolanti naturali.
La Dea è intervenuta con gli elicotteri, distruggendo il
campo di Alex Piuma Bianca. I Lakota si sono organizzati, e hanno
promesso che questo 26 aprile coltiveranno le loro piante di canapa
per tutta la riserva. Hanno così ricevuto la solidarietà
di chi si batte nel mondo contro le politiche di proibizione. Anche
per questo una loro delegazione sarà a Genova in luglio in
occasione del G8 con una targa 1 metro per 2 in metallo che verrà
infissa in un luogo pubblico a Genova che porterà la storia
dei Lakota, il loro simbolo e la mappa dei loro territori prima
e dopo l'incontro con la cultura europea. Sarà in Inglese,
lakota e italiano.
Non è un caso isolato, anzi. In italia, poco
meno di un anno fa la stessa cosa è avvenuta in provincia
di Piacenza. Anche lì si trattava di una coltivazione ad
uso industriale, anchè lì la soluzione (dei Carabinieri)
è stata quella della ruspa. Del resto la politica proibizionista
ha imposto anche all'Italia (nel 1961 il trattato dell'ONU, classificando
la cannabis ufficialmente stupefacente, impose ai 65 stati aderenti
l'eradicazione di ogni campo di cannabis entro il 1986) di azzerare
quella che nel nostro paese era una cultura
agricola secolare. Oggi pare ci sia un'inversione di tendenza,
vuoi per la reintroduzione della Canapa per uso industriale (sovvenzionata
anche dall'UE), vuoi per l'apertura del dibattito sugli usi terapeutici.
Questi elementi permettono finalmente di scardinare
l'ideologia proibizionista e metterne in luce le contraddizioni.
Nonostante ciò Pino Arlacchi prevede l'eradicazione della
canapa dal pianeta Terra entro 10 anni (fonte UNDCP). Un'assurdità
pratica, un delitto ambientale senza precedenti.
Approfondimenti
Link
- Signor
Giudice ho piantato un seme
La campagna di autodenuncia di autoproduzione si è gemellata
coni Lakota, popolo simbolo dell'oppressione proibizionista.
- Una risorsa di nome Canapa
La canapa è stata riscoperta di recente per produrre, in maniera
economicamente conveniente ed ecosostenibile, tessuti, carta (senza
distruggere le foreste), materiali edili, energia, plastica, cosmetici,
vernici, detersivi e tanto altro ancora. Il sito contiene una
vera e propria banca dati sull'argomento: tutto quello che si
può fare con la canapa, le prospettive economiche, la ricerca
scientifica, i progetti industriali, la situazione all'estero.
- Medicalcannabis
Il sito dell'Associazione per la Canapa Terapeutico. Ricco di
documentazione, notizie e studi sugli utilizzi medici della pianta
di Marijuana.
- La
Canapa in Marocco
Rif del Ketama: il resoconto di viaggio di un fotografo professionista,
appassionato di Africa e di motocicletta.
- www.cannabusiness.com/
Tutto ciò che è business legato alla Canapa. In
Germania.
- Gli altri link dall'archivio
di Fuoriluogo.it
|