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16.12.2004
Da deputato per caso a eroe del giorno
Parla Giusto Catania, eletto per sorteggio e promotore del documento
approvato
ANGELO MASTRANDREA
Da eurodeputato per caso a eroe antiproibizionista. Estratto a
sorte perché Bertinotti, a causa della querelle tra Nunzio
D'Erme e Nichi Vendola che aveva diviso Rifondazione, non aveva
scelto chi mandare a Strasburgo entro i termini di legge, Giusto
Catania non sta nella pelle per l'approvazione della raccomandazione
che porta la sua firma e mentre risponde alle nostre domande ride,
risponde in inglese con cadenza siciliana ai media internazionali
che lo cercano e confessa: «E' un voto che non mi sarei mai
aspettato». Anche perché chi ci aveva provato in passato,
ultima nel 2003 una deputata olandese, ne era uscito con le ossa
rotte.
E' stato un po' come fare 13 al primo colpo.
Non proprio, perché vincere al Totocalcio è una fatalità
e in questo caso non è stato così. Però non
nego di essere un deputato per caso. Oggi su una materia così
delicata come quella della droga abbiamo spaccato il Parlamento
e approvato una posizione molto avanzata. E domani il Consiglio
europeo che avrà all'ordine del giorno la strategia antidroga
dal 2005 al 2012 si ritroverà davanti una cosa che non si
aspettava e della quale non potrà non tener conto, anche
se il documento preparatorio dello stesso Consiglio è invece
molto arretrato. Ad esempio toglie centralità alla riduzione
del danno, una posizione che secondo me è da addebitare a
un giro di vite della presidenza olandese.
Rimane il fatto che le politiche sulle droghe rimangono
affidate ai singoli stati, come dimostra il caso italiano.
Sì, però l'Ue ha scelto di avviare un processo
di comunitarizzazione di questo argomento e di dare un indirizzo
agli stati. Il voto di oggi mi pare un esordio di buon auspicio.
La nostra critica radicale alla strategia attuata finora parte dai
dati forniti dall'Osservatorio di Lisbona, che parla dell'aumento
dell'Hiv nei paesi dell'est, dell'aumento dell'uso di cocaina e
del fatto che il 20% della popolazione europea ha avuto a che fare
con la cannabis. Questi dati sono la dimostrazione eloquente che
il proibizionismo non paga. Inoltre, contrariamente all'Onu noi
chiediamo all'Ue di finanziare la conversione delle colture in Afghanistan
e in Colombia. E vogliamo anche dare un colpo alle organizzazioni
criminali, con la confisca dei beni e interventi contro il riciclaggio
di denaro sporco.
Come potrà incidere questo voto sul dibattito in
Italia, dove si sta votando una legge che va in senso opposto?
Incide sul piano politico, perché oggi al Parlamento
europeo è stata sancita un'alleanza politica, visto che la
raccomandazione è stata votata dalla stessa maggioranza che
aveva bocciato Buttiglione e da tutto il centrosinistra italiano,
Margherita compresa. Se questo fosse l'impianto generale sulla base
del quale impostare le politiche del centrosinistra sarebbe perfetto.
E poi può essere una sponda importante per costruire un'alleanza
che metta insieme forze politiche, sindacali e movimenti. Il rapporto
è stato costruito raccogliendo in particolare i suggerimenti
della rete europea Encod. Alcuni esponenti sono anche venuti a Strasburgo
in questi giorni per fare pressione sui deputati.
Dica la verità, si sarebbe mai aspettato che un
comunista riuscisse a convertire il Parlamento europeo all'antiproibizionismo?
Se devo essere sincero, è andata al di là
di quanto mi sarei aspettato. Dopo il sì in commissione per
un solo voto, ero seriamente preoccupato. Anche perché i
deputati dei paesi nordici, in particolare gli svedesi, dai socialisti
a quelli di destra, si opponevano. Ma ora possiamo dire che dall'Europa
viene una speranza.
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