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Anno V - n. 8 16.01.2002
Berlusconi: ecco i tre candidati per sostituire Arlacchi.
Il governo italiano ha presentato all'Onu una terna di candidati
alla successione di Pino Arlacchi nell'ufficio Onu per la lotta
alla droga. Il VeLino è in grado di anticiparne i nomi: sono
Alberto Michelini, deputato di FI, l'ambasciatore italiano preso
la Nato Amedeo De Franchis e Antonio Costa che attualmente lavora
alla Bers e vanta al proprio attivo una lunghissima carriera di
alto dirigente all'Onu. Le candidature decise dal Cavaliere (le
prime da ministro degli Esteri) sono state consegnate ieri dal nostro
ambasciatore presso le Nazioni Unite Sergio Vento al segretario
generale Kofi Annan. La decisione dovrebbe avvenire in tempi abbastanza
ridotti.
Le chances che il nostro Paese possa ottenere ancora la direzione
dell'ufficio Onu per la lotta contro la diffusione della droga sono
tante, anche se la Gran Bretagna chiede per Hamid Ghodse, di origine
iraniana, ma di passaporto britannico, il posto che fu di Arlacchi.
Contro una direzione italiana si schierano alcuni paesi, Germania
e Olanda fra gli altri, che sono stati durissimi censori dell'operato
di Arlacchi, accusato di sprechi, inefficienze e anche di aver favorito
alcune lobby interne all'Onu e molto vicine alla Russia. Ma il profilo
delle candidature presentate sembra aver rassicurato Annan e anche
gli altri paesi europei. Berlusconi ha indicato una terna molto
articolata per convincere gli avversari di Arlacchi che anche l'Italia
vuole una svolta nella gestione e nelle iniziative mondiali per
combattere le coltivazioni di coca e di papavero per oppio.
Una impresa non facile alla luce di quanto è stato scritto
dagli ispettori inviati dall'Onu a Vienna per controllare la gestione
del sociologo italiano. Dall'Onu nessuna indiscrezione, ma si sa
che Annan non ha gradito le polemiche continue sull'Undccp e vorrebbe
anche lui imporre un cambio tale da rassicurare quei paesi che da
qualche anno hanno smesso di contribuire ai progetti. L'Undccp di
Vienna soltanto sulla carta appare un incarico di rilievo, in realtà
ha disponibilità economiche ridotte (le finanze si
sono ulteriormente impoverite da quando l'Europa, tranne l'Italia,
ha chiuso i cordoni della borsa e molti paesi donatori importanti,
fra i quali gli Usa, finanziano soltanto le iniziative che possono
poi controllare direttamente) che non superano i 200 milioni di
euro, contro un narcotraffico che ne muove miliardi. Ma nello stesso
tempo l'ufficio di Vienna sta per assumere una maggiore valenza
politica internazionale perchè verrà potenziato
uno dei suoi dipartimenti, quello della lotta al terrorismo. Annan,
all'indomani dell'11 settembre, ha chiesto a tutti i paesi aderenti
alle Nazioni unite uno sforzo comune nella lotta al terrore e sia
il consiglio di sicurezza sia l'assemblea hanno recentemente convenuto
di costituire una task force che possa monitorare il fenomeno, collaborando
sia con l'Interpol sia con l'Fbi. (vum)
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