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Carcere

carcere3.jpgTra i vari aspetti dell’emergenza carceraria del nostro paese spicca quello relativo al numero di detenuti per reati previsti dalla disciplina sugli stupefacenti.
La normativa che in Italia regolamenta questo aspetto è contenuta nel DPR n. 309 del 1990, il “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza”, che negli anni ha subito notevoli modifiche.
Quelle introdotte dalla legge 49/2006, detta Fini-Giovanardi, riflettono un approccio spiccatamente repressivo che ha portato ad un assetto normativo caratterizzato dall’inasprimento delle sanzioni per la produzione, il traffico, la detenzione illecite e l’uso di sostanze stupefacenti, ma soprattutto l’abolizione della distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti.
Una vera e propria penalizzazione di massa dei consumatori in cui effetti sono ravvisabili nell’elevatissima presenza di tossicodipendenti in carcere, nonché nel prolificare di condanne brevi o brevissime dovute al comma 5 dell’art. 73 che punisce i fatti di lieve entità.
Al 31 dicembre 2010 il numero dei tossicodipendenti in carcere era di 16.245 detenuti pari al 24% dei 67.961 presenti al quale va aggiunto il numero imponente di 27.294 ristretti per violazione dell’art. 73 (detenzione e spaccio), pari al 40,16% delle presenze.
L’analisi dei flussi di entrata annuale in carcere manifesta ancor più chiaramente la gravità della situazione rispetto alle le presenze giornaliere. Nel 2010 nelle carceri italiane sono entrati dalla libertà 84.641 soggetti per droga, di questi 24.008 (pari al 28,5%) classificati come tossicodipendenti e 26.141(pari al 29%) per fatti inerenti l’art.73 della legge antidroga.
Sintetizzando, è possibile affermare che più del cinquanta per cento degli ingressi e delle presenze in carcere sono dovuti a comportamenti legati alla questione droga che da problema sociale viene di fatto declinata come vicenda criminale.
Inoltre, con la legge 49/2006 anche il canale “speciale” per l’affidamento in prova a fine terapeutico dei tossicodipendenti  è stato modificato, da un lato ampliandolo con l’innalzamento del tetto di pena, dall’altro limitandolo con l’introduzione di nuovi vincoli , quali ad esempio quelli sulla recidiva.
Tutto ciò se da un lato ha comportato l’aumento delle numero di persone tossicodipendenti in carcere, dall’altro ha ridotto drasticamente una diminuzione netta delle misure alternative terapeutiche.
Le tendenze riscontrabili nelle carceri del nostro Paese sono fortemente in contrasto con quanto affermato dalla  Global Commission on Drug Policy che, prendendo atto ufficialmente dei danni provocati dalle politiche proibizioniste degli ultimi anni, ha invocato un cambio di paradigma al quale l’Italia dovrebbe aderire quanto prima attraverso una radicale modifica della legge antidroga .

Rapporti e Ricerche sul Carcere

I rapporti e le ricerche sul Carcere in Italia e nel Mondo.

La Rassegna stampa

La rassegna stampa sul carcere estratta dal mappamondo di fuoriluogo.it.

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