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Proibizionismo e globalizzazione.
Per la costruzione di una rete antiproibizionista europea
prima riunione organizzativa è fissata per
giovedì alle 21.00, Spazio Hub, Piazza della Libertà
venerdì 9, sempre al parterre - spazio Hub,
alle 11 ci sarà l'incontro per la costruzione/allargamento
della rete europea e per cominciare a preparare Vienna (assemblea
dell'Onu in primavera)
nel pomeriggio saremo tutti alla fortezza da basso
(dentro e fuori) dove stiamo organizzando un intervento/azione/animazione
che abbiamo chiamato
"street workshop". l'obiettivo è quello di portare
nel cuore del social forum la questione droghe/proibizionismo. questa
è l'iniziativa cui politicamente diamo maggior rilievo e
si concluderà con una conferenza stampa congiunta dei gruppi
che hanno organizzato i tre workshop: istituzioni totali, carcere
e antiproibizionismo.
sabato in corteo con un nostro spezzone aperto dal
camion Mdma
il
Documento di mdma
A Firenze dal 6 al 10 novembre si terrà il Forum Sociale
Europeo.
E' l'incontro - deciso all'inizio dell'anno al Forum mondiale di
Porto
Alegre
- di tutte le realtà che si riconoscono nell'idea che "un
altro mondo è
in costruzione" e stanno lavorando alla sua realizzazione.
La crescita
ricca
e spesso confusa di questo movimento di movimenti ne fa oggi un'entità
complessa e per molti versi contraddittoria, ma comunque capace,
in
certe
occasioni, di mettere in relazione le sue diverse anime. Firenze
sarà
questo:
luogo di discussione per ventimila persone in un panorama europeo
di
movimenti
che in genere non si conoscono e non si frequentano.
Così era stato anche a Porto Alegre, ma tra i tantissimi
i temi trattati
dai rappresentanti dei gruppi e delle reti presenti, spiccava l'assenza
dell'antiproibizionismo.
Eppure il proibizionismo rappresenta una delle più antiche
politiche
della
globalizzazione capace di unificare legislazioni e polizie, economie
e
flussi
finanziari, culture e ideologie, nel tentativo di subordinare ad
un?unica
visione e controllo i processi correlati alla produzione, al consumo
e
alla
gestione sociale del fenomeno droghe. I risultati sono sotto gli
occhi
di
tutti: mentre non diminuisce il consumo di sostanze aumentano sia
il
potere
delle narcomafie che l'uso di penalità e carcere per i consumatori.
Per questo riteniamo che a Firenze le tematiche antiproibizioniste
debbano
essere affrontate e trovare piena legittimazione all'interno del
movimento
per un'altra globalizzazione.
Siamo una rete di persone e gruppi provenienti dal centronord italiano.
Siamo operatori sociali, consumatori, centri sociali e attivisti,
da
alcuni
anni impegnati su questi temi all?interno di Mdma (Movimento di
massa
antiproibizionista).
Abbiamo promosso campagne ed iniziative, anche di disobbedienza
all'attuale
legislazione, per un cambiamento delle politiche sulle droghe e
in
particolare
per la depenalizzazione della cannabis, per il pieno riconoscimento
della
canapa terapeutica, per lo sviluppo delle pratiche di riduzione
del
danno
e per i trattamenti sostitutivi. E per contrapporci alla prospettiva
del
governo italiano che, ispirato al proibizionismo più intransigente,
intende
invece introdurre nuove forme di criminalizzazione del consumo e
depotenziare
gli interventi di riduzione del danno.
La situazione in Europa è oggi fortunatamente più
mossa ed articolata.
La
posizione di paesi come Olanda, Svizzera, Inghilterra, Belgio, Spagna
e
Portogallo che praticano politiche di depenalizzazione rappresenta
già
una
chiara differenza ed una prospettiva alternativa al pensiero unico
proibizionista.
In Europa, inoltre, sono da tempo attive reti e gruppi che hanno
saputo
elaborare e praticare modalità di intervento ispirate a principi
non
proibizionisti,
attente ai diritti e alle libertà delle persone.
A Vienna, la primavera prossima, i rappresentanti dei governi di
tutto
il
mondo si troveranno a valutare il programma dell'Onu che fa si
proponeva,
nel giro di dieci anni, di ridurre significativamente l'offerta
e la
domanda
di sostanze stupefacenti. Questo piano non ancora giunto a metà
percorso
è già ampiamente fallito. A Vienna potrebbe dunque
aprirsi uno scontro
tra
le posizioni più oltranziste dei paesi che accodati agli
Usa condividono
l'ossessione della guerra alla droga e quelli che ricercano un
equilibrio
tra trattamento, decriminalizzazione dei consumatori e punizione.
In questo scenario il movimento antiproibizionista potrebbe giocare
un
ruolo
attivo nel rendere sempre più manifesto il fallimento pratico
del
proibizionismo
e nell'esercitare una pressione sui governi ad assumersi posizioni
di
maggior coerenza e determinazione.
Si tratta, allora, di dare impulso ad una rete europea che, aldilà
di
questa
scadenza, possa sviluppare relazioni e saperi, contaminare e raffinare
le proprie pratiche e, attraverso una valorizzazione delle nostre
competenze
ed esperienze, costruire una piattaforma in grado di contrastare
le
politiche
più retrive e rilanciare le culture della libertà
e della tolleranza.
E' questo il senso del workshop dal titolo "Globalizzazione
e
proibizionismo.
Per la costruzione di una rete antiproibizionista europea"
che abbiamo
organizzato a Firenze nelle giornate del Forum Sociale. Non sarà
una
carrellata
di esperti, che comunque invitiamo a partecipare, ma un primo incontro
tra
consumatori, operatori, studiosi, attivisti e tutti coloro che ritengono
importante impegnarsi su questi temi.
Da lì crediamo possa nascere una nuova cooperazione tra i
gruppi europei
di cui sentiamo estrema necessità.

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