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07.03.2002
Onu/Undcp. Antonio Maria Costa e' il successore di Pino Arlacchi:
e' arrivato il nulla!
Vincenzo Donvito
Il nulla e' arrivato! Suo malgrado.
E' Antonio Maria Costa il successore di Pino Arlacchi alla direzione
dell'Undcp. Lo si apprende dalla portavoce delle Nazioni Unite Maria
Okabe.
Quindi niente Amedeo De Franchis (che il quotidiano "Libero"
aveva dato per gia' nominato alcune settimane fa), niente l'on.Alberto
Michelini (che il quotidiano "La Stampa" dava come preferito
dal Governo italiano e sponsorizzato dal Vaticano), niente Hamid
Ghodse (l'iraniano britannico che restera' alla guida dell'Incb-International
Narcotic Control Bureau, l'agenzia Onu con cui lancia strali contro
Internet e i Paesi che non mettono alla gogna i temibili fumatori
di spinelli), niente il poliziotto colombiano Rosso Jose' Serrano
(che si accreditava come sponsorizzato dal Congresso Usa, ma che,
a parte alcuni deputati repubblicani e il presidente della repubblica
della sua Colombia, era un po' al palo e faceva di tutto per restarci
con le sue dichiarazioni tutt'altro che da diplomatico, ma da poliziotto
per l'appunto), niente argentini e niente la numero due dell'Onu,
Louise Frechette.
Il meno rumoroso, il meno vistoso, il meno sponsorizzato e' stato
scelto da Kofi Annan: forse quello che meglio si addice al grigiore
della burocrazia del Palazzo di Vetro e, soprattutto, per far si'
che il mondo dell'informazione e le commissioni disciplinari dell'Onu
non continuino ad interessarsi dell'ufficio che fu di Pino Arlacchi,
ovviamente per la sua gestione. Nello stesso tempo, Annan si e'
garantito la continuita' dei finanziamenti da parte dell'Italia,
che rimane il maggior contribuente di questo ufficio.
Antonio Maria Costa ha lavorato per oltre 30 anni nelle maggiori
organizzazioni internazionali, tra cui le stesse Nazioni Unite.
Ha sessantuno anni e parla correttamente cinque lingue, lascia l'incarico
di segretario generale del Bers (Banca Europea per la Ricostruzione
e lo Sviluppo) che ha sede a Londra. Costa era entrato all'Onu nel
1969, nel dipartimento affari economici e sociali internazionali
dove, diventandone anche il capo, era rimasto fino al 1983. Poi,
fino al 1987 era stato segretario generale aggiunto dell'Ocse, quindi,
fino al 1992 direttore generale per l'economia e la finanza della
Commissione europea. Nei vari incontri dei G7/G8 si era occupato
di stendere la posizione dell'Unione Europea in materia di riciclaggio
dei capitali criminali, di segreto bancario e di corruzione.
Non e' quindi un novellino e uno sprovveduto, e mettera' le sue
capacita' e le sue conoscenze a disposizione di quell'Undcp specializzato
in politiche per lo spostamento delle colture delle droghe da un
Paese all'altro, e per il finanziamento dei piu' efferati regimi
che campano di droghe? Non abbiamo elementi per credere che possa
essere diversamente. Ma almeno potremo osservare, commentare, scrivere
di un ufficio che c'e' e fa qualcosa, senza rincorrere le malefatte
di Pino Arlacchi o i vuoti di gestione di questi mesi. L'avversario
si combatte meglio quando e' individuabile e visibile, anche se
confermiamo che rimane non solo il "nulla" davanti al
problema, ma il "nulla" per le sue soluzioni, con anche
qualche bel contributo al suo aggravamento.
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