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Speciale #8
Genova per noi

 

Lakota, canapa e globalizzazione.

Al Genova Social Forum. Alle strutture che hanno organizzato le 125 manifestazioni in diverse città del mondo il 5 Maggio 2001, giornata mondiale della canapa. A tutti coloro che hanno a cuore i diritti umani delle minoranze. Al mondo dell'antiproibizionismo per la difesa della pianta. A tutti coloro che vogliono vivere in un mondo senza monopoli.

Esiste una pianta che cresce liberamente in natura, è coltivata da migliaia di anni in tutto il mondo per migliaia di usi, non ha bisogno di concimi chimici inquinanti, anzi è in grado di depurare terreni inquinati, produce fibra per carta, tessuti e materiali alternativi alle plastiche, oltre a idrocarburi alternativi al petrolio, proteine e olio per l'alimentazione. E' in grado di curare molto meglio e con minori effetti collaterali dei farmaci sintetici un'enormità di malattie, alcune terribili, mettendo fuori mercato una grossa fetta di prodotti farmacologici. Il suo nemico non è un fungo o un parassita ma l'interesse criminale delle industrie farmaceutiche, chimiche e petrolifere che individuano in lei una concorrente pericolosa per la sua estrema democraticità e generosità che consentirebbe a tutti di produrre in casa un'infinità di prodotti ottimi e non monopolizzabili dal mercato. E' una risorsa della natura, ed è per questo che nel '37 in America, e subito dopo nel resto del mondo, riesumarono il proibizionismo in coincidenza con il lancio sul mercato dell'aspirina della Bayer e del nylon della Du Pont. Coloro che vorrebbero far sparire questa pianta definitivamente sono gli stessi che brevettano le biodiversità e investono in O.G.M., mettendo un'ipoteca sulla futura possibilità del genere umano di produrre alimenti senza pagare tangenti ai padroni del mondo. La coltivazione della cannabis è un diritto naturale come per il basilico e l'uva, il patrimonio botanico del pianeta appartiene al genere umano, non è quindi possibile vietarne o privatizzarne una parte. La campagna di disobbedienza civile con autodenuncia di massa "Signor Giudice ho piantato un seme" ha organizzato per lo scorso 5 maggio, giornata mondiale della canapa, tre manifestazioni in Italia (Roma, Palermo e Milano) in cui sono state consegnate alle autorità giudiziarie piantine di canapa e autodenunce per rivendicare questo diritto negato. La manifestazione di Roma è stata aperta da una delegazione dei fratelli nativi della nazione lakota, o Sioux come li chiamarono i francesi, proveniente dalla riserva di Pine Ridge. La campagna "Signor Giudice ho piantato un seme" composta da un ampio ed eterogeneo cartello di decine e decine di associazioni, giornali, radio, centri sociali, parlamentari, intellettuali ed artisti si è gemellata su di un percorso di dignità e rivendicazione delle pratiche con gli indiani lakota, simbolo di resistenza umana alla colonizzazione dell'ultimo grande impero. Prima dell'arrivo dell'uomo bianco i territori lakota comprendevano il Nord e il Sud Dakota, il Wyoming, il Montana, il Nebraska e il Colorado. Ora le sette nazioni lakota (Oglala, Minneconju, Sicangu, Hunkpapa, Two Kettle, Sans Arc, Black Feet) vivono in nove riserve tra il Sud e il Nord Dakota. Nonostante il trattato di pace di Fort Laramie del 1868 assegni la totale giurisdizione agli indiani su ciò che resta delle loro terre- le attuali riserve- gli Usa non hanno mai perso il vizio di perseguitare e provocare i nativi. L'ultimo episodio di violazione del Trattato riguarda il "Progetto Canapa", una legge che è stata varata dai Lakota, che permette di piantare canapa per uso industriale nelle riserve. Nell'agosto 2000, elicotteri della DEA (Drug Enforcement Agency) sono atterrati a Pine Ridge per distruggere e sequestrare campi di canapa di proprietà della gente lakota. Anche quest'anno a Pine Ridge sta crescendo canapa e a metà maggio la Dea è entrata di nuovo nella riserva per minacciare i fratelli e le sorelle lakota, che hanno immediatamente eretto blocchi stradali agli ingressi delle loro terre per impedire che tornino. In luglio i lakota saranno presenti al contro vertice di Genova in occasione del G8 per porre all'attenzione mondiale il loro caso. C'è il rischio che l'FBI e la DEA tornino ad agosto, quando le piante saranno alte e pronte per il raccolto, per ripetere la bravata dello scorso agosto e arrestare alcuni indiani come capro espiatorio. Il 25 giugno, anniversario della lezione che i lakota impartirono al generale Custer e al suo battaglione di sterminatori, i nativi organizzano una cerimonia commemorativa con cavalcata da Pine Ridge a Little Big Horn. Sarebbe gradita la presenza di una delegazione variegata per far capire ai figli dei lunghi coltelli che i lakota non sono più soli e che sul loro caso c'è un'attenzione che valica i confini USA, al fine di impedire che anche questa volta, nel silenzio e nella distrazione generale le giacche blu si comportino con la bestialità che li distingue. Il problema è globale e stiamo imparando ad affrontarlo globalmente. Siamo tutti sioux, seminiamo disobbedienza per raccogliere libertà e giustizia sociale.

Per informazioni e comunicazioni:
Michela Gesualdo: mgesuald@ilmanifesto.it
Angelo Mastrandrea: mastrandrea@katamail.com
Mefisto: 0339- 3393589
Tiziana Rinaldi Castro: demetra@activematrix.net,
tel. 00-39-360-203963 (for communications in English)
Negli Stati Uniti: Milo Yellow Hair 001- 605- 2881922

Lakota, Hemp and Globalization

 

 

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