Lettera aperta al movimento
Ci
siamo incontrati a Praga, a Nizza, sulla frontiera di Ventimiglia,
a Genova e in molti altri luoghi dove abbiamo ritenuto necessario
essere per affermare un mondo diverso possibile, che, senza
retorica, si nutre di politiche concrete, capaci di disegnarlo
in modo diverso da quello delle politiche neoliberiste dominanti.
E le politiche alternative al proibizionismo crediamo siano
tra queste. Pure ne abbiamo costatato l'assenza nelle piazze,
nei dibattiti, nei social Forum. Una responsabilità certo
nostra di non aver saputo proporre ma anche un generale difetto
di attenzione.
Pure il proibizionismo è una delle più antiche
politiche globali del '900, capace di unificare e coordinare
le polizie e le legislazioni, i governi e i poteri, ben prima
di quasi tutti gli organismi e gli accordi sovranazionali oggi
esistenti, da quello multilaterale sugli investimenti a buona
parte di quelli di liberoscambio, dall'ONU al FMI, una sorta
di pensiero unico ante litteram che ha una parte fondamentale
nel disegnare la finanza internazionale superando e confondendo
le frontiere della legalità, oltreché della geografia,
di scatenare guerre e di sostenerle a tempo indefinito, di legittimare
operazioni di "polizia internazionale" prima e le
politiche di guerra imperiale permanente oggi, di imporre costi
sociali ed economici enormi in ogni parte del globo, di far
cadere governi o comprarli.
Dalla Colombia all'Afghanistan, al Kosovo, non c'è scenario
di guerra recente o presente dove il mercato delle droghe non
abbia fatto da sfondo, spesso con cifre e condizionamenti persino
più ampi di quelle materie prime che talora vengono invocate
a spiegazione dei conflitti e degli interventi.
Il nostro è complessivamente un movimento che intende
tassare le transazioni finanziarie, che punta il dito sui santuari
della finanza mondiale, sull'illegalità di interi stati,
ma che fatica a farsi la più banale delle domande e cioè
quanta parte di quella ricchezza è il frutto dei termini
di scambio o dello sfruttamento del lavoro o dell'iniquità
strutturale delle istituzioni e degli accordi che sovraintendono
al commercio internazionale e quanta parte sia il prodotto di
quell'esazione planetaria che il narcotraffico esercita in ogni
angolo del globo. Un intreccio infernale dalla cui rottura dipende
la vita di milioni di persone.
Il nostro è movimento che spesso ha saputo coniugare
territorio e globalità, dalla condizione dei migranti
a quella del lavoro, i temi della municipalità con i
forum sociali mondiali. Pure stenta a percepire quanto sta compiendo
questo governo Fini-Berlusconi apparentemente in materia di
droghe, in realtà sul difficile confine che lega libertà
individuali e diritti sociali.
A preoccuparci non è tanto il superamento delle "superficiali
e superate distinzioni tra droghe leggere e pesanti", che
rimarrà nelle campagne propagandistico-informative del
governo e, ahinoi, nelle circolari alle questure d'Italia, quanto
lo scavalcamento del servizio pubblico sulle tossicodipendenze,
quanto che proprio su questo terreno si intenda giocare la carta
di una parziale privatizzazione del sistema carcerario, quasi
non bastassero le condizioni in cui versa, quanto il mix di
pubblica sicurezza e tensioni neosanitarie che avanza pervasivamente,
sul corpo delle tematiche sociali come nel campo della salute
mentale.
Un programma, quello annunciato il 25 di ottobre scorso a S.
Patrignano e più volte riaffermato, che intendiamo contrastare
alla radice.
Porteremo questi elementi nelle piazze del movimento, ne faremo
un tema del prossimo Forum Sociale Europeo, materia dei social
forum locali, e lanciamo un percorso di lotta che vogliamo intersechi
le campagne, le date, del mondo diverso possibile che anche
in questo paese siamo chiamati a far vivere convinti del nesso
profondo che lega il regime legale delle droghe e la società
in cui viviamo e soprattutto che a questo formidabile strumento
di oppressione e controllo sociale, il proibizionismo, esistono
alternative concrete.
Vi invitiamo
Tra il 23 marzo e il 6 aprile, Giornate Nazionali della Semina,
a partecipare alle iniziative contro le politiche di questo
governo in materia di droghe
Il 29 giugno a Bologna alla Street Rave Parade evento nazionale
antiproibizionista
Movimento di Massa Antiproibizionista