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Speciale Afghanistan
La Guerra (alla droga?) in Afghanistan
a cura di
Leonardo Fiorentini
L'Afghanistan
è il maggior produttore di oppio del mondo: i dati
sono chiari, il 72% della produzione mondiale di eroina proviene
dai campi di papaveri afghani. Arlacchi e quindi l'UNDCP l'agenzia
della Nazioni Unite che mette in pratica a livello planetario la
war on drugs voluta dagli Stati Uniti (cfr. speciale War
on Drugs) hanno avviato un falilmentare progetto di riconversione
delle produzioni di oppio. In cambio di denaro i talebani, il Mullah
Omar in particolare, hanno dichiarato offesa a Dio la produzione
di droga. Ad Arlacchi (e a Bush Jr che nel Mullah Omar ha "investito"
43 milioni di
dollari solo nello scorso maggio) nulla importava dei campi
di Bin Laden (e delle risoluzioni ONU) e soprattutto delle condizioni
della popolazione afghana.
Solo
la siccità
ha permesso una effettiva diminuzione dell'offerta. Il rapporto
USA sulle droghe è chiaro, come è chiaro che i talebani,
ad una politica di facciata compiacente verso la war on drugs (strumentale
al loro tentativo di ottenere il riconoscimento internazionale),
hanno affiancato una strategia di accumulo di scorte
e di profitto (i talebani non hanno mai vietato la vendita ed il
possesso ed impongono la decima anche sull'oppio) che ora permette
loro di "spaventare" il mondo con il ricatto dell'invasione
di eroina. I prezzi nella "grande distribuzione" sono
già crollati
mentre in alcune città italiane si parla già di grossi
quantitativi in arrivo di "ottima" eroina.
L'assurdo,
messo in luce da Fuoriluogo
sulle colonne del Corriere della Sera, è che oggi - nell'affanosa
ricerca di motivazioni per rendere agli occhi del mondo "giusta"
questa guerra - si usa strumentalmente la questione droga. Fingendo
di dimenticare come siano ben altre le ragioni di questo conflitto
e, soprattutto, come nei territori dell'Alleanza del Nord l'oppio
continui ad essere prodotto e venduto. Per ottenere dollari, armi,
potere. Come dire: le contraddizioni della globalizzazione
della guerra alla droga non si annullano in Afghanistan.
In questo speciale trovate riorganizzati alcuni materiali già
presenti nelle pagine del sito, nonchè materiali originali
di analisi ed approfondimento. Ringraziamo il Centro
Peppino Impastato, Narcomafie,
l'Agenzia di informazione Testimoni
di GeNova ed il Transnational
Institute di Amsterdam per la messa a disposizione di parte
del materiale.
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News
L'Afghanistan ed il narcotraffico
Merging Wars:
Afghanistan, Drugs and Terrorism
(Transanational Institute of Amsterdam)
Il futuro è nell'oppio,
con o senza talibani
FL ottobre 2001
Narcotraffico e affari
globali (Testimoni di GeNova)
La fabbrica dei diavoli
(CSD Impastato)
La versione
USA dei "versetti satanici".
FL Aprile 1998
I dati
FL ottobre 2001
Storia
L'oro d'oriente
FL Marzo/Aprile 2001
Polemiche Fuoriluogo
L'oppio afghano
La risposta
di Fuoriluogo
La replica
di Barbiellini Amidei
Dopo l'11 settembre
(Speciale TNI)
High Treason: Do Drug Users really
Fund Global Terrorism?
Los fabricantes
de la guerra
On
Politics and Drugs: A Look at the Recent Events
A
New Global Era: Threats and Incidents Concerning the Colombian Case
Rassegna stampa
C'è anche l'oppiodotto
24.10.01
Oppio per Oppio 24.10.01
Another powder trail
18.10.01
43 milioni di $. Il
regalo di Bush ai Talebani 23.5.01
Ricatto al mondo
da Panorama del 23.3.01
«Quelle
scorte vanno distrutte» Arlacchi da Panorama del 23.3.01
Arlacchi, il
talebano
Jas Gawronski su La Stampa del 14.12.00
Il
satellite svela le vie
delloppio afghano
Siccità
in Afghanistan, l'ultima speranza di Arlacchi
International Herald Tribune
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della geopolitica (Narcomafie)
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