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Speciale
Colombia

a cura di
Mattia Diletti

Speciale Colombia di Fuoriluogo.it

Il conflitto in Colombia è entrato in una delle fasi più delicate della sua storia. A breve, i nuovi battaglioni addestrati dagli ufficiali americani per la lotta anti-narco saranno pronti, i costosissimi elicotteri Blackhawk statunitensi dislocati: saranno i primi effetti del Plan Colombia, il programma del governo colombiano per risolvere i problemi della guerra civile e del narcotraffico, che prevede un finanziamento di 1.300 miliardi di dollari da parte degli Usa, denaro destinato in massima parte alle spese militari. Contemporaneamente è in atto la campagna di distruzione chimica delle coltivazioni, che bombardano di pesticidi e funghi le zone in cui si produce la coca, ma che colpisce ogni tipo di pianta e inquina le falde acquifere.
Il presidente Pastrana e il comandante delle Farc, Marulanda, si sono incontrati un mese fa per riavviare i colloqui di pace interrotti per più di due mesi riaprendo le trattative per il cessate il fuoco. Al centro della discussione anche la questione dei paramilitari, che negli ultimi mesi hanno intensificato il numero delle loro azioni. Il loro disarmo è posto come condizione irrinunciabile da parte della Farc per il raggiungimento di un accordo di pace. Nel frattempo si stanno avviando le trattative anche con l'Eln per la creazione di un'altra zona demilittarizzata (il secondo gruppo guerrigliero colombiano per dimensione e influenza).
A fine febbraio Pastrana ha incontrato Bush per ottenere la proroga del trattato che favorisce l'esportazione di prodotti colombiani verso gli Usa. Bush dovrà rendere più chiara la sua strategia verso la Colombia e il Sud America: in questo stesso incontro si è rifiutato di inviare osservatori statunitensi ai colloqui di pace. Fino ad ora è prevalsa la continuità con l'amministrazione Clinton nella scelta di appoggiare il Plan Colombia, mentre l'Unione Europea ha criticato il carattere militare del piano. Nella posizione degli Stati Uniti si mescolano volontà di stabilizzazione politica della regione, furore ideologico della guerra alla droga, interessi petroliferi, mancanza di una piena comprensione della complessità del problema.
La guerra ha creato, fino ad oggi, quasi due milioni di profughi, cifra destinata ad aumentare. L'attuazione del piano sta contribuendo ad allargare il fronte della guerra civile al di là delle frontiere colombiane, in Ecuador, Brasile, Venezuela… mentre lo sradicamento della coca provoca un effetto spill-over che fa semplicemente comparire le piantagioni altrove. La guerra alla droga si rivela come uno dei flagelli del Sud America.
Lo speciale del sito fuoriluogo.it ha come scopo di fornire materiale per poter seguire l'attuale dibattito sul Plan Colombia. Abbiamo dato ampio spazio alla Rassegna Stampa e alla pagina dei links. Gli articoli in italiano sono, purtroppo, molto pochi: questo dà il segno, però, della mancanza di sensibilità che esiste nel nostro paese su questo tema.
Questo speciale ha l'obiettivo di potere allargare la possibilità di acquisire strumenti validi di comprensione: cercheremo di aggiornarvi periodicamente sulle notizie, gli approfondimenti e le analisi più importanti, selezionando gli articoli e i documenti di maggiore interesse.

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